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Passeggiata storica
per Limón

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Passeggiata storica per Limón

Il 25 settembre del 1502, Cristoforo Colombo, nel suo quarto e ultimo viaggio, è arrivato sul nostro litorale caraibico. Sebbene non sia sbarcato per motivi di salute, è venuto a conoscenza delle caratteristiche della regione ed è entrato in contatto con alcuni indigeni. Nonostante ciò, per più di due secoli, Carián (Limón) è rimasto praticamente sconosciuto, dato che sono stati i proti di Suerre (1576), Matina (1637) e dopo Moín (1839) gli unici abilitati sulla costa dei Caraibi.

Con l’indipendenza è sorta la preoccupazione dei nostri primi governanti di mettere un porto sul litorale caraibico che potesse essere usato per il commercio con l’Europa. Tuttavia, questa possibilità non risultava facilmente attuabile, date le difficoltà di aprire una strada verso la costa a causa della rigidità del clima e della vegetazione selvaggia.

Il 9 novembre del 1865, il governo di José Maria Castro Madriz ha dichiarato Limón come porto principale della costa Atlantica. Nel 1870 Limón ha ottenuto il titolo di regione e, seguendo il disegno dell’ingegner Francisco Kurtze, si è proceduto alla segnaletica e alla delimitazione dei quadranti della città. Cinque anni dopo (1870) la zona delle case è stata trasferita da Moin a Limón, mediante la costruzione delle installazioni portuali. Nel 1871, per facilitare l’esportazione del caffè, il governo di Tomás Guardia ha cercato di costruire una ferrovia che allacciasse la Valle Centrale con il porto di Limón, ma il progetto è fallito.

È successivamente riniziato nel 1884 con il contratto Soto-Keith e, finalmente, il 7 dicembre del 1890, è stata inaugurata la ferrovia che è rimasta nelle mani della Northern Railway Co. La costruzione della ferrovia ha determinato due fattori di vitale importanza per la regione dei Caraibi: il primo, nel dicembre del 1872, quando procedente da Kingston, Giamaica, è arrivata la prima nave di braccianti di colore, con l’obiettivo di integrarli nei lavori di costruzione della ferrovia. Posteriormente, questo contingente umano è rimasto nella zona in maniera permanente; il secondo successo, di grande importanza, è stato il nascita delle piantagioni bananiere e dell’enclave tansnazionale della United Fruit Co. (1899).

Il 25 luglio del 1892 Limón è stato elevato a rango di cantone. Nel 1903 è stato installato il sistema di illuminazione. Nel 1907 la città aveva già un servizio di fognature e nel 1912 tuberie per il trasporto di acqua potabile. La città di Limón e tutta la provincia sorgeva nel XX secolo come una regione multietnica e multilinguistica, avendo abitanti neri, cinesi, indigeni e meticci, provenienti della Valle Centrale.

Rispetto all’aspetto architettonico, lo stile conosciuto come vittoriano caraibico si è diffuso adattandosi tanto nelle grandi costruzioni commerciali quanto nel settore abitativo. Il disegno poneva un’attenzione speciale alle condizioni rigorose del clima della zona, in modo tale da proteggersi dal sole e dalla pioggia. Così si è consolidato per la regione una fisonomia architettonica molto personale e diversa da quella all’interno della Repubblica. La casa tradizionale è in legno ed è rialzata su palafitte.

Inoltre aveva portici, corridoi, soffitte e mattonelle piccole che permettono la ventilazione. I tetti erano di lamine di ferrro zincato e presentavano una forte pendenza, con grondaie inclinate e pronunciate, per proteggere dal sole e dalla pioggia. Attualmente il quartiere Jamaica Town, abitato per la maggioranza da afrocaraibici, conserva ancora molte case che hanno dagli 80 ai 100 anni in quello stile, imbiancate con il tradizionale verde azzurrognolo. Durante la prima metà del XX secolo, nella città di Limón, hanno partecipato attivamente al disegno e alla supervisione di importanti opere costruttive il contrattista costruttore di origine spagnolo César Rivaflecha Zavala, gli ingegneri Guillermo Gargollo e Rogelio Pardo Jochs e gli architetti José María Barrantes Monge e Rafael García.

