Passeggiata storica
per San José

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Passeggiata storica per San José

"Nel cuore di un paese che si proietta al mondo come stagno di pace e democracia, santuario per le ricchezze naturali e polo di sviluppo tecnologico, si trova San José, una città che serve come portale aperto per potersi muovere da lì ai diversi posti d’interesse, offrendo anche molte alternative a chi invece vuole rimanerci."

La popolazione di ciò che oggi è San José è iniziata verso la metà del secolo XVI, con un insediamento nucleato. Questa zona si conosce come la Valle di Aserrì e originalmente comprendeva un’estesa sabana di praterie naturali, ad un’altitudine che oscilla tra i 1100 e i 1250 metri sul livello del mare. Il territorio è bagnato dai fiumi Tiribi, Torres, Maria Aguilar e Ocloro.

E’ grazie alla costruzione di un eremita nel 1737, nel posto conosciuto come la Boca del Monte che ne ha determinato la consolidazione posteriore. Nel 1738 è stata benedetta e dedicata al Patriarca Signor San Giuseppe –San José.

Nel 1776 si è costruita una nuova Chiesa di adobe (mattoni in argilla), che con il passo del tempo è diventata la Cattedrale Metropolitana, nel 1783. Secondo il censimento che si è effetuato, la Boca del Monte aveva 4.869 abitanti, 577 spagnoli, 3.664 meticci e 628 mulatti situati nel centro, quartieri e abitati circonvicini.

La coltivazione del tabacco è iniziata nelle zone circostanti San José verso la seconda metà del secolo XVIII, che ha contribuito a generare un certo capitale che ha permesso un maggior sviluppo economico ed ha rafforzato il ruolo político di San José, rispetto al resto della provincia. Nel 1813, il nostro rappresentante dinanzi alle Corti di Cadiz, il presbitero Florencio de Castillo, ha fatto in modo che San José ottenesse il titolo di città.

Il 15 settembre del 1821 la Costa Rica si è indipendizzata dalla Spagna, generandosi nel paese una lotta tra le quattro principali città della Valle Centrale: San José, Alajuela, Heredia e Cartago, le quali volevano diventarne la capitale. Questa situazione portò a due scontri armati: la Guerra de Ochomogo nel 1823 e la Guerra della Liga del 1835. Alla fine fu San José ad ottenerne la designazione di Capitale dello Stato.

L’apice edile si è vista beneficiata dal concorso di rinnomati architetti stranieri, tali come Franz Kurtze, Ludwing von Shamier e Franz Rohrmoser, che hanno diretto la costruzione dei più rilevanti edifici dell’epoca.

1. Edificio Nostra Signora di Sión

Situato nell’Avenida Centrale e 1, Calli 17 e 19.

Nel 1879, l’Ordine delle Religiose di Sion, è arrivato al paese con il Generale Tomas Guardia, per dedicarsi all’istruzione nella città di Alajuela. Nel 1880, l’Ordine si è traferito a San José e tra il 1883 e il 1887 ha costruito un liceo di signorine e il convento di suore della congregazione. L’insieme degli edifici possiede uno stile d’influenza neoclassica, che oggigiorno, ha perso molto della sua lettura storica originale.

I padiglioni delle aule e il convento sono stati edificati in mattoni su uno zoccolo di pietra. La cappella è di cemento armato con voltaad arco di mezzo punto. Tutti i lavori sono stati fatti sotto carico di Pedro Albertazzi. Questo centro educativo ha giocato un importante ruolo nell’educazione femminile dell’epoca. Nel 1960, il Liceo di Sion è stato trasferito nel cantone di Moravia e nel 1969 lo Stato ha acquistato la proprietà, installandovi diversi uffici pubblici tra i quali, attualmente l’Assemblea Legislativa.

2. Castello Azzurro

Situato in Avenida Central, Calle 17.

Questa magica residenza, d’influenza neoclassica, è stata costruita nel 1908 dall’avvocato e rinnomato politico Máximo Fernández. Nel 1914, l’abitazione fu affittata allo Stato, per installarci la casa presidenziale, durante il lasso di tempo compreso tra il 1914 e 1923 e fu abitata dai presidenti Alfredo González Flores, Federico Tinoco Granados, Francisca Aguilar Barquero e Julio Acosta García. Nel 1923 fu venduta al governo degli Stati Uniti per dare alloggio alla Legazione Nordamericana. Nel 1954 l’acquistà il Dottor Carlos Manuel Gutiérrez Cañas e nel 1989 è passato nelle mani dell’Assemblea Legislativa, convertendosi nella sede del Direttorio Legislativo.

Il Castello Azzurro è stato costruito in cemento armato, risalta per le sue rifiniture, il buon gusto e la qualità dei materiali. I piani e le specificazioni tecniche sono state fatte dalla Casa Hennebique di Parigi, Francia e i lavori sono stati diretti dal contrattista Alfredo Andreoli. Sull’origine del nome Castello Azzurro esistono due versioni: la prima che la bandiera del partito politico di Máximo Fernández era di quel colore; la seconda si basa sul fatto che la residenza aveva una cupola di vetri in toni azzurri, distrutta nel 1932 con l’insurrezione conosciuta come “El Bellavistazo”.

Tel: 2243-2545 Uffici delle Relazioni Pubbliche. Web: www.asamblea.go.cr

3. Assemblea Legislativa

Situata tra le Avenide Centrale e 1, calle 15.

Nel decenio del 1920, Cristina Castro, vedova di Kieth, aveva donato questa proprietà alle Temporalità della Chiesa Cattolica affinché in questo posto si costruisse un tempio. Tuttavia, nel 1927 il Presidente Ricardo Jimenez non ne ha autorizzato la costruzione, allegando la vicinanza della Caserma Bellavista. Nel 1939, il Presidente Leon Cortes Castro ha comprato il terreno alla curia con l’obiettivo di costruirci lì la casa presidenziale. Quell’anno hanno cominciato le opere, con un disegno neocoloniale dell’architetto José Maria Barrantes. L’edificazione in cemento, con il tetto in ferro ha subito severi ritardi nella sua costruzione, a causa della carestia del cemento e di altri materiali durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1957 si è conclusa la sua costruzione, ed è stata occupata dall’Assemblea Legislativa invece che dalla casa presidenziale.

Tel: 2243-2000 Web: www.asamblea.go.cr

4. Museo Nazionale della Costa Rica

Situato in: Avenida Centrale 2, Calles 15 e 17.

Nel 1870, il naturalista tedesco Alexander Von Frantzius ha costruito la sua casa in un luogo conosciuto come Buenavista (buonavista) per il panorama che mostrava della città di San José. Nel 1876 è stata acquistata da Mauro Fernandez. La casa è rimasta vuota dal 1910 al 1914, anno in cui fu comprata dal governo di Alfredo González Flores per convertirla in una caserma. L’opera è continuata nel 1917 da Federico Tinoco.

Tra il 1928 e il 1932 si è convertita in una caserma militare ma la Caserma Bellavista è sparita come istituzione e con l’abolizione dell’esercito per precetto costituzionale nel 1949, destinando così l’immobile a diventare la sede del Museo Nazionale.

Il museo espone parte delle sue collezioni in due sale, una di storia precolombiana e l’altra di storia della Costa Rica.

Orario: Dal martedì alla domenica dalle 8:30 alle 16:30. Il lunedì è chiuso.
Tel.: (506) 2257-1433 Web: www.museocostarica.go.cr

5. Piazza della Democrazia (Plaza de la Democracia)

Situata nelle Avenida Centrale 2, Calles 13 bis e 15.

Inaugurata il 7 novembre del 1989, con l’assistenza dei Presidenti d’America. Il motivo della celebrazione è stato il centenario dei successi politici del 1889, data in cui il paese ha imposto di rispettare l’elezione di Jose Joaquin Rodriguez come Presidente della Repubblica, ecco perché si considera questa data come “Il centenario della Democrazia”.

Il disegno della piazza è dell’Architetto Edwin Villalta. Uno dei propositi della sua costruzione è stato quello di dare una migliore prospettiva visuale alla facciata ovest del Museo Nazionale, però il progetto ha generato delle polemiche, perché ha implicato che ci fosse la demolizione di alcune residenze di valore patrimoniale.

6. Tempio Metodista

Situato in Avenida Central, Calle 9 e 11.

Il 26 aprile del 1917 la Giunta delle Missioni della Chiesa Metodista Episcopale, con sede in Messico, ha deciso di iniziare la sua opera missionaria in Costa Rica. Per far ciò è venuto nel nostro paese il reverendo Miller, acquistando nel 1919 una proprietà al piede di Cuesta de Moras, appartenente al Club Catalano. Lì è funzionato per un periodo il Tempio Bautista Il Redentore, fino a che si è costruita la nuova chiesa nel 1940 fatta di mattoni con intonaco in cemento.

Tel. 2236-2171

7. Chiesa Nostra Signora della Solitudine (Nuestra Señora de la Soledad)

Situata en Calle 9, Ave 4 e 6.

La Chiesa di Nostra Signora della Solitudine è stata costruita verso la metà del secolo XIX, portando ad aumentare la popolazione nel sudest della città. E’ un edificio eccezionale costruito in mattoni e pietra con influenza di stile barocco e costituisce uno dei pochi immobili rappresentativi della città del secolo XIX, che si conservano ancora.

8. Statua del Dottor Rafael Ángel Calderón Guardia.

Ubicata nella Piazza delle Garanzie Sociali, Calle 5, Avenida 4 e 6.

Questo medico è stato reggitore, diputato del Congresso ed eletto Presidente della Repubblica nel 1940. Ha promosso alcune delle riforme sociali importanti della sua epoca. Per elezioni fraudolente ha provocato un conflitto armato che lo ha mantenuto in esilio per 14 anni. Nel 1974 è stato dichiarato Benemerito della Patria.

9. Liceo Superiore delle Signorine (Colegio Superior de Señoritas)

Ubicato in Calle 3 Avenida 4 e 6.

Il Liceo Superiore delle Signorine, fondato nell’anno 1888, è nato con l’idea di creare un programma di istruzione superiore. Questo liceo ha determinato che la donna costaricense cominciasse ad avere un’istruzione, compiendo pienamente l’obiettivo iniziale. In tanti anni di lavoro ha formato intellettuali di grande valore per il nostro medio, convertendosi così, in epoche posteriori, in un modello d’istruzione. E’ un edificio di grande valore architettonico e possiede uno stile che ha marcato tutta un’epoca nella costruzione costaricense della fine del secolo XIX. La sua facciata è di ordine dorico, con un ordine sovrapposto corinzio eseguito in pietra, la cui facciata è perfettamente bilanciata, tanto neisuoi assi verticali quanto in quelli orizzontali, i quali sono elementi classici del rinascimento.

10. Chiesa Anglicana Il Buon Pastore (El Buen Pastor)

Ubicata in Avenida 4, calles 3 e 5.

Durante il secolo XIX, e inizi del secolo XX, l’Inghilterra ha esercitato un’influenza economica molto forte nella regione, essendo il principale prestatore di denaro per i paesi centroamericani. Di conseguenza, molti negozianti inglesi sono arrivati in America Centrale, vari cappellani si sono stabiliti per servire la vita spirituale degli imprenditori e dei diplomatici. Nel 1867 la Chiesta di Cristo si è stabilita in Guatemala, nel consolato britannico, con un cappellano che faceva ancora parte del personale diplomatico. Un trattato tra il governo e l’Inghilterra ha permesso la giurisdizione dei cappellanati in Honduras, in Guatemala e nel Salvador affinché questi venissero trasferiti dalla Chiesa d’Inghilterra alla Chiesa Episcopale degli Stati Uniti. In questa maniera, nel 1957 è nato il Distretto Missionario della Chiesa Episcopale dell’America Centrale, creato con le Chiese del Guatemala, Honduras, Nicaragua e Costa Rica. David E. Richards ne è stato il primo vescovo. Attualmente, la Chiesa ha presenza nelle tre province: San José, Heredia e Limón, dove si trova la maggioranza delle chiese.

Tel: 2222-1560 email: buenpastor@episcopalcostarricense.org

11. Piazza della Cultura e Musei della Banca Centrale (Plaza de la Cultura y Museos del Banco Central)

Situati in Avenida Centrale 2, Calles 3 e 5.

Il progetto di una Piazza della Cultura è sorta durante l’amministrazione di Daniel Oduber Quirós. Il suo obiettivo è stato quello di creare un centro adatto per le attività artistiche, letterarie e scientifiche. Nel 1976 è partita l’opera con la demolizione degli edifici annessi al Teatro Nazionale. Il disegno e l’osservazione dei lavori è stata a carico degli architetti Edgar Vargas, Jorge Bertheau, Jorge Borbón e dell’ingegner Samuel Rovinsky.Il complesso culturale è stato inaugurato il 26 febbraio del 1982, durante l’amministrazione di Rodrigo Carazo. La proposta originale ha avuto cambiamenti sostanziali, da cui è risultata una piazza con tre livelli sotterranei, ubicati ad una profondità di 12 metri. I principali spazi sono occupati da Musei: c’è quello dell’oro precolombiano e quello di numismatica della Banca Centrale, una biblioteca, un auditorio, aree aperte per esposizioni temporali e per altri usi.

Orario: Dal lunedì alla domenica dalle 9:15 alle 17:00. I mercoledì l’ingresso è gratis per i nazionali e residenti.

Tel.: (506) 2243-4202 Web: www.museosdelbancocentral.org

12. Teatro Variedades

Situato in Calle 5, Avenida Centrale 1.

Nel 1890, l’imprenditore del teatro spagnolo; Tomás García, insieme ad altri investitori ha deciso di costruire il Teatro Variedades. Nel 1891 è stato inaugurato con l’Operetta La Mascote e nel 1904 la Compagnia Greco ha dato inizio alle prime proiezioni cinematografiche nel paese, causando un grande scalpore e ammirazione tra gli abitanti di San José. Nel 1906, c’è stato il debutto in questa sala del tenore nazionale Manuel (Melico) Salazar, nell’opera Boheme. Verso il 1913 il teatro è stato venduto a Nicolás Chavarría Mora, Alberto Echandi, José Zeledón e José Rafael Chacón, ai quali si devono gli ornamenti della facciata attuale. Nel 1920, il teatro è stato comprato da Mario Urbini, che lo ha convertito esclusivamente in una sala cinematografica. E’ corrisposto al cinema Variedades, l’onore di aver proiettato nel 1930 il primo film fatto in Costa Rica, titolato “Il Ritorno”, che ricrea una serie di topici sulle abitudini creole. La facciata del Variedades si è costruita in mattoni e i suoi ornamenti riflettono uno stile eclettico, dove risaltano colonne con rifiniture di facce umane, ghirlande di fiori e rami con grandi foglie; così come due figure femminili di corpo intero con un’arpa nel centro.

Tel. 2222-6108

13. Teatro Nazionale

Situato in Avenida 2, Calles 3 e 5.

Costruito tra il 1890 e il 1897, con fondi pubblici. I piani furono realizzati dagli ingegneri Luis Matamoros, Nicolás Chavarría, Guillermo Reitz; chi ha seguito i lavori di edificazione è stato Antonio Varela, Edificato in mattoni, con zoccoli di pietra, rivestimenti in granito e marmi. E’ il frutto dell’ideale dell’oligarchia del caffè, della fine del secolo XIX. Nella parte esterna risaltano le allegorie della Danza, Musica e la Fama (attualmente ci sono delle repliche). Così come opere scultoriche dei riconosciuti artisti italiani Pietro Bulgarelli, Adriatico Froli e Pietro Capurro. All’interno si possono osservare le opere di valore di artisti come Paolo Serra, Luigi Vignani, Roberto Fontana, José Villa e Tomás Povedano.

Orario: Dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 16:00. La domenica è chiuso.
Il martedì: Teatro a mezzogiorno. Tour dalle 9:00 alle 16:00. Escluso mezzogiorno.
Tel. (506) 2221-3756. Web: www.teatronacional.go.cr

14. Statua del maestro Juan Mora Fernández

Situato in Avenida 2, Calle 1 e 3.

Maestro, giudice e politico all’epoca independentista e primo Capo di Stato.

1824-1833. E’ stato dichiarato benemerito della patria nel 1848.

15. Gran Hotel Costa Rica

Situato in Avenida 2, Calle 3.

Construito tra il 1928 e il 1930, di influenza neoclassica, è di mattoni e cemento. Ha seguito i lavori l’ingegner Victor Lorenz. Il suo primo proprietario è stato il dottor Luis Paulino Jiménez Ortiz. Originalmente era di quattro piani con una torretta, posteriormente hanno aggiunto un quinto piano. Durante molti anni è stato l’hotel più rinnomato della città di San José, per questo le personalità straniere più importanti che ci hanno visitato, hanno alloggiato lì.

16. Le Arcate (Las Arcadas)

Situato in Avenida 2, Calle 3.

Dichiarato Monumento Architettonico, il 22 aprile del 1975. Ubicate a un lato dell’Hotel Costa Rica e di fronte al Teatro Nazionale, si è costruito verso la fine del secolo XIX e principi del XX per aggiungersi al paesaggio degli edifici antichi. Affianco si trovava quello che si era chiamato il Passaggio Dent, che era un centro commerciale dell’epoca.

17. Antica Banca Anglo (Edificio delle Accademie) (Antiguo Banco Anglo (Edificio Las Academias)

Situata in Avenida Central, Calles 1 e 3.

Construito il primo decennio del secolo XX. Il disegno architettonico d’influenza neoclassica è dell’architetto Jaime Carranza. A piano terra si evidenziano i pilastri doppi di stile corinzio; al primo piano ci sono balconi con balaustre. All’interno si conserva il pavimento in marmo del vestibolo del corridoio principale e degli uffici laterali, invece, il resto dell’immobile è stato trasformato al suo interno. Questo edificio è stato una delle prime sedi dell’estinto Banco Anglo Costaricense; ed è stato anche occupato da diverse dipendenze pubbliche come il Ministero dell’Economia, Industria e Commercio. Attualmente si sta preparando per convertirsi nella sede di diverse accademie costaricensi.

Qui potete anche trovare un ufficio, dell’Istituto Costaricense di Turismo, che vi può fornire informazioni turistiche.

Tel: 2010-7400. Web: www.patrimonio.go.cr

18. Libreria Lehmann

Situata in Avenida Central, Calles 1 e 3.

Nel 1895 il tedesco Antonio Lehmann Merz è emigrato in Costa Rica ed ha fondato la Libreria Cattolica. Nel 1896, è sorta la Libreria Lehmann in società con Friedrich Sauter e Carlos Ferderspiel, i quali successivamente si sono separati per dedicarsi ad imprese proprie.

Dagli inizi del secolo XX questa libreria è diventata una delle più importanti del paese. L’edificio costruito nel 1914 è d’influenza neoclassica opera dell’architetto Gerardo Rovira. Di mattoni e fatto con struttura metallica, presenta sulla sua facciata principale otto colonne rifinite con capitelli d’influenza corinzia dove tra ogni colonna risalta una guirlanda di fiori come elemento creativo. Questo edificio insieme ad altri valiosi immobili di Knöhr e l’antico Ministero dell’Economia formano un rilevante insieme architettonico che permette di ricordare la San José degli inizi del secolo XX.

19. Edificio Knöhr

Situato en Avenida Central e Calle 1.

Construito tra il 1912 e il 1914 come Magazzino Juan Knöhr e Figli. D’influenza neoclassica, è di cemento armato, la struttura in ferro è stata incaricata a Humboldt Werkg a Colonia, in Germania. L’impresa Purdy Engineering Co., (ingegneri e costruttori) ha costruito l’immobile. In esso si vede un parte frontale curva, pilastri, medaglioni e ghirlande. Attualmente ci sono diversi commerci.

20. Edificio Steinvorth

Situato in Calle 1, Avenida Centrale 1.

Alla fine del secolo XIX è arrivato nel paese l’immigrante Otto Seinvorth e nel 1907 è riuscito a concludere la costruzione dell’imponente edificio commerciale. Il grande magazzino -Almacen Steinvorth, dedicato alla vendita di diversi articoli è stato uno dei più grandi nel suo genere a San José, durante la prima metà del secolo XX. Negli anni del 1940 il grande magazzino ha chiuso le sue porte e agli inizi del decennio degli anni 60 Samuel Grinspan ha comprato la metà dell’immobile, procedendo alla sua demolizione.

Attualmente si conserva soltanto una sezione dell’immobile, che è comunque molto alterata a causa degli usi non adeguati che ha avuto e dovuto alle ristrutturazioni aggressive alle quali è stato sottoposto. Il disegno architettonico seguiva la corrente dell’Art Nouveau francese, opera dell’architetto Francisco Tenca. Con due livelli fatti in mattoni su zoccoli di pietra e una struttura metallica. Le sue facciate erano profusamente decorate con motivi di animali (cammelli e tacchini), e piante in bassorilievo.

21. La Cattedrale

Ubicata in Calle Centrale, Avenida 2 e 4.

Alla fine del secolo XVIII, la cappella di San José della Boca del Monte – così si chiamava la capitale – è stata trasferita dove oggi c’è la Cattedrale. Di adobe (mattoni di argilla) e tetto di paglia all’inizio, è passata ad essere una chiesa di pietra e con colonne salomoniche.

Dopo aver subito danni causati dalle scosse e terremoti, è stata rimodellata e convertita nella Cattedrale Metropolitana di oggigiorno, sulla fiancata nord, c’è ora la cappella Il Sagrario e sul lato sud c’è la Curia Metropolitana.

Tel.: (506) 2258-1015 / 2221-3820.

22. Statua di Giovanni Paolo II

Situata inn Avenida. 2, Calle Centrale.

Opera in marmo di Carrara (Italia), fatta da Jorge Jiménez Deredia. L’autore pretende mettere in risalto l’aspetto umano e la vicinanza che ha avuto Papa Giovanni Paolo II con le persone. Si trova sul lato nord della Cattedrale Metropolitana, dal 30 settembre del 2006.

23. Parco Centrale

Ubicato in Avenida. 2 e 4, Calle Centrale 1.