Nel 1999 è stato progettato l’attuale boulevard pedonale che parte dal Parco Vargas fino al Mercato Municipale, con un percorso di 400 metri.

 

 1- Parco Vargas

Situato in Avenida 1 e 2, Calle 1.

Nel 1895 la United Fruit Co. donò il terreno per realizzare un parco nella città di Limón. Il Governatore della Provincia, Balvanero Vargas, il quale fece il possibile per portare a termine un bellissimo progetto, incaricò diversi capitani di navi che arrivavano al porto di consegnargli degli alberi tropicali da Cuba e Giamaica (ficus beniamina, croton e palme). Per il progetto del parco assunse il francese Andres Bonife, che risiedeva nell’isola di Martinica. Con una base di un’area di 16.800 metri quadri scelse un disegno classico, ispirato ai tratti di Versailles. Il risultato è uno spazio verde con caratteristiche tropicali, dove la fitta vegetazione ha creato un microclima ideale.

Nel 1905 fu battezzato come Parco Vargas, in omaggio a Balvanero Vargas. Verso la fine del XIX secolo si è aprirono un chiosco prefabbricato di metallo in stile vittoriano e con una pianta ottagonale (simile al primo chiosco del Parco Morazán) ma nel 1911 fu rimpiazzato con un altro in cemento armato, d’influenza neoclassica. Anch’esso possiede anche una pianta ottagonale, colonne angolari e quattro scalinate; presenta decorazioni di vegetali e animali propri dell’Art Nouveau. A progettarlo fu Cesar Rivaflecha e venne dichiarato patrimonio storico architettonico il 26 giungo del 1995.

2- Capitanato di Porto

Situato in Avenida 2 e 3, Calle 1.

L’edificio fu costruito durante gli anni 30 sulla base del progetto di Cesare Rivaflecha con l’idea di stabilirci il Capitanato di Porto, il Governatorato della Provincia e la residenza del governatore. Possiede una tipologia d’influenza afrocaraibica o antillana molto simile agli edifici costruiti dalla United Fruit Co. E’ ad angolo e presenta una distribuzione di pianta a forma di “L”, a due piani, ed è costeggiata da un cortile interno. Ha un balcone provvisto di balaustra al secondo piano, invece nel primo si osserva un ampio corridoio. Per la sua costruzione è stato utilizzato il legno in assicelle di cipresso per le pareti, pavimenti e soffitti. Per la ventilazione si è ricorso all’uso di mattoni piccoli, d’accordo con la climatologia del posto, con grandi finestroni a ghigliottina. Fu sede del Capitanato e del Governatorato fino al 1986. Fu dichiarato patrimonio storico architettonico il 26 novembre del 1995.

3- Palazzo Municipale

Situato in Avenida 2, Calle O e 1.

L’attuale edificio risale 1942 e si dice che il disegno della pianta corrisponde all’ingegner Rogelio Pardo, invece il concetto di facciata è dell’architetto José Maria Barrantes Monge, uno degli architetti più prestigiosi della prima metà del XX secolo in Costa Rica. Nel suo progetto della facciata è possibile notare alcuni elementi stilistici molto simili a quelli usati da Barrantes in altre costruzioni della Valle Centrale, una costruzione in mattoni d’influenza neocoloniale, con la forma ad “U” nella quale si sono usate le centine in acciaio del primo mercato del 1893. Risaltano le gallerie e i finestroni ad arco di mezzo punto al primo piano. Sette anni fa venne posta all’interno dei suoi giardini la statua dell’eroe indigeno Pablo Presbere. Fu dichiarato patrimonio storico architettonico il 26 luglio del 2002.

4- Antico Ufficio della United Fruit Co.

Situata in Avenida 1 e 2, Calle 1.

Il 7 febbraio del 1880 c’è stato il primo imbarco di banana, della nave norvegese “Earnholm” verso New York. Con ciò iniziava la produzione bananiera del nostro paese per l’esportazione. Gli edifici sono stati costruiti nel decennio del 1880 per essere usati come uffici amministrativi della United Fruit Co. Possiedono un disegno tipologico elaborato nei laboratori della compagnia di Boston, negli Stati Uniti, e impiantato nella loro enclave dei Caraibi.