Nel 1868, si è inaugurato il sistema di acquedotti di San José, installando nella sua principale piazza una fontana, protetta da sbarre portate dall’Inghilterra. Nel 1885, la piazza si è convertita nel Parco Centrale, per poi essere rimodellata con l’idea di migliorare il paesaggio urbano della capitale. Il parco è il cuore della città dove obbligatoriamente confluiscono strade del paese e transitano giornalmente migliaia di persone per dirigersi verso le loro diverse destinazioni.

24. I Spazzino

Ubicato in Avenida. 2, calle Centrale e 1.

E’ dello scultore Edgar Zúñiga ed è stata collocata nel Parco Centrale nell’anno 2003. Fa onore agli operatori ecologici del Municipio di San José che giornalmente vediamo pulire i parchi e le strade della città.

25. Teatro Popolare Melico Salazar

Ubicato in Avenida 2, calle Centrale 1.

La sua costruzione è finita nel 1928, sulla base del disegno di Jose Fabio Garnier. All’inizio si è chiamato Teatro Raventós, che era il cognome del suo proprietario. In esso si offrivano spettacoli principalmente di tipo cinematografico. Nel decennio degli anni ottanta e per rendere omaggio a Manuel “Melico” Salazar, uno dei più importanti rappresentanti dell’opera costaricense, si è cambiato il nome e il tipo di spettacoli, con l’idea di dare spazio a forme artistiche più popolari.

Visita guiada con previo appuntamento.
Funzioni: secondo la locandina.

Tel.: (506) 2221-4952 / 2233-5424

26. La Casona (La Casettona)

Situato in Calle Centrale, Avenida Centrale 1.

Verso la metà del secolo XIX, il colombiano Miguel Macaya Artuz si è insediato in Costa Rica nel 1877 ed ha costruito la ferramenta Macaya, la più antica del paese. Ai suoi inizi il negozio ha occupato diversi locali e nel 1908 è stata trasferita in un nuovo ed ampio edificio. Questa ferramenta si è convertita nel prototipo dei posti commerciali che dalla fine del secolo XIX, ha cercato di attirare una maggiore quantità di clientela, in comode istallazioni, affinché acquistassero la merce in sezioni classificate. Il negozio ha chiuso le sue porte nel 1965 e, dieci anni dopo, Ricardo Baltodano Chamberlain l’ha affittato per convertirlo in un mercato di artigianato chiamato La Casona. L’immobile si incornicia nell’influenza neoclassica, con un disegno dell’architetto Jaime Carranza. E’ stato edificato in mattoni, su zoccoli di pietra, con una struttura di acciaio importata dal Belgio. I pavimenti del pian terreno son in pietra squadrata, simili agli antichi marciapiedi della città capitale.

Aperto dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 18:30.

27. Antica Residenza di Ángel Miguel Velásquez

Situata in Calle Centrale, Avenidas 1 e 3.

L’edificio è stato costruito nel 1897, con l’idea di Ángel Miguel Velasquez di farci la propria residenza e usarla anche a scopo commerciale. Nella parte alta, del secondo livello si apprezzano ornamenti di valore, composti da un mosaico con motivi florali di influenza pompeiana e un balcone con lavori di fucina, con reminiscenze dell’Art Nouveau francese. Il disegno dell’immobile è stato fatto dall’architetto Francisco Tenca. A pian terreno è funzionato “El Iris”, uno dei bazar più esclusivi della prima metà del secolo XX. L’immobile appartiene a Iza Colombari. Dell’antica edificazione si conserva solo la facciata, infatti l’interno ha subito una ristrutturazione totale.

28. La Chiesa Nostra Signora del Carmen (Iglesia Nuestra Señora Del Carmen)

Situata in Avenida 3, Calle Centrale.

Nel 1830, le sorelle Jerónima e María Concepción Quirós e Castro, fedeli devote della Vergine del Carmen, hanno donato il terreno per la costruzione della Chiesa. Nel 1845, è stata fatta una cappella in adobe (mattoni in argilla) e nel 1874 hanno finito e benedetto l’attuale tempio, edificato in pietra e mattoni. E’ d’influenza neoclassica e nel tempo ha subito diverse rimodellazioni della facciata principale. All’interno si trova l’immagine del Dolce Nome di Gesù, una delle più antiche che conserva ancora la chiesa e che possiede un alto valore storico religioso. Questa devozione è nata nel 1856, associandola al miracolo che ha messo fine alla peste del colera.

Tel. 2222-1435

29. Banca di Costa Rica (Antico Magazzino Luis Ollé)

Situato in Avenida 3, Calle Centrale.

L’edificio è stato costruito agli inizi del secolo XX, in mattoni e con una cupola in cemento. Il disegno architettonico l’ha realizzato l’architetto Daniel Dominguez Parraga, incorniciandolo nella tendenza neoclassica, allo scopo di darne un uso commerciale.

L’immobile è stato usato dalla Ferramenta Espriella e Compagnia, dal Magazzino Luis Ollé e dalla Banca BIESA. Nel 1988 è stato comprato dalla Banca di Costa Rica. Sebbene le sue facciate si mantengano quasi inalterate, internamente è stato trasformato molto; la sua cupola originale è colassata per un incidente e anni dopo è stata ricostruita da una di tipo metallico.

30. Edificio Herdocia

Situato in Avenida 3, Calle 2.

Verso la metà del secolo XIX la proprietà è stata di Jesús Castro e Ana de Alvarado. Nel 1866 la loro figlia Toribia Castro l’ha venduta a Pedro Quirós Jiménez. Altri proprietari sono stati: José María Acosta Rojas, Jaime Güel I Ferrer e Julia Alvarez Cañas. Nel 1934 l’ha comprata Carmen Herdoncia Rojas la quale nel 1945 ha chiesto all’architetto Luis Llach di costruire l’edificio in cemento armato e mattoni. L’immobile presenta uno stile che denota la transizione dal Neoclassico al Modernismo, con elementi del Barocco alle finestre. La vocazione dell’edificio è sempre stata di tipo commerciale e per uso uffici. Il suo disegno attira l’attenzione per le pergole in cemento del terrazzo e il torrione centrale. E’ stato dichiarato patrimonio storico architettonico il 12 febbraio del 2000.

31. Edificio delle Poste di Costa Rica

Ubicato in calle 2, Avenida 1 e 3.

In cemento armato, stile eclettico, con marcata influenza francese, l’edificio delle Poste e Telegrafi è stato costruito tra gli anni 1914 e 1917, a partire dal disegno dell’architetto Luis Llach. Si tratta di un’opera monumentale ed elegante con le sue belle torri ad angolo e il suo ingresso principale con una cupola stretta. Attualmente, oltre agli uffici postali, c’è il Museo Filatelico che permette di insegnare ai turisti la storia dello sviluppo postale costaricense.

Orario: Dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 a.m. alle 18:00.
Il sabato dalle 6:30 alle 12:00.
Tel.: (506) 2223-1969 Fax: (506) 2233-5182

32. Museo Filatelico e delle Poste di Costa Rica

Ubicato nell’edificio delle Poste.

Il Museo Filatelico è stato creato per la divulgazione ed esibizione dei beni patrimoniali della Posta, mettendo in risalto la traiettoia dei diversi sistemi di comunicazione, così come l’esibizione della storia filatelica nazionale ed internazionale. E’ un posto molto visitato da una gran quantità di pubblico straniero e nazionale, specialmente da gruppi di studenti di tutti i livelli scolastici.

Visite: Si effettuano attività di proiezione tali come lo scambio filatelico, le esibizioni e le esposizioni filateliche, corsi e consulenza filatelica, oltre all’appoggio educativo.

Tel.: (506) 2223-6918 / 2223-9766 Interni numero 204-205
Orario: Dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 17:00

33. Monumento a Juan Rafael Mora Porras (1814-1860)

Ubicato in calle 2, Avenida 1 e 3.

E’ stato propietario di piantagioni di caffè e Presidente della Repubblica (1849-1859) quando si è riconosciuta l’indipendenza da parte della Spagna. Ha effettuato la lotta contro i filibustieri nella Campagna Nazionale del 1856-57. Nel 1858 è riuscito a stabilire il limite della frontiera con il Nicaragua. Benemerito della Patria nel 1850. Il Monumento rappresenta sul lato nord: i compiti dei lavoratori e quello a sud: la Campagna del ‘56. Ci sono altre 2 figure: sul lato est una donna che simbolizza la scienza e ad ovest un uomo che simbolizza la libertà.

34. La Chola (Rappresentazione della donna del Guanacaste)

Ubicata in Avenida Central, calles 2/4

E’ una statua fatta in bronzo dall’artista Manuel Vargas, è parte di un progetto chiamato “Arte negli Spazi Pubblici” che promueve il Municipio di San José dall’anno 200. “La Chola” è stata collocata nel 2004.

35. Monumento a los Presentes (Monumento ai Presenti)

Ubicato in Calle 4, Avenida Central e 1.

Opera realizzata dallo scultore Fernando Calvo, che punta sulla ricerca dell’uomo della nostra terra, il costruttore di questo paese, l’instancabile lavoratore, che è sempre presente, il contadino della Valle Centrale. Ha ricevuto il premio “Aquileo Echeverría” rilasciato dal Ministero della Cultura, Gioventù e Sport, nel 1982.

36. Mercato Centrale

Ubicato in Calle 6, Avenida Central e 1.

Dopo la trasformazione della Piazza Principale nel Parco Centrale, si è deciso di fare il mercato di San José in un posto conosciuto come la “Piazza Nuova”. L’immobile ha subito molte trasformazioni ma non ha perso il senso più importante: essere crogiuolo delle culture della società costaricense e rappresentazione quotidiana del patrimonio culturale, che giorno dopo giorno si costruisce a partire dalla combinazione di ciò che è tradizionale e ciò che è moderno.

Orario: Da lunedì a sabato, dalle 8:00 alle 17:00.
Tel.: (506) 2295-6104

Nel 1848 durante l’amministrazione di José María Castro Madriz, si è stabilita la divisione territoriale della città di San José, che ha dato origine all’attuale Distretto El Carmen.

La costruzione, nel 1845, di una cappella dedicata alla Vergine di El Carmen, si è convertita in un forte incentivo per gli abitanti del posto. Già verso il decennio del 1870, nel settore nordest della città di San José, si sono consolidati altri poli di sviluppo oltre alla chiesa, tali come la Stazione delle Ferrovie dell’Atlantico e una serie di industrie di diversa indole (laterizi, torrefazioni, mulini e di liquori).

La crescita urbanistica del Distretto El Carmen ha avuto la sua maggior spinta dopo il decennio del 1890, quando settori accomodati dell’elite della città, hanno deciso di trasferire le loro residenze in queste nuove estensioni di terreno urbano, convertendolo in un posto quasi esclusivo per la borghesia. Il processo di urbanizzazione non ha solo eliminato gli appezzamenti di terreno e coltivi, ma ha anche obbligato a chiudere in modo graduale molte delle industrie che previamente si erano stabilite nella zona.