Sono edifici per il clima tropicale, con una buona distribuzione degli spazi. L’immobile, che si trova verso l’angolo nordovest, è a un piano e rettangolare; invece l’immobile dell’angolo sudest è costituito da due piani e la pianta ha una disposizione a “L”. Entrambi possiedono una struttura in metallo che sopporta le travi e le colonne. Le pareti esterne sono in mattone e internamente presenta saloni o ampie stanze individuali, con divisioni in legno e muro di canna e fango in stile francese. Il tetto ha una pendenza tale da permettere all’acqua di defluire facilmente.

L’edificio è a due piani, ha dei balconi e la ventilazione e l’illuminazione dei soppalchi sono facilitate da ampi finestroni. I due edifici si proiettano verso il marciapiede con grandi mantovane che formano una galleria di 100 metri, la quale ripara i passanti dalla pioggia e dal sole. Nel decennio del 1930 la compagnia ha abbandonato la produzione bananiera nei Caraibi e gli edifici sono passati nelle mani della Compagnia Bananiera del Costa Rica. Nel 1972 sono stati acquistati dall’impresa Cobre y Acero S.A. rappresentata da Enrique Odio Cooper. Attualmente funzionano alcuni uffici e diversi locali commerciali. E’ stato dichiarato patrimonio storico architettonico il 18 febbraio del 1999.

5- Pensione Costa Rica.

Situata in Avenida 2, Calle 1 e 2.

Il terreno dove è stata costruita la Pensione Costa Rica, apparteneva all’architetto Quinto Vaglio Bianchi, un commerciante di nazionalità italiana. Nel 1905, l’architetto Vaglio ha realizzato il disegno della pensione a tre piani e ha incaricato Cesar Rivaflecha per la costruzione. Possiede una facciata di disegno simmetrico, dove combaciano totalmente i balconi e le porte. Stilisticamente offre un’influenza del neoclassico di tipo francese, per proiettare un’immagine unica nel paesaggio della città. E’ stata edificata con un’armatura metallica e con mattoni per le pareti.

Possiede inoltre un rivestimento in pietra di granito grigio nei due primi piani e rosa al terzo. Attirano l’attenzione: i suoi balconi con ringhiere di ferro battuto, le finte colonne delle porte che danno sui balconi e la pietra nell’arco di mezzo punto che corona l’accesso su ogni balcone. Presenta un cortile centrale e corridoi interni. Tutti e tre i piani si affacciano sullo stesso cortile. Nel 1919 l’hotel è passato in mano a Guillermo Niehaus Ehlers, nel 1973 l’ha preso la Società Coblenza Ltda., di Hans Niehaus Ahrens, e nel 1982 l’ha acquistata Maria Lourdes Torres Zapata. E’ stata dichiarata patrimonio storico architettonico il 5 settembre del 1997.

6- Mercato Municipale

Situato in Avenida 2 e 3, Calle 3 e 4.

Ogni nuova città deve risolvere una serie di necessità di immediata urgenza. Tra queste c’è quella di creare un mercato dove gli abitanti possono rifornirsi. Limón ha deciso di stabilire il suo primo mercato nell’anno 1893, nello stesso posto dove si trova  l’attuale. Posteriormente durante il decennio del 1930, l’edificazione ha iniziato una serie di ristrutturazioni e ampliamenti. Tuttavia, la sua fisionomia attuale corrisponde fondamentalmente ai due primi anni dell’amministrazione Calderón Guardia (1940-1944), periodo nel quale è stato praticamente ricostruito sotto la direzione di Rogelio Pardo Jchs e dell’architetto José Maria Barrantes.

Il suo disegno, d’influenza Art Decò, è molto simile al mercato che si trova a Kingston, in Giamaica. Si è adottato uno stile chiuso per ragioni di igiene, bellezza e sicurezza. Originalmente era un’edificio simmetrico ed era circondato da ampi giardini. Attualmente ha un’apparenza a prima vista caotica per la serie di locali commerciali che si sono installati nei suoi antichi giardini. E’ stato dichiarato patrimonio storico architettonico il 22 settembre del 1998.