I tre quartieri che sono sorti sono stati: Barrio Amón dal 1892, Barrio Aranjuez dal 1894 e Barrio Otoya, dopo il 1906. Insieme al consolidamento abitazionale del distretto, c’è stata anche la decisione governativa di costruire nel settore una serie di edificazioni per diverse istituzioni e la trasformazione di antichi spazi aperti e piazze, nei parchi Morazán (1887), Nacional (1895), España (1920) e Simón Bolívar (1921); quest’ultimo convertito poi in uno zoo (1924). Tutti questi cambiamenti hanno contribuito ad elevare il costo della terra e a dargli lo status e categoria di Distretto.

1- Museo Rafael Ángel Calderón Guardia

Situata in Avenida 9, calle 25.

E’ l’incaricato di preservare, recuperare e divulgare l’eredità della riforma sociale ottenuta nel periodo tra il 1940 e il 1944 dal benemerito della Patria Dottor Calderón Guardia. Ha quattro sale storiche che ricalcano la vita e opera del ex presidente, e una galleria d’arte con esibizioni temporali.

Orario: Dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 17:00
Tel.: 506) 2221-1239
www.mcjdcr.go.cr/patrimonio/museo_Calderón_guardia.html

2- Chiesa di Santa Teresita

Situata in Calle 23, Avenida 9.

Nel 1920 il Governo ha donato il terreno per la costruzione della Chiesa, iniziata nel 1921 e conclusa nel 1940 e innalzata al rango di parrocchia nel gennaio del 1941, da Monsignor Victor Manuel Sanabria Martinez. D’influenza neoclassica, con struttura metallica ed edificata in cemento armato.Il suo disegno finale è stato fatto l’architetto José Maria Barrantes Monge. L’artista Luis Feron, ha fatto i quattro evangelisti situati nella cupola interna. Nel tempio si conservano due vetrate colorate originali dell’antica cappella del Liceo di Sion, portati dalla Francia.

3- Antica Dogana Principale (Antigua Aduana Principal)

Situata tra Calle 23 e 25, Avenida 7 e 9.

Construita tra il 1889 e 1891 per contratto con Minor Keith, per essere utilizzata come magazzino della terminale della Ferrovia dell’Atlantico, con un’area di più di 4.000 metri quadrati.

D’influenza neoclassica, nella sua edificazione si sono usati mattoni, con pavimenti di piastrelle di pietra squadrata, struttura di tetto in metallo di caratteristiche industriali e coperta di lamine di ferro zincato.

Come elemento ornamentale e di illuminazione, risaltano i rosoni sulle sue facciate. Nel 1931 il governo ha stipulato un contratto con la signora Adela Gargollo de Jiménez, affinché venisse ampliato il magazzino in cemento armato e costruita la parte amministrativa. Verso il 1976 l’immobile ha smesso di funzionare come dogana di registro e praticamente è stato abbandonato.

Tra gli anni che vanno dal 1979 al 1990 si è cercato di trasformarlo in un centro di belle arti, ma l’idea non è passata dall’essere un mero progetto, in mancanza di finanziamenti. Dal 1990 fino al 2003 è stato occupato da un’impresa privata che ha organizzato diverse fiere ed esposizioni. Un nuovo progetto pretende di convertirla in un centro culturale.

4- Teatro de la Aduana (Teatro della Dogana)

Situato in Calle 25, Avenida 3 e 9.

Originalmente era un magazzino di una dogana esistente a Carrillo, sulle rive del fiume Sucio, cantone di Guacimo in provincia di Limón. Alla fine del decennio del 1890, si è trasferito su una fiancata dell’Antica Dogana Principale, con l’obiettivo di essere usato prima come magazzino annesso alla dogana e poi come Casa della Zecca, per coniare le monete fino al 1949. Edificato con una struttura di ferro in forma di arco e coperto nella sua totalità con lamine di ferro zincato. E’ stato rimodellato nel 1987 per trasformarsi nel Teatro della Dogana, dalla Compagnia Nazionale di Teatro del Ministero della Cultura.

Tel. 2257-8305

5- Antigua Estación del Ferrocarril al Atlántico (Antica Stazione della Ferrovia all’Atlantico)

Situata in Avenida 3, Calle 17 e 19.

Verso la fine del secolo XIX, La Ferrovia all’Atlantico ha portato il paese ad avere maggior progresso. L’edificio si è costruito in mattoni nel 1908, sotto influenza vittoriana, sulla base del disegno dell’architetto Jaime Carranza. La facciata principale conserva un’aria barocca, con rifiniture floreali e una polena fiancheggiata da figure mitologiche di Mercurio e Venere.

La copertura è metallica e di tipo mansarda. All’estremo est dei suoi giardini si trovano:

6- Macchina a Vapore N°59

E’ arrivata nel 1939 in nave al Porto di Limón proveniente dall’Inghilterra e importata dalla Northen Railway Company. Il suo acquisto è stato parte di una consegna di sette macchine. Questa locomotiva è funzionata fino all’anno 1956, quando è stata sostituita da altre più moderne, alimentate con diesel.

7- Monumento al Generale Tomás Guardia Gutiérrez (1832-1882)

Questo militare è stato presidente della Costa Rica durante i periodi 1870-1876 e 1877-1882. A lui si deve l’inizio della costruzione della Ferrovia dell’Atlantico, la promulgazione della Costituzione del 1871 e l’abolizione della pena di morte nel 1882. Il busto in bronzo è opera dello scultore Miguel Ortuño Sobrado, inaugurato il 26 aprile del 1982.

8- Parco Nazionale

Situato in Avenida 1 e 3, Calle 15 e 19.

Nel 1873 il governo ha deciso di aprire uno spazio pubblico nelle prossimità della terminale della Ferrovia all’Atlantico. Questo fatto ha determinato l’espropriazione dei terreni necessari per la formazione della Piazza della Stazione. Il posto ha acquistato grande importanza nel 1895 quando è stato scelto per l’istallazione del Monumento Nazionale commemorativo alla Campagna Nazionale del 1856-1857. A partire da quel momento si è convertito nel Parco Nazionale e con il passo del tempo si sono installati lì le seguenti sculture:

9- Monumento Nazionale

E’ stato inaugurato il 15 settembre del 1895 per commemorare i trionfi di Santa Rosa, Rivas e il Fiume San Juan durante la Campagna Nazionale del 1856-1857, contro i filibustieri. L’insieme della scultura è un’allegoria nella quale ci sono cinque donne dove ciascuna rappresenta una delle nazioni centroamericane ( Costa Rica è la più grande ed erige la bandiera che sostiene Nicaragua); l’uomo che fugge rappresenta William Walker e il soldato morto simbolizza la sconfitta degli invasori e il trionfo della difesa della sovranità nazionale. E’ una scultura in bronzo, opera dello scultore Louis Carrier Belicuse, fusa a Parigi nel 1891.

10- Monumento a José Martí (1853-1895)

Poeta, scrittore, avvocato e político cubano. E’ stato considerato il leader più importante dell’indipendenza di Cuba. Sbarcato con truppe a Playitas e caduto mortalmente ferito nella battaglia di Dos Rios. Come scrittore è stato uno degli iniziatori del Modernismo. Tra le sue produzioni si mettono in risalto: Ismaelillo, Versos Libres, Versos Sencillos, Cartas a mi Madre y Amistad Funesta (Ismaelillo, versi Liberi, Versi Semplici, Lettere a mia Madre e Amicizia Funesta). Il monumento è una sfinge di bronzo, opera dello scultore Tony López. E’ stato inaugurato nel 1953, per il centenario della nascita di Martí.

11- Monumento a Miguel Hidalgo e Costilla (1753-1811)

Sacerdote e patriota messicano, considerato il padre dell’indipendenza del suo paese. Ha iniziato la Rivoluzione nel 1810 con il Grido di Dolores, a Guanajuato. Il suo esercito era composto maggiormente da indigeni e ha lottato per la redenzione di questo settore sociale. Dopo aver ottenuto risonanti trionfi è stato tradito, fatto prigioniere e fucilato a Chihuahua. Il busto, uno di quelli con più valore del paese, è di bronzo ed è stato collocato su un pedistallo di marmo. L’opera dello scultore Juan Fernando Olaguibel (1965) è stata inaugurata nel 1966, quando c’è stata la visita del Presidente del Messico Gustavo Díaz Ordaz.

12- Monumento a Andrés Bello (1781-1865)

Scrittore, filologo, poeta, giurisperito e politico venezuelano. Bello ha realizzato importanti lavori in Cile, come Rettore dell’Università e redattore del Codice Civile Cileno. Tra le sue pubblicazioni: Grammatica Castigliana (una delle migliori) e poesie ispirate ai temi americani. Il busto è di bronzo e appare firmato da L. González G. (1938). Si è istallato nel 1981, in occasione del bicentenario della nascita del poeta, grazie alla donazione del dottor Luis Herrera Campins, Presidente del Venezuela.

13- Biblioteca Nazionale

Situata in Avenida 3, Calle 15 e 17.

Edificio construito tra il 1969 e il 1971, di struttura di cemento armato, di stile funzionale e a cinque piani. Il disegno è principalmente dell’architetto Jorge Borbón Zellerde dell’Ufficio di Pianificazione Nazionale. E’ stato costruito dall’Impresa CARREZ Ltda. L’edificio ha il nome di Miguel Obregón Lizano e come istituzione è stata fondata nel 1888. L’onda sismica che ha colpito il nostro paese agli inizi del decennio del 1990 ha prodotto danni strutturali all’immobile ed è rimasto chiuso per quasi due anni. A pian terreno, fiancata ovest, funziona la Galleria Nazionale di Arte Contemporaneo, la quale realizza esposizioni temporali, programmate dal Museo di Arte Costaricense.

14- Tribunale Supremo delle Elezioni.

Situato in Avenida 1, Calle 15.

Durante l’amministrazione di Daniel Oduber Quirós (1974-1978), si è demolita una serie di edificazioni per costruire in questo posto la nuova casa presidenziale. L’opera è rimasta inconclusa quando il governo di Rodrigo Carazo Odio (1978-1982) ha deciso di non proseguire i lavori. Il progetto è stato ripreso dal governo di Rafael Ángel Calderón Fournier (1990-1994), con il proposito che servisse come sede del Tribunale Supremo delle Elezioni. E’ stato inaugurato nel 1995, durante il governo di José María Figueres (1994-1998). Il disegno dell’edificio originale è dell’architetto Jorge Bertheau e la concezione finale è dell’architetto Percy Zamora.

15- Museo d’Arte e Disegno Contemporaneo

Situato in Avenida 3, Calle 15.

Questo museo inaugurato nel 1994, si trova nelle istallazioni dell’antica Fabbrica Nazionale dei Liquori e si dedica all’esibizione delle ultime tendenze dell’arte moderno. La sala principale delle esposizioni occupa una vecchia bottega di invecchiamento del rum, edificata tra il 1853 e il 1856 in pietra Pavas, con pareti di uno spessore di quasi un metro.

16- Centro Nazionale di Cultura (CENAC)
Antica Fabbrica Nazionale dei Liquori

Situati in Avenidas 3 e 7, Calles 11 e 15.