7- Poste e Telegrafi

Situato in Avenida 2, Calle 4.

L’edificio è stato costruito nel 1911, essendo il suo primo propietario un signore di cognome Miiridge di discendenza ebrea. Stilisticamente l’immobile presenta una mescolanza di stili con tendenze neocoloniali e neoclassiche adattate alle necessità ambientali, così come alcune decorazioni in Art Nouveau. Il disegno, costituito da due piani, è del costruttore Cesar Rivaflecha che ha creato una distribuzione simmetrica, con una pianta a “U”. Possiede un cortile centrale al quale hanno accesso i corridoi interni di entrambi i piani. E’ stato costruito in mattoni e strutturalmente presenta una struttura in ferro con pezzi di grande spessore.

Inizialmente il pianterreno era impiegato per i locali commerciali e il primo come abitazione. Esternamente si osservano 15 porte di grandi dimensioni a livello della strada e numero equivalente di balconi provvisti di ringhiere in ferro battuto. Si apprezzano anche sulla sua facciata pilastri di capitello corinzio. Risalta nelle cornici delle porte e finestre una corazza abbellita in stile art Nouveau, con motivi elaborati in gesso policromato e allusivi alla ferrovia e alla navigazioni. Col passare del tempo ha avuto altri usi.

Nel decennio del 1950 il governo l’ha acquistato e l’ha convertito nella sede dei Tribunali di Giustizia, una Casa Comunale Penale e il posto di Polizia. Nel decennio del 1960 ci sono stati gli uffici di JAPDEVA, la Guardia Rurale e il Liceo Nuovo. Dal 1973 è l’ufficio delle Poste e Telegrafi. Un progetto spera di convertirlo nel Museo Etnostorico di Limón. E’ stato dichairato patrimonio storico architettonico il 5 novembre del 1981.

8- Casa della Cultura

Situata in Avenida 3, Calle 3.

Nel 1938 è stata realizzata una costruzione in cemento armato per essere usata inizialmente come un mercato di carni della città ma, nel 1939, è stata convertita nell’Unità Sanitaria di Limón. La facciata presenta uno stile Art Decò, tendenza molto in voga all’epoca. Negli anni del 1960, la navata centrale è stata trasformata nel Ristorante l’Oasis, che ha raggiunto una grande popolarità tra i marinai che arrivavano al porto, offrendo oltre al ristorante, un ampio salone da ballo e un bar.

Il ristorante è stato aperto da Ruben Acon Leon, locatario dell’immobile, che ha anche stabilito la sua casa familiare al primo piano dell’edificio. Verso la metà del decennio del 1980, lo Stato l’ha espropriato con l’obiettivo di convertirlo nel Teatro Popolare di Uman e in una casa della Cultura. Per tale fine, è stato ristrutturato lo spazio interno mediante la demolizione del primo piano e l’installazione dell’attrezzatura di scena e gradinate. In una delle sezioni laterali si trovano gli uffici della Casa della Cultura e dall’altra parte ha continuato a funzionare la Libreria Bonilla.

9- Scuola Tomás Guardia Gutiérrez

Situata in Avenida 2 e 3, Calle 5.

Nel 1870 Limón è stato dichiarato Distretto, per poter abilitare il porto, ormai necessario per il commercio internazionale. Due anni dopo sono stati lottizzati i terreni, permettendo l’insediamento effettivo della zona. In tal modo, si è dato impulso all’urgente compito di stabilire un centro di istruzione elementare per i bambini del distretto. Pertanto, il 12 febbraio del 1877, durante il governo di Tomás Guardia Gutierrez (1870-1882), è stata ordinata la costruzione del primo centro educativo sotto il nome di Istituto Scolastico Superiore per i Maschi di Limón. Con il passare del tempo l’infrastruttura è stata modificata, fino a quando, sotto l’amministrazione di Rafael Ángel Calderón Guardia (1940-1944), si è potuto costruire un nuovo edificio in cemento armato di due piani.