La Fabbrica di Aguardiente (una specie di grappa) è stata creata come un monopolio statale, in difesa della salute pubblica e in beneficio della Tesoreria Nazionale. I primi edifici dell’antica fabbrica si sono costruiti tra il 1853 e il 1856 (amministrazione Juan Rafael Mora Porras), in pietra Pavas con vighe e traverse in pachira e tetti di tegola. Nell’insieme architettonico attuale si apprezza una diversità di epoche costruttive o varietà di materiali che includono: pietra squadrata, mattone, cemento armato, legno, blocchi di cemento e strutture metalliche. Dell’antica Fabbrica di Liquori ciò che spicca è il cancello sudest, in pietra intagliata, istallato insieme all’Orologio del Sole nel 1941. Nel 1981 la fabbrica è stata trasferita a Grecia, in Alajuela, rimanendo a San José solo la sezione di imbottigliamento e i depositi di alcool. Nel 1992 si è consegnato l’immobile al Ministero della Cultura, Gioventù e Sport, il quale ha fatto dei lavori di ristrutturazione necessari per istallare il Centro Nazionale della Cultura, inaugurato nel febbraio del 1994.

17- Antigua Segunda Comisaría (Antico Secondo Commissariato)

Situata in Avenida 3, Calle 11 e 15

Construita alla fine del decennio degli anni 20, in cemento armato e mattoni. Possiede elementi ornamentali di influenza neoclassica. L’Union Motor Company l’ha utilizzata per la vendita di automobili. Il disegno dell’edificio presenta tre livelli: il primo sull’Avenida de las Damas, che si è usato per uffici e sale di esibizione; il secondo destinato ad essere un magazzino di ricambi e il terzo, con un’uscita sull’Avenida 1, è funzionato come officina e garage. Dal decennio degli anni 50 questo immobile ha ospitato il Secondo Commisariato del Ministero della Sicurezza Pubblica.

18- Edifici di Appartamenti Interamericani

Situato in Avenida 7, Calle 15.

Questo edificio è stato costruito in mattoni, agli inizi del decennio del 1880. In esso c’è stata la casa delle macchine della prima pianta elettrica di San José, che è appartenuta a Luis Batres e Manuel Dengo. Nel 1930, l’ingegner Francisco Jiménez Ortiz l’ha acquistata per istallarci un mulino di caffè e anni dopo, una fabbrica di vetro e porcellana. Agli inizi degli anni 40 si è ristrutturato e ampliato, convetendolo in appartamenti che sono stati inizialmente affittati alla squadra di ingegneri, che ha diretto i lavori di costruzione della Strada Interamericana Sud. L’edificio presenta sulle sue facciate alcune decorazioni e possiede un cortile centrale con giardino. Oggigiorno appartiene alla Società Caleiro S.A.

19- Ambasciata del Messico

Situata in Avenida 7, Calle 11 e 15.

Nel 1928 il Governo della Costa Rica ha donato al Messico, il terreno per la costruzione della Legazione Diplomatica di quel paese. L’opera di costruzione, in blocchi di cemento, è stata realizzata tra i mesi di aprile e novembre di quell’anno, dalla Compagnia Costruttrice della signora Adela Gargollo Vedova di Jiménez. Il disegno di stile neocoloniale è dell’architetto José Francisco Salazar. E’ stata inaugurata nel dicembre di quello stesso anno dal Presidente Cleto González Viquez e l’Ambasciatore Antonio Mediz Bolio. In aprile del 1948 proprio in quell’edificio, è accaduto un successo trascendentale della storia nazionale, infatti con la finalità di mettere fine al conflitto armato conosciuto come “Rivoluzione del 48”, si è firmata la fine della guerra, il documento chiamato“Patto dell’Ambasciata del Messico”, è stato sottoscritto da Benjamin Núñez, rappresentando José Figueres Ferrer e Manuel Mora Valverde.

20- Edificio degli Appartamenti Piazza Spagna

Situato in Avenida 7, Calle 11.

21- Casa Gialla Casa Amarilla (Cancelleria)

Situata in Avenida 3, Calle 15-17

Nel 1912, il filantropo nordamericano Andrew Camagie ha donato la quantità di 100 mila dollari per costruire la Corte di Giustizia Centroamericana a San José. L’edificazione, in mattoni, è stata incaricata alla English Construction Company Limited, che l’ha finita nel 1916. Il disegno è ispirato all’architettura spagnola e l’opera è dell’architetto Henry D. Witfield.

Nel 1919, la Corte si è dissolta e l’edificio è passato nelle mani dello Stato costaricense, diventando Casa Presidenziale, successivamente Congresso Nazionale e poi Ministero degli Affari Esteri. Nella “Casa Amarilla”, risalta l’architrave profusamente ornamentata, di caratteristiche barocche. Il nome con il quale si conosce la sede della Cancelleria, obbidisce al colore con il quale si è pitturata tradizionalmente.

Orario: Dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 16:00.
Tel. 2223-7555 Web: www.rree.go.cr

22- Monumento alla Famiglia

Situato in Avenida 3, Calle 15

Si trova all’ingresso dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni. Creato dallo scultore costaricense Francisco Zúñiga, sotto richiesta del Presidente Esecutivo dell’Istituzione. Rappresenta una famiglia attiva, lavoratrice e umile. Monumento inaugurato in aprile del 1978.

23- Museo di Giada

Situato in Avenida 3, Calle 15

Situato a pian terreno dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni. Il Museo di Giada esibisce la maggior collezione di giada precolombiana d’America. Attualmente, ha una moderna distribuzione delle sale di esibizione, facilitando l’accesso ai visitanti nazionali e stranieri, ha una ricca eredità archeologica che custodisce, protegge e che mostra in questo museo. La collezione include anche oggetti elaborati in ceramica, pietra, osso, conchiglia, legno e altri materiali, tanto nella sua esibizione permanente come nelle esibizioni tematiche temporali.

Tel: (506) 2287-6034 / Fax: (506) 2255-3456 / www.portal.ins-cr.com
Orario:
Dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 15:30
Il sabato dalle 9:00 alle 13:00

24- Parque España (Parco Spagna)

Questo spazio pubblico è sorto nel 1862 come una piazza al servizio delle attività legate alla Fabbrica dei Liquori. Il posto si è convertito nel luogo dove riposavano i mandriani (boyeros) con le loro carrette che arrivavano da diverse parti della Valle Centrale, trasportando panele che servivano come materia prima nei processi produttivi di alcool e liquori. Oltre a questo uso, nella piazza si sono istallati i circhi; si realizzavano feste di capodanno, con corride di tori; si giocavano partite di calcio i fine settimana e con l’apertura dell’Edificio Metallico, si è usato affinché gli scolari lo usassero per fare ginnastica. Nel 1917, l’hanno convertito nel Parco di La Concordia e neol 1920 l’hanno ribattezzato Parco Spagna. Nel decennio degli anni 40 Mario González Feo, Amministratore della Fabbrica dei Liquori, ha dato impulso ad una serie di migliorie in questo parco, tali come la costruzione di un baracchino per il guardiano decorato con mosaici e coperta di tegole, così come l’istallazione di panche e piante. La sua ultima ristrutturazione si è fatta nel 1994, data nella quale si è trasferito in questo posto il monumento alla Regina Isabella Cattolica. Nel parco troviamo i seguenti monumenti:

25- Monumento al Presbitero Cecilio Umaña (1794-1871)

Questo sacerdote, il 6 novembre del 1824, ha preso il giuramento dei diputati del primo Congresso Costituente dello Stato Libero della Costa Rica ed ha lavorato come Capellano dell’Esercito della Costa Rica, durante la Campagna Nazionale del 1856-1857. Quando è morto ha donato la sua fortuna a opere benefiche, tra queste: l’Ospedale San Juan de Dios e la costruzione dei bagni pubblici situati nel quartiere di Barrio Amón. Nel 1918 si è inaugurato il suo busto in bronzo, opera dello scultore Juan Ramón Bonilla.

26- Monumento a Rafael Barroeta Baca (1813-1880)

Nato a Cartago, figlio di Rafael Barroeta (membro della Prima Giunta Superiore Governativa del 1822). Barroeta Baca ha avuto diversi incarichi pubblici: Consigliere di Stato nel 1870, Ministro durante il regime di Tomás Guardia e Presidente interino della Repubblica nel 1874. E’ stato considerato un benefattore sociale. La scultura in bronzo, inaugurata nel 1918, è una replica di quella che esiste nel Cimitero Generale. L’opera è dell’artista Juan Ramón Bonilla.

27- Monumento a Andrew Carnagie (1835-1919)

Filantropo e industriale nordamericano che ha dato la sua inmensa fortuna per istituire fondazioni caritative e di fomento per le ricerche scientifiche. Ha deciso di finanziare la costruzione dell’edificio della Corte di Giustizia Centroamericana, a Cartago (distrutta dal terremoto del 1910). Ha aiutato affinché si ricostruisse la nuova Corte, tuttavia, questa è stata spostata nella città di San José (oggi giorno la Casa Gialla /Casa Amarilla). Il busto in bronzo, nel 1918,è opera di Juan Ramón Bonilla.

28- Monumento a Tomás Soley Güel (1875-1943)

Codirettore del giornale El Imparcial, diputato al Congresso dal 1920 a 1922 e Segretario di Stato del Ministero delle Finanze e Commercio dal 1923 al 1928. E’ stato uno dei creatori dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni. Nel 1974, al compiersi il cinquantesimo anno del monopolio delle assicurazioni, si è collocata una sua sfinge fatta in bronzo, opera dello scultore Olger Villegas Cruz.

29- Monumento a Juan Vázquez de Coronado (1523-1565)

Conquistatore spagnolo, sindaco Maggiore di Honduras e di San Salvador e fondatore della città di Cartago. Ha percorso il nostro territorio ed è riuscito a pacificare molte tribù indigene. E’ stato nominato Adottatore di politiche e Governatore della Provincia della Costa Rica, dal re Filippo II. In un viaggio di ritorno dalla Spagna è morto affogato in un naufragio. La statua in bronzo di tre metri di altezza è stata scolpita dallo spagnolo José Antonio Márquez e donata dall’Istituto di Cultura Ispanica di Madrid, il 12 ottobre del 1977.

30- Monumento a Isabella La Cattolica (1451-1504)

E’ stata Regina di Castiglia e grazie al suo matrimonio con Fernando di Aragona, si è prodotta l’unificazione dei due principali regni di Spagna e l’espulsione dei mori dalla Penisola Iberica. Ha lottato per l’unità politica, giuridica, territoriale, religiosa e linguistica della Spagna. A partire dal 1492, il suo appoggio è stato determinante nell’esplorazione dell’America, impresa iniziata da Cristoforo Colombo. Il busto in bronzo, fuso a Madrid, da I. A. Gonzales è stato scolpito da José Plañez.

31- Escuelas Graduadas (Scuole Diplomate) (Edificio Metallico)

Situato in Avenida 5, Calle 9.

Nel 1890, durante la breve Amministrazione di Carlos Duran Cartin si è contrattata la società di forgiatura di Aiseau del Belgio, per costruire un edificio metallico il cui disegno di tendenza neoclassica, è stato fatto dall’architetto Charles Thirion. Lo scopo era quello di metterci le scuole affinché i bambini e bambine di San José si potessero diplomare. Alla fine del 1892, è arrivata in Costa Rica l’imbarcazione con i pezzi dell’immobile che sarebbe stato inaugurato nel 1896. Nel 1917, la sezione femminile della scuola ha preso il nome di Julia Lang e la parte maschile è stata nominata Buenaventura Corrales. La supervisione della costruzione dell’edificio è stata a carico dell’ingegner Henry Invemisio. Questa sucola è un esempio di architettura in metallo che ha preso forza a partire dall’Esposizione Internazionale di Parigi del 1889, dove si è inaugurata la famosa Torre Eiffel, disegnata dall’ingegner Gustavo Eiffel.

32- Parco Morazán

Situato in Avenida 3, Calle 5 e 9.

Parte della zona di quello che oggigiorno è il Parco Morazán, era all’epoca una laguna dalla quale si estraeva fango, usato per fabbricare mattoni in argilla. Nel 1878 si è iniziato il processo di essicazione, per consolidarlo come spazio aperto, sotto il nome di Piazza della Laguna. Il 15 settembre del 1887, si è deciso, con un Decreto, di costruire un parco e battezzarlo con il nome del Generale Francisco Morazán. Di questo progetto si è incaricato l’ingegner Juan de Yongh e il parco è stato inaugurato nel 1890. Con il passare del tempo ha subito molte trasformazioni. In una di quelle si è incluso un piccolo parco giapponese (nel decennio degli anni 50). La ristrutturazione attuale si è realizzata nel 1991 e si è cercato di ricreare l’ambientazione degli inizi del secolo XX. Nel Parco Morazán si trovano le seguenti sculture:

33- Monumento al Maestro Marcelino García Flamenco (1888-1919)

Nato a San Esteba, Dipartimento di San Vicente, El Salvador. Nel 1915, si è trasferito a vivere in Costa Rica, paese nel quale si è fatto conoscere per il suo lavoro come docente della scuola. Dinanzi agli abusi della dittatura di Federico Tinoco, ha preso le armi e ha combattuto al lato dei rivoluzionari. E’ stato fatto prigioniere e fucilato, il 19 luglio del 1919, vicino a La Cruz, Guanacaste. In sua memoria, si è istallata nel 1926 una vaschetta in pietra battezzata come “Fonte del Camminante” che possiede sulla parte superiore un mezzo rilievo in bronzo. Un’opera dello scultore Juan Ramón Bonilla.

34- Monumento a Simón Bolívar (1783-1830)

Generale, statista venezuelano, proclamato liberatore “Libertador” ed eroe sudamericano. A partire dal 1813 ha iniziato la Rivoluzione Indipendentista, che si è caratterizzata per essere stata lunga e sanguinaria. Consolidata l’emancipazione della Grande Colombia (Venezuela, Colombia ed Ecuador), ha diretto l’insurrezione in Perù. Eccellente oratore e scrittore, ha perorato per l’unità latinaamericana. Alla sua magnifica penna dobbiamo la Carta di Giamaica, nella quale ha plasmato il suo ideale politico. Altri dei suoi scritti sono stati il saggio Mi Delirio e Chimborazo. La scultura in bronzo è stata inaugurata nel 1921 e si attribuisce all’artista Tennerani . Altre repliche di questo monumento si trovano a Caracas, Venezuela; Bogotà, Colombia ed Amburgo, in Germania.

35- Monumento a Bernardo O’Híggins (1776-1842)

Generale e statista cileno. Ha lottato contro le truppe realiste spagnole e dopo la sconfitta di Rancagua, è passato all’Argentina dove ha collaborato con il Generale San Martin nell’organizzare l’esercito liberatore. Con la vittoria militare di Maipù si è consolidata l’indipendenza del Cile. Il busto in bronzo, inaugurato nel 1983è opera dello scultore Luis Umaña Ruiz.

36- Monumento a Mauro Fernández Acuña (1843-1905)

Intellettuale e politco costaricense, laureato come avvocato nel 1869. E’ stato cogiudice fiscale della Corte Suprema di Giustizia e cattedratico di Diritto all’Università di Santo Tomas. Ha anche svolto l’incarico di Segretario di Stato nel Ministero delle Finanze e Commercio e quello dell’Istruzione Pubblica, durante il govero di Bernardo Soto. Da quell’importante posto ha effettuato la trascendentale Riforma Educativa (1884), la quale ha implicato un cambiamento profondo nell’istruzione delle elementari e liceo. Il busto in bronzo è opera dello scultore Juan Portuguez Fucigna. E’ stato fuso nelle Officine della Ferrovia al Pacifico e inaugurato il 19 dicembre del 1943.

37- Monumento a Julio Acosta García (1872-1954)

Ha svolto diversi carichi pubblici e posteriormente ha diretto il movimiento rivoluzionario chiamato Sapoá (1919), contrro la dittatura dei fratelli Tinoco. Durante il suo mandato come Presidente della Costa Rica (1920-1924), si è creato l’Ufficio di Controllo, oggi la Corte dei Conti Generale della Repubblica e ha dovuto affrontare il conflitto frontierizzo con il Panama, che ha dato luogo alla Guerra di Coto. E’ stato dichiarato Benemerito della Patria. La scultura in bronzo, inaugurata nel 1963, è dell’artista italiano Leoni Tommasi.

38- Monumento a Francisco Morazán (1792-1842)

Patriota e statista, nato in Honduras, è la figura più di spicco dell’ideale federalista centroamericano della prima metà del secolo XIX. Ha lottato per l’unione dei paesi che formano l’antica Federazione Centroamericana, dovendo affrontare la persecuzione e le ambizioni dei caudillos (capi) locali. Nel 1842, è arrivato in Costa Rica ed ha appoggiato il rovesciamento di Braulio Carrillo, ma il suo governo non è riuscito a consolidarsi e dopo poco tempo, il 15 settembre del 1842, è stato fatto prigioniero e fucilato nel Parco Centrale di San José. Nel 1887, il governo ha deciso di creare il Parco Morazán, nelle vicinanze della Fabbrica dei Liquori e nel 1993 si è installata un’esfinge sua in bronzo, scolpita da Fernando Calvo.

39- Monumento a Domingo Faustino Sarmiento (1811-1888)

Politico, scrittore e pedagogo argentino: ha lavorato come giornalista durante un periodo, nel Giornale El Mercurio di Cile. Nel 1868 ha sostituito Bartolomé Mitre nella Presidenza della Repubblica d’Argentina. Tra i suoi scritti ci sono: Viaggi, Ricordi di Provincia, In mia Difesa, Campagna nell’Esercito Grande, Conflitto e Armonia delle Razze in America. Il busto in bronzo è opera dello scultore argentino Luigi Perlotti ed è stato collocato nel parco nel decennio del 1950.

40- Tempio della Musica

Nel 1920 la Commissione dei Festeggi di fine anno ha deciso di edificare un chiosco in cemento armato nel Parco Morazán. Il disegno è stato incaricato all’architetto José Francisco (Cisco) Salazar e gli sono state date tre settimane di tempo per la sua costruzione, ragion per cui si sono lavorate giornate di 18 ore. Lo stile del chiosco è stato ispirato a Il Tempio di Amore e della Musica di Versailles, in Francia (da lì il suo nome). E’ stato inaugurato il 25 dicembre di quell’anno, con motivo delle feste civiche di San José. Questo monumento patrimoniale per la sua qualità acustica è il posto per eccellenza, per concerti e ritiri.

41- Residenza Las Acacias (Le Robinie)

Situata in Avenida 3, Calle 9.

Quest’abitazione è stata costruita nel primo decennio del secolo XX ed è d’influenza vittoriana. I materiali usati per la sua edificazione sono stati la pietra, i mattoni e i legni fini. C’è una mansarda ed ha tre soffitti , coronata con merlo metallico e altri elementi ornamentali. Sulla facciata principale risalta un bel vetro colorato collocato su un finestrone ampio, stile “bay window”, simile a quelli usati a San Francesco, in California. La residenza appartiene a Salvador Gurdián Morales.

42- Antica Residenza di Cecil Vernor Lindo (Bar Key Largo)

Situata in Avenida 3, Calle 7.

Questa residenza è stata costruita alla fine del secolo XIX, dalla famiglia Herran, suoceri dell’ex presidente Cleto González Viquez. Nel decennio del 1920 l’ha acquistata il ricco commerciante Cecil Vernor Lindo, che è anche stato un alto funzionario della United Fruit Company. Anni dopo, è servita come sede del Conservatorio di Musica dell’Università di Costa Rica. Già a metà del decennio del 1970 si è istallato il bar Key Largo. L’immobile si è incorniciato nella corrente di stile vittoriano. Il suo pian terreno è fatto in mattoni e il muro del primo piano è fatto di canne e fango stile francese (tela metallica coperta di cemento). Appartiene a Maximiliano Gurdián.

43- Edificio della Famiglia Anderson

Situato in Calle 5, Avenida Centrale e 1.

Construito agli inizi del secono XX, in mattone, zoccolo di pietra e pareti interne in di canna e fango stile francese (tela metallica coperta in cemento), oggigiorno si conserva basicamente la facciata e c’è il Ristorante Rosti Pollos.

E’ un edificio d’influenza neoclassica, di due piani, caratteristico degli immobili commerciali dell’epoca. Appartiene alla Famiglia Anderson Saenz. Il suo valore patrimoniale si completa dalla vicinanza con il Teatro Variedades.

44- Edificio Maroy S.A.

Situato in Avenida 1 e Calle 5.

L’immobile di tre livelli è stato costruito nel 1923 in cemento armato, con un disegno dell’architetto Gerardo Rovira. Il suo proprietario è stato l’avvocato ed imprenditore Manuel Francisco Jiménez Ortiz. Gli sono stati dati diversi usi, attraverso il tempo: abitazione, commercio ed anche per uffici. Nel decennio del 1940 è stato affittato dalla Compagnia della Ferrovia della Costa Rica. E’ rappresentativo della corrente neoclassica. Tra gli elementi da mettere in risalto ci sono: una cupola come coronamento del vestibolo, balconi con lavori in fucina, colonne doppie con motivi florali e sul tetto ci sono delle mansarde e monitori.

45- Antica Residenza della Famiglia Jiménez de la Guardia

Situata in Calle 5, Avenidas 1 e 3.

Questa signorile residenza è stata costruita con il sistema misto, agli inizi del secolo XX. Si è incorniciata in un movimento modernista dell’Art Noveau, secondo il disegno dell’architetto Francisco Tenca. Sulla facciata principale si apprezzano diversi motivi ornamentali propri di questo stile, tra essi: un mezzo rilievo che ricrea Adamo ed Eva nel Paradiso; visi femminili, supporti e cornici profondamente decorati con elementi di vegetali stilizzati.

46- Casa dell’Alleanza Francese

Situata in Avenida 5, Calle 7.

Nel 1893, Amán Fasileau Duplantier ha venduto a Manuel Sandoval Jiménez, commerciante di Alajuela, il terreno per la costruzione della casa. Due anni dopo, Sandoval, ha edificato la sua residenza su due piani, in mattoni, legni fini e struttura metallica importata dal Belgio, Questa è una delle prime case edificate a Barrio Amón. Nel 1965 è diventata la sede dell’Alleanza Franco Costaricense.