Posteriormente è stata ampliata con nuovi padiglioni in mattone e block ornamentali. La sezione più antica, d’influenza razionalista, è un disegno dell’architetto José Maria Barrantes Monge. Il centro educativo, come istituzione, è il più antico della città. Porta il nome del generale Tomás Guardia Gutierrez come omaggio al presidente che ha stabilito la prima scuola a Limón. . E’ stata dichiarata patrimonio storico architettonico il 17 maggio del 1989.

10- Stadio di Baseball Big Boy.

Situato in Avenidas 1 e 2, Calles 6 e 7.

Alla fine del XIX secolo, si inizia a praticare il baseball nella città di Limón, in un campo aperto, dovuto all’influenza degli impiegati statunitensi che sono arrivati nella zona allo scopo di costruire la ferrovia dei Caraibi e, posteriormente, per stabilire la compagnia bananiera. Nel 1887 è stato inaugurato formalmente il campo per praticare il baseball e dieci anni dopo, nel 1897, la United Fruit Co. ha donato legalmente il terreno al municipio al fine di consolidare questo sport nella città; posteriormente è stato trasformato nell’attuale stadio. Nel decennio del 1940, lo stadio è stato chiuso e le sue modeste installazioni sono state ristrutturate. Sono stati costruiti nuove muri di cinta in mattone e nuove gradinate. Posteriormente è stata presa la decisione di battezzarlo come Stadio di Baseball Big Boyé in ricordo e omaggio al noto Bancroft Scott. Lo stadio non possiede qualità architettoniche di rilevanza ma ha comunque avuto una grande importanza per lo sviluppo sportivo della città. E’ stato dichiarato patrimonio storico architettonico il 18 luglio del 2002.

11- Cattedrale

Situata in Avenida 3 e 4, Calle 5 e 6.

Nel 1892 è stata realizzata la prima chiesa cattolica di Limón e, al crearsi la parrocchia, si è scelto come patrono il Sacro Cuore di Gesù. Durante il periodo del vicariato la chiesa è stata sotto la cura dell’Ordine dei Vicentini, che erano originari della Germania. Tra il 1954 e il 1956 è stata costruita l’anteriore cattedrale, edificata in mattoni e con struttura in cemento. Nel decennio del 1940 è stata eretta in mattoni la Casa Episcopale, d’influenza neocoloniale. Nel 1994 è stata creata la Diocesi, con il Presbitero José Francisco Ulloa come suo primo vescovo. L’antica Cattedrale è stata demolita nel 2001. La nuova Cattedrale è stata disegnata in uno stile moderno dall’architetto messicano Raul Godar e presenta una navata unica con una capienza di 600 persone. Come materiale di costruzione è stato usato il getto di cemento con rifiniture esposte. E’ stata consacrata nel 2009. Nell’edificio si conservano le vetrate colorate, le campane e il Cristo Monumentale della cattedrale precedente. Nel nuovo progetto si è deciso di conservare la torre del campanario dell’antica chiesa.

12- Black Star Line

Situato in Avenida 5, calle 5.

Il Black Star Line è stato costruito nel 1922 (l’ attuale edificio risale alla fine del decennio del 1980) con una struttura e rifiniture totalmente in legno. Presenta un disegno architettonico ispirato al Vittoriano Caraibico a due piani. Al primo piano emerge un grande salone multiuso conosciuto come “Liberty Hall”, usato per svolgere diverse attività culturali e feste; inoltre c’è anche un corridoio periferico che crea un esteso balcone con ringhiere e che permette di allargare il salone.

A pianterreno si trova una serie di locali commerciali, tra questi un ristorante di cibo caraibico e un ampio spazio per passeggiare al coperto, come protezione dell’ambiente. E’ una degli edifici più emblematici della città di Limón poiché parte di un progetto politico-culturale. Nel 1887 è nato in Giamaica Marcus Garvey (è stato in Costa Rica nel 1910), creatore dell’Associazione Universale per il Miglioramento del Nero” (UNIA) e promotore del “Black Africa Movement”. Questo movimento mirava al miglioramento sociale ed economico dei neri del continente americano e, infine, a organizzare il loro ritorno in Africa. Per tale motivo, in diversi paesi è stata propiziata la costruzione di edifici che servivano da allaccio ai loro obiettivi e alla loro compagnia di vapori: la Black Star Line. Così l’edificio del Black a Limón è stato consolidato come un club sociale, simile ad altri che sono apparsi in diversi posti dei Caraibi. E’ stata dichiarata patrimonio storico architettonico il 16 marzo del 2000.

 

 

1- Casa Missionaria Bautista

Situata in Avenida 6, Calle 5.

Verso la fine del XIX secolo, è stata costruito questo edificio in stile vittorino antillano, palafitta interamente in legno. L’immobile su due piani è provvisto di balconi ed ha gli uffici della chiesa Bautista di Giamaica. L’idea era quella di offrire alla popolazione di colore, che abitava nei Caraibi costaricensi, una missione religiosa. Nel 1888 nel nostro paese è arrivata per prima la Chiesa Bautista, nel 1894 sembra che sia arrivata quella Metodista e nel 1895 quella Anglicana. Il 27 maggio del 1888, inviato da “The Jamaica Baptist Misionery Society”, è arrivato a Limón il Reverendo Joshua Heath Sobey, con l’obiettivo di determinare le condizioni degli immigranti sotto l’aspetto spirituale. Con la sua visita si è deciso di stabilire una missione a Limón che costituisse la base per tutto il centroamerica. Dalla Giamaica è arrivato il finanziamento per la sua costruzione ed è stato nominato Sobey come missionario. Sin dall’inaugurazione è stata conosciuta come “La Casa Missionaria”. Attualmente continua ad essere la sede degli uffici della chiesa. E’ stata dichiarata patrimonio storico architettonico il 4 aprile del 2002.

2- Stadio di Calcio Juan Gobán

Situato in Avenidas 2 e 3, Calles 8 e 9.

Il posto che attualmente occupa lo stadio era uno spazio aperto conosciuto come Piazza Iglesias e apparteneva al municipio locale. Nel decennio del 1940 si giocava a calcio ma non esistevano gradinate. Nel 1963 la squadra di Limón è arrivata in prima divisione. Due anni dopo, nel 1965, il campo è stato chiuso con un muro di mattoni e sono state installate gradinate di legno, permettendo in tal modo la creazione di uno stadio modesto. Nel 1993 a causa della XV edizione dei Giochi Sportivi Nazionali sono state installate delle gradinate prefabbricate e sono stati creati gli uffici del Comitato Cantonale dello Sport. Juan Goban Quirós (1904-1930) è stato il primo calciatore di origine Limónense a giocare nelle prime divisioni della città di San José. Ha fatto parte del club di Ginnastica Limónense e del Club Sport la Libertà (La Libertad) tra gli anni 1921 e 1929.

3- Battimare (Tajamar)

Situato lungo la costa che costeggia la città.

Nel 1883, a causa dell’alta marea, gli ampi spazi che arrivavano fino alle vicinanze dell’attuale Mercato Municipale venivano inondati. Dinanzi a questa situazione, il Governatore della Provincia di Limón, Balvanero Vargas (1893-1905), ha deciso di porre rimedio alla situazione. Ha ordinato di riempire le coste basse della città, con sabbia portata in carrettoni dalle spiagge vicine, e di costruire un battimare. L’opera del battimare è stata realizzata firmando un contratto di costruzione nel 1891 con Minor Keith. Nel 1895 si è iniziato a costruire un muro di pietra che avrebbe avuto uno spessore di 50 centimetri. Nel disegno è stato previsto uno spazio sporgente nella parte interna per formare una panca che si estendesse lungo tutto il battimare e che servisse anche per salirci sopra e vedere il mare. Il battimare si estende dall’ovest dei cortili della ferrovia, costeggia la dogana e la zona est della città e arriva fino all’estremo nord; vale a dire che si estende dal Parco Vargas fino all’Ospedale Tony Facio.