47- Antica Residenza di Ofelia María Coto Cubero.

Situata in Avenida 9, Calle 5.

Questa casa è stata edificata nel 1924 da Aniceto Esquivel Carranza. Il materiale usato per la sua costruzione è stato il legno podocarpus in assicelle. Per le sue caratteristiche costruttive, tipologia e volume è un chiaro esponente delle grandi residenze della zona. Possiede uno zoccolo fatto in mattoni, una distribuzione simmetrica e grandi finestroni di ghigliottina con disegni a rombi, come ornamento.

48- Antica Residenza Mariano Álvarez Melgar

Situata in Avenida 9, Calle 3 bis E’ stata la casa del Dottor Mariano Álvarez Melgar e si è costruita nel 1910, in mattoni. Alvarez Melgar è stato Console della Spagna in Costa Rica. L’immobile presenta sulla sua facciata degli ornamenti mudejar (arabi), con profuse decorazioni sui supporti e sulle cornici delle porte e finestre. L’accesso principale ha un corridoio con archi in ferro di cavallo, sostenuti da colonnelle a copia e rifinite con piastrelle piccole.

49- Antica Residenza di Alejo Aguilar

Situata in Avenida 9, Calle 3.

Questa monumentale residenza è stata costruita nel decennio del 1920, come casa di Alejo Aguilar. Nel suo eccleticismo architettonico si combinano gli elementi neocoloniali del torrione, archi di mezzo punto e tegole, con finestre classiche, supporti lavorati con legni pregiati, balaustre e bugnati ai vertici delle sue facciate.

50- Antica Residenza di Joaquín Tinoco Granados

Situato in Avenida 9, Calle 3.

La casa è stata costruita alla fine del secolo XIX, in mattoni. E’ stata abitata dal Generale Joaquin Tinoco, fratello del dittatore Federico Tinoco, fino alla sua morte. L’edificazione è d’influenza vittoriana e presenta una facciata simmetrica, corridoi con balaustre di legno, un finestrone di tipo “Bay Windows” californiano e un giardino frontale. Sul tetto risalta il frontespizio riccamente lavorato in legno intagliato e con dettagli in filigrana. Joaquin Tinoco come integrante di un governo di fatto, ha avuto molti nemici.

51- Uffici di FODESAF - Fondo del Desarrollo y Asignaciones Familiares (Fondo dello Sviluppo e Assegnazioni Familiari)

Situato in Avenida 11, Calle 3.

L’edificazione è stata costruita nel 1910, in mattoni, come residenza di Cipriano Herrero del Peral, commerciante e propietario del Negozio “La Fama”. E’ stata disegnata dall’architetto Jaime Carranza Aguilar, seguendo l’influenza neoclassica. Con due livelli, ampi corridoi provvisti di balaustre e colonne doppie. Con il tempo, la casa è passata nelle mani delle famiglie Rohrmoser e Lahmann e alla fine ha assunto una funzione commerciale, prima come ristorante e Club Le Chambort e l’Hotel Britannia, attualmente ci sono gli uffici di FODESAF.

52- Antica Residenza di Luis Ollé

Situata in Avenida 11, Calle 3.

La casa è stata costruita nel 1923 da un ricco commerciante Luis Ollé, fondatore del magazzino con lo stesso nome. Ha un’ambientazione neoclassica e la sua distribuzione è simmetrica. Come elementi architettonici troviamo: bugnato sulle sue facciate, portico d’ingresso affiancato da colonne doriche, scale doppie per l’accesso principale provvista di balaustrata e giardino.

53- Castillo del Moro (Castello del Moro)

Situato in Avenida 13, Calle 3.

Questo immobile è il più enigmatico e l’unico di questo stile originale, a Barrio Amón. E’ stato costruito alla metà del decennio del 1920 come residenza del commerciante spagnolo Anastasio Herrero del Peral. Il disegno è una concezione architettonica mora dell’architetto Gerardo Rovira. Con grande profusione di dettagli costruttivi ed ornamentali, tra i quali risaltano: il torrione e la cupola ricoperta di laminette di leghe in rame, varie terrazze di diversi livelli e provviste di merli, finestre tipo ogivale con cristalli di colori, cortile interno con fontana, muri esterni e una grande profusione di elementi decorativi con rivestimenti in ferzi anche sulle pareti e soffitti interni. Nella seconda metà del secolo XX è stata acquistata dall’archivescovo Carlos Humberto Rodríguez Quirós, che l’ha abitata per molti anni. Attualmente funziona come ristorante.

54- Museo dei Bambini

Ubicato in calle 4, Ave 9.

Centro Costaricense di Scienze e Cultura: “Fondazione aiutateci per aiutare”. Il visitante si trova con un edificio di architettura impressionante degli inizi del secolo XX, il quale anticamente era il Carcere Centrale. Si è inaugurato nel 1994 ed è popolarmente conosciuto come il Museo dei Bambini. E’ il primo museo interattivo del Centroamerica. I temi che si espongono si relazionano alle scienze, la storia, la tecnologia e le arti. E’ possibile visitare la Galleria Nazionale dell’Arte che si trova affianco al Museo, così come il Complesso Giovanile della Conoscenza, oltre a godersi una varietà di attività che si presentano nell’Auditorio Nazionale.

Orario: Dal martedì al venerdì dalle 8:00 alle16:30
Il sabato e la domenica dalle 9:30 alle 17:00
Tel: (506) 2258-4929. Web: www.museocr.com

Verso il decennio degli anni 1940 è iniziata l’urbanizzazione della zona di Paseo Colón, mediante la trasformazione delle antiche piantagioni di caffè in zone residenziali, allo stesso tempo che si inaugurava l’Aeroporto Internazionale di La Sabana. La principale causa che ha spinto ad eliminare le piantagioni di caffè è stata l’espansione urbana del settore, dovuta alla crisi del prezzo internazionale del caffè frutto della seconda Guerra Mondiale, che ha portato alla chiusura del nostro mercato tradizionale con la Germania. La situazione ha determinato che i proprietari di queste piantagioni abbiano deciso di sradicarle dal settore ovest della città, dando passo all’aratura e lottizzazione dei terreni, e che abbiano approfittato dei prezzi lucrativi che raggiungevano le terre prossime all’aeroporto. Questo processo ha permesso il sorgimento degli eleganti quartieri delimitati all’ovest dalla calle 42, a sud dall’avenida 10, all’est dalla calle 20 e a nord dall’avenida 3.

Il Paseo Colón nel decennio del 1950 presentava una strada asfaltata e illuminata con lampioni e senza le rotaie del tranvia, che erano state tolte. D’accordo alle ricerche fatte da Jacobo Schifter e Lowell Gudmundson, durante il periodo che va dal 1951 al 1955 la zona di Paseo Colón (soprattutto quella dei Quartieri Pitahaya e San Bosco) ha cominiciato a ricevere un importante contigente di famiglie di origine ebreo. Sul posto, oltre alle case, hanno costruito il centro Israelita e la Sinagoga. Questo fatto ha obbidito fondamentalmente alle migrazioni di ebrei che sono partiti dall’Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale, alla ricerca di paesi in regioni più pacifiche.

Si è anche stabilito nel settore sud del Paseo Colón un gruppo rispettabile di cittadini di origine libanese che durante molti anni ha condiviso lo spazio con gli ebrei e i costaricensi insediati sul posto. L’architettura presente nella zona del Paseo Colón è rappresentativa dei settori medi e alti della società, infatti la zona è sorta con una chiara vocazione di essere un centro abitato, tuttavia nell’attualità l’espansione dell’area ha portato ad acaparrare gradualmente una buona parte della zona, dove oggigiorno si verifica un processo indiscriminato di demolizione degli abitati.

1- Antico Istituto Nazionale delle Assicurazioni

Situato in Avenida O e 2 Calle 10.

Nel 1924, durante il governo di Ricardo Jiménez Oreamuno (1924-1928) si è creato l’Istituto Nazionale delle Assicurazioni, come una banca assicuratrice. Nel 1932 si è deciso di costruire, su una fiancata della Chiesa della Merced, un edificio per la Caserma dei Pompieri di San José. Deve ricordarsi che da quell’epoca il Corpo dei Pompieri di Costa Rica è iscritto all’Istituto Nazionale delle Assicurazioni. L’edificazione dei quattro piani si è costruita in cemento armato sotto l’influsso dello stile Art Decò e con un disegno dell’architetto Fernando Gabriele. Nel 1943 come un prolungamento della caserma ma verso la fiancata Nord si è innalzato un nuovo edificio per gli uffici dell’ente assicuratore, in cemento armato e con lo stile dell’Art Decò. Il suo disegno è dell’architetto Jose Maria Barrantes Monge. In entrambi gli immobili si nota un marcato uso simmetrico sulle facciate, invece nella sua composizione volumetrica si enfatizza la linea verticale. Nei due immobili si osservano angoli arrotondati da volumi semicilindrici. Nel 1976 l’istituzione assicuratrice ha trasferito i suoi uffici nel Distretto del Carmen e ha convertito la sua antica sede nella Succursale Merced. E’ stato dichiarato patrimonio storico architettonico il 30 novembre del 2004.

2- Chiesa La Merced

Situata in Avenida 2 e 4, Calles 10 e 12.

Nel 1815 il prete Encarnación Fernández ha ottenuto il permesso per innalzare una cappella di adobe (mattoni in argilla) nel sito dove oggi si trova la Banca Centrale. Nel 1822 un movimento sismico l’ha danneggiata e il terremoto del 1841 ha obbligato a demolirla. Nel 1848 si è ricostruita in mattoni, ma a causa di un ulteriore terremoto avvenuto nel 1888 la costruzione è rimasta in rovine. Ci sono state delle trattative con il governo, che hanno portato a costruire la nuova chiesa di fronte alla piazza dell’ospedale (Oggi Parco Braulio Carrillo). La costruzione è iniziata nel 1894, quando c’era il prete Santiago Zúñiga. Il disegno con influenza neogotica è stata a carico dell’ingegner Lesmes Jiménez Bonnefil e dell’architetto Jaime Carranza Aguilar. Nel 1907 è finalizzata la sua costruzione, fatta in armatura metallica di acciaio, pareti in mattone e zoccolo di pietra squadrata. Possiede un’unica torre di finestre ogivali, rosoni, contrafforti e tre navi. Nel 1920 l’italiano Adriano Ariè ha dipinto le colonne interne. La nave centrale è di quindici metri d’altezza, la base delle pareti interne ha un rivestimento in marmo e i pavimenti sono dei mosaici della fabbrica della Signora Adela Jiménez. Spicca al suo interno il Cristo Agonizzante elaborato da Manuel Zúñiga e le vetrate colorate. L’accesso interno si ottiene da una scalinata affiancata da una balaustrata, entrambe costruite in mola. Il 12 settembre del 1969 è stata consacrata dall’arcivescovo Carlos Humberto Rodriguez Quirós. Nel 2002 è iniziato un lungo processo di restaurazione. Nel 2010 si è istallata nei suoi giardini una scultura di 3.5 metri d’altezza, in agglomerato di pietra dedicata a Cristo del Cammino e realizzata dall’artista di origine argentino Josefina Genovese. E’ stata dichiarata patrimonio storico ed architettonico l’11 giugno del 1996.