La sua costruzione ha permesso l’eliminazione del fango e lo sviluppo della città, consolidando i nuovi spazi che sono stati distribuiti tra la popolazione per la costruzione di nuove case. Attualmente il battimare è un punto di riferimento del tratto urbano e parte insostituibile del paesaggio della città. Nel 1991 un forte terremoto ha danneggiato la regione dei Caraibi e ha determinato che la piattaforma marina si alzasse e che il mare si ritirasse circa 50 metri dalla costa. Questa situazione non ha permesso al battimare di svolgere la sua funzione originaria. E’ stato dichiarato patrimonio storico architettonico il 26 giugno del 1995.

4- Hotel Cariari

Situato in Avenida 3, Calle 2.

Nel 1910 alcuni investitori della Gran Bretagna hanno costruito l’edificio di due piani per stabilirci una banca di capitale inglese. Il disegno eclettico con elementi neoclassici, di Cesar Rivaflecha, presentava una struttura di cemento armato e mattoni. Possiede colonne con striature e capitelli di stile corinzio al primo piano e colonne doriche al secondo. In entrambi i casi ha permesso di formare balconi e corridoi coperti. Un elemento interessante dell’immobile è la grande profusione di modanature decorative sulle travi di supporto. I vani a pianterreno presentano archi di mezzo punto, invece quelli del primo piano sono piattabande. Con il passare del tempo gli usi dell’immobile sono cambiati. Durante la Seconda Guerra Mondiale è appartenuto all’Ambasciata degli Stati Uniti che l’ha usato come consolato. È anche stato usato come farmacia da Charles Kit Patrik. Posteriormente l’edificio è diventato una casa e poi è stato adibito all’uso di locali commerciali, con Tobias Berenson. E’ sorto come Hotel Cariari con Maria Maguini e, attualmente, appartiene a Omar Corella Izquierdo. È stato dichiarato patrimonio storico architettonico il 23 febbraio del 2001.

5- Isola Quiribrí

Situata di fronte al porto.

Nell’anno 1502 è arrivato Cristoforo Colombo nel suo quarto e ultimo viaggio nelle coste dei Caraibi del Costa Rica. Le sue navi approdavano sul nostro litorale e ormeggiavano nelle vicinanze di quello che oggi è Porto Limón. Tuttavia, le fonti coincidono nell’affermare che l’ammiraglio non è sbarcato. Si dice che Colombo ha ammirato la bellezza di una piccola isola che si trovava di fronte a Cariay (Cariari). Si trattava dell’isola denominata dagli indigeni Quiribrì e che lui ha battezzato L’Orto (La Huerta). Successivamente è stata denominata Uvita. L’isola i trova a circa 2-3 chilometri da Puerto Limón e si può raggiungere dalla costa in soli 10 minuti.

Sono circa 6 ettari di terreno, meno di 1 di lunghezza da nord a sud, e forse 300 metri di larghezza. E’ un’isoletta con un paesaggio esuberante, tipico del bosco umido tropicale. Tra le piante che si possono osservare in questo posto ci sono gli alberi di mandorle, d’aglio porraccio, palme minori (Chamaedorea elegans), Cochliostema odoratissimum, guarumos, cedro amaro e una grande profusione di felci e palme. Sull’isola è stato costruito un molo, un faro marino e un casolare. È stata dichiarata patrimonio storico architettonico il 26 settembre del 1985 e nel 1986 la Commissione Nazionale di Nomenclatura le ha ridato il suo primo nome “Quiribrí”.

6- Monumento a Pablo Presbere

Situata in Avenida 2, Calle 0 e 1

Si crede che sia nato nel decennio del 1670 e che sia diventato il capo (cacique) di Suinse o Suinsí. Pablo Presbere è conosciuto come il guerriero più temuto di Talamanca, per essere audace e per il valore dimostrato durante la ribellione contro gli invasori spagnoli nell’anno 1709. La rivolta indigena è stata originata dalle ingiustizie e dalla sottomissione causata dagli spagnoli nella zona di Talamanca. Esso è riuscito a unire intorno a sé gli indigeni che vivevano dal Chirripò fino all’isola di Tojar o Colòn nella Baia dell’Almirante. Il 28 settembre del 1709, in testa a un gruppo di indigeni, i cabecares e terrabas, ha attaccato il convento di Urinama, per estendere l’insurrezione fino alle prossimità di Cartago.

Nel febbraio del 1710, il governatore Lorenzo de Granda e Balbin ha organizzato l’esercito per debellare o catturare gli insorti. Il 4 luglio del 1710 a Presbere hanno sparato con un archibugio nella città di Cartago. Una scultura in bronzo di 2.60 metri d’altezza, elaborata da Emilio A., è stata eretta nei giardini del Municipio di Limón.

7- Monumento a Simón Bolívar

Situato in Avenida ?, Calle 2

Nato il 24 luglio del 1783 a Caracas, in Venezuela. Generale e statista, condottiero leader dell’emancipazione americana, ha ricevuto il titolo di “Libertador” (liberatore). Ha nutrito il suo pensiero con la lettura di inciclopedisti francesi (Rousseau, Montesquieu e Voltaire). Ha giurato di consacrare la sua vita alla libertà del suo paese natale. Nel 1809 si è unito a un gruppo di cospiratori che hanno organizzato la rivoluzione indipendista e, a partire da quella data, ha partecipato ai movimenti armati che hanno condotto alla sconfitta del potere spagnolo nell’America del Sud. Ha diretto un potente esercito: memorabili sono le battaglie di Boyacá (1819), Carabobo (1821), Junín e Ayacucho (1824). Il trionfo delle armi ha creato la possibilità di insorgenza di una serie di Repubbliche lungo la Cordigliera delle Ande. E’ morto il 17 settembre del 1830. Un suo busto in bronzo, di 75 centimetri d’altezza, fatto nel 1973, dallo scultore Arturo Russ, si trova nei giardini dei Tribunali di Giustizia di Limón.

8- Monumento a Cristoforo Colombo

Situato en Avenida 1 e 2, Calle 0.

E’ nato nel 1451 a Genova, in Italia. Sin da giovane ha iniziato a viaggiare e ha ideato un progetto per arrivare alle Indie passando da occidente. Nel 1492, per finanziare l’impresa, ha ottenuto l’appoggio della regina Isabella La Cattolica. Il 3 agosto del 1492 è partito da Porto de Palos al comando della tre caravelle: La Pinta, La Niña e La Santa Maria.

Il 12 ottobre finalmente ha addocchiato terra, arrivando all’isola di Guanahanì, una delle Bahamas. Il 25 settembre del 1502, nel suo quarto e ultimo viaggio, è arrivato sulle coste del Costa Rica, senza sbarcare, essendo malato. Le sue navi sono rimaste ancorate per dieci giorni in prossimità dell’isola Quiribrì, battezzata dall’ammiraglio come La Huerta (L’orto), poi conosciuta come Uvita e, attualmente, di nuovo come Quiribrì. In seguito al quinto centenario della scoperta del Nuovo Mondo, il 5 ottobre del 1990, è stato posto nel Parco Vargas un busto in bronzo, di 90 centimetri d’altezza, di Cristoforo Colombo e di suo figlio Hernando (di autore sconosciuto).

9- Balvanero Vargas Molina.

Situato in Avenida 1 e 2, Calle O e 1.

E’ nato a San José e possedeva una piantagione di caffè a Pavas. Ha servito il Municipio di San José, è stato scrivente della Curia e Segretario del Presidente Jesus Jiménez Zamora. Posteriormente, si è trasferito nella città di Limón, dedicandosi a realizzare lavori pubblici che lo hanno consacrato come benefattore della provincia. Nel 1883 è stato nominato Governatore della Provincia e Capitano di Porto. Grazie alla sua gestione sono state realizzate opere come: la costruzione del battimare per guadagnare terra e per ampliare la città, il disegno del parco centrale della città (che porta il suo nome), l’installazione della tuberia della città e il livellamento delle principali strade. Balvanero è morto a Limón nel 1905. Il 12 ottobre del 1973 è stato posizionato nel Parco Vargas il suo busto, statua storica di 90 centimetri d’altezza, realizzato in granito dallo scultore nazionale Néstor Zeledón Guzmán.

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