Tel. 2248-0065 www.tesorosdelamerced.com

3- Parco Braulio Carrillo

Situato in Avenidas 2 e 4 Calles 12 e 14.

Nella prima metà del secolo XIX, il posto dove oggi si trova la chiesa della Merced si trovava una piazza per fare una pausa e riposare e, sulla fiancata ovest (dove oggi si trova il Parco Braulio Carrillo), c’era un enorme casolare, edificato nel 1820 in adobe (mattoni in argilla) e muro di canna e fango. Si conosceva come il Mesón de Mora (il casolare di Mora) e ci abitavano famiglie molto povere. Il settore dove si trovava questo casolare, nel 1851 era noto come punto limite da dove cominciava l’ovest della città. Questa zona però, alla fine del secolo XIX era diventata un posto pericoloso, a causa della delinquenza e il casolare si era convertito in una casa dormitorio o tugurio. Dovuto a questo, nel 1902 il Segretario del Ministero delle Finanze Cleto González Víquez ne ha disposto la sua demolizione, allo scopo di consolidarci una piazza pubblica e con essa sanare e migliorare l’angolo di visione della Chiesa della Merced, la quale in quel momento si trovava in costruzione, insieme all’Ospedale San Juan de Dios. Nel Congresso della Repubblica si è deciso di trasformarla in un parco e battezzarlo con il nome di Braulio Carrillo. Il nuovo parco nel 1908 aveva alberi e un muro fatto in mattoni di 1.50 metri d’altezza.

4- Statua del Dottor Braulio Carrillo Colina (1800-1845)

Situato in Avenida 2, Calle 12 e 14.

Braulio Carrillo (1800-1845) nato a San Rafael de Oreamuno di Cartago. Ha studiato all’Università di León e si è laureato in giurisprudenza. Nel nostro paese è stato Presidente della Corte di Giustizia e diputato al Congresso Federale Centroamericano. E’ stato Capo della Costa Rica nei periodi 1835- 1837 e 1838-1842. Tra tutto ciò che è riuscito a fare, ciò che è più importante è stato: il fomento della coltivazione del caffè, l’abolizione della Legge dell’Ambulanza e l’aver fatto in modo che la capitale fosse stabilita definitivamente a San José (1835). Ha anche promosso la costruzione di strade e ponti ed ha spinto affinché si pavimentassero le principale strade di San José. Il 15 novembre del 1838 ha separato definitivamente la Costa Rica dalla Federazione Centroamericana e nel 1841 ha promulgato i codici Civili, Penale e delle Procedure. Nel 1841 è stato sconfitto da Francisco Morazán e obbligato ad esiliarsi nel Salvador, dov’è stato assassinato nel 1845. E’ stato considerato come l’Architetto dello Stato Costaricense”. Nel 1971 gli è stato rilasciato il titolo di Benemerito della Patria. Una statua in bronzo di 1.60 metri d’altezza, è stata elaborata da AbilioValverde e inaugurata agli inizi del decennio del 1990 nel Parco Braulio Carrillo, situato di fronte alla Chiesa della Merced.

5- Ospedale San Juan de Dios

Situato in Avenida O Calle 14.

Nel 1845 si è emessa una legge che stabiliva l’urgenza di creare una casa per la cura dei malati. La nascita dell’Ospedale San Juan de Dios, ha sollevato la necessità prioritaria di occuparsi della salute, soprattutto per i settori popolari.

Il primo edificio si è inaugurato nel 1852, tuttavia, la costruzione dei padiglioni è continuata fino al 1855. I materiali impiegati sono stati basicamente l’adobe (mattoni in argilla) e muro di canna e fango, che fa supporre uno stile architettonico coloniale con cortili interni. Per più di un secolo la gestione e l’attenzione del nosocomio è stato a carico dell’ordine religioso delle Sorelle della Carità, il quale ha anche amministrato diversi ospedali di uguale denominazione in altri paesi dell’America Latina. Nel 1895 è cominciato un processo di ampliamento e costruzione di nuovi padiglioni con alcuni elementi in stile neogotico: gli ornamenti della facciata, finestroni ogivali e piccoli circoli in forma di rosoni che coronavano i finestroni del secondo piano. All’epoca l’ospedale era un esteso edificio di due piani ad “elle”, in mattoni. Nel decennio del 1920 l’edificazione è stata riformata e le sue facciate hanno subito un totale cambiamento, con un disegno sobrio che conserva ancora nell’attualità. Oggigiorno il complesso ospedaliere è il risultato di una serie di cambiamenti verificatisi nel tempo dove si possono distinguere alcuni elementi del neoclassico e dell’Art Decò, realizzati da professionisti famosi dell’architettura come León Tessier, Augusto Fla-Chebba e José María Barrantes Monge. Nel 1934 è stata costruita in Art Decò la Pensione Echandi per le visite esterne, disegnata dall’architetto José Francisco Salazar. E’ stato dichiarato patrimonio storico architettonico il 25 ottobre del 1994.

6- Antica Cappella Chapuí

Situata in Avenida 0, Calles 16 e 20.

Nel 1883 si è deciso di costruire un edificio per trattare gli ammalati mentali, conosciuto come L’ospedale Nazionale dei Matti o Asilo Chapuí. Tra il 1886 e il 1890 si sono costruiti i padiglioni e la cappella. Contava su un disegno simmetrico a partire dalla cappella. I padiglioni d’influenza neoclassica sono stati disegnati dall’ingegner Jaime Carranza, invece la cappella d’influenza neogotica, sono intervenuti l’ingegner Bertoglio e il Signor Manuel Quirós. L’ospedale contava su ampi giardini ed è stato inaugurato dal Presidente Carlos Durán Cartin (1889-1890).

7- Casa Famiglia Pozuelo Azuola

Situata in Avenida 0, Calle 20 e 22.

La casa è stata costruita nel 1941, in cemento armato e mattoni, dalla famiglia di Alejandro Pozuelo Apestegui e Flora Azuola Salazar. E’ stata disegnata in stile neocoloniale dall’architetto José Maria Barrantes Monge. Tra il 1930 e il 1940 l’insediamento nel settore di Paseo Colón è stato fortemente incentivato e la classe alta che decideva di stabilirsi lì apprezzava molto questo stile architettonico. La casa possiede pareti bianche, tetto in tegole, veranda con archeria, dettagli in legno e ampi giardini. Il pavimento con decorazioni geometriche è della fabbrica della signora Adela di Jiménez. Possiede un cortile centrale con mosaici di Talavera, portati dal Messico. La casa appartiene oggigiorno ai fratelli José Miguel Fernando Alejandro Pozuelo Azuola. Nel decennio del 1970 sono state fatte alcune modifiche, la facciata è stato allargata verso le fiancate, è stato costruito un bagno al secondo piano e si sono collocate delle inferiate di protezione sui muri del giardino esterno.

8- Casa Familia Pozuelo Pages

Situata in Avenida 0, Calle 22.

La residenza è stata costruita nel 1946 dalla famiglia di José Pozuelo Apestegui e Flora Pagés Estrada. Il padre di José Pozuelo era Felipe Pozuelo Rivera, un emigrante spagnolo che ha aperto nel nostro paese la Fabbrica di Biscotti Pozuelo. E’ stata disegnata dall’architetto Daniel Domínguez ed edificata in mattoni. La casa ha ampi giardini esterni nei quali si situa un enorme albero di Taxodium mucronatum cipresso messicano (famiglia dei salici) portato dal Guatemala e piantato nel momento della costruzione. Fino al 1989 è stata abitata da Elena Pozuel Pagés e da quella data ha smesso di essere la residenza familiare per essere affittata a fini commerciali. Durante un tempo è stata la sede dell’ambasciata della Repubblica del Brasile e poi è stata i seggio del Partito Unità Sociale Cristiana e dell’Accademia Europea di Lingue.

9- Scuola Juan Rafael Mora Porras

Situata in Avenida 1 e 3, Calles 22 e 24.

Nel 1914 la Scuola Juan Rafael Mora ha iniziato a lavorare nell’antica Caserma Principale (spazio che occupa attualmente il Teatro Melico Salazar). Nel 1924 un forte sismo ha danneggiato la struttura irriparabilmente, quindi, nel 1928 hanno deciso di costruire un nuovo edificio, per dare alloggio al centro educativo, trasferendolo in un terreno situato in Paseo Colón, che apparteneva alla Giunta dell’Educazione della città di San José. Nel 1934 è stato inaugurato durante l’amministrazione di Ricardo Jiménez Oreamuno (1932-1936), secondo il disegno dell’architetto José Maria Barrantes, sotto la supervisione dell’opera dell’ingegner Lucas Fernandez e il processo costruttivo è stato a carico dell’impresa di Enrique Cappella. L’immobile in cemento armato è di stile neoclassico, ha ornamenti eclettici, diciotto aule e due cortili Centrali. Nel momento in cui ha aperto le sue porte, era circondato da recinti di animali che arrivavano fino alle vicinanze del quartiere chiamato Barrio Mexico. La Scuola nel 1950 era divisa in due, la parte femminle chiamata Repubblica del Brasile e Juan Rafael Mora, quella maschile. Nel 1975 si sono unificate sotto il nome maschile.

10- Culinary Trainer School

Situato in Avenida 2, Calle 26 e 28.

Casa costruita nel 1941, disegnata e costruita in stile neocoloniale dall’architetto José Maria Barrantes Monge, per essere utilizzata dalla famiglia di Manuel Emilio Clare. Questo stile era molto diffuso, durante questa epoca, nei quartieri di classe alta della capitale, cioè in Paseo Colón, Escalante e González Lahman. Nel 1951 è stata acquistata dalla famiglia di Oscar Herrera Mata e Hortensia Sotillo Jiménez, ma sopravvivendo alla morte di sua moglie, ha contratto nuove nozze con Hermelinda Rojas Gamboa. La casa è in mattoni e possiede legni di Platymiscium dimorphandrum in una sala da pranzo e in due stanze. Nel 1965 si sono effettuate alcune modificazioni all’immobile e un ampliamento del secondo piano. Nell’anno 2010 è stata acquistata da Carolina Coronado per stabilirvi in essa una scuola di cucina.

11- Ostello Aldea

Situato in Avenida 2, Calle 28.

Nel 1938 la famiglia Humberto Barahona Briones e Lia Strever Muñoz ha costruito la casa. L’abitazione di influenza vittoriana è stata edificata interamente in legno dal costruttore Nicolás Montero. Nel 1939 il governo di Leon Cortés (1936-1940) ha espulso dal paese Humberto Barahona, di origine nicaraguense per opporsi alla visita del dittatore Anastasio Somoza Garcia. La sua famiglia è rimasta nel paese e per motivi economici ha perso la casa dovendo emigrare in Messico. Nel 1946 l’abitazione è stata acquistata dalla famiglia di Julio Cesar Ovares e Maria Salazar Alvarado. A quell’epoca Ovares era un medico dell’Ospedale San Juan de Dios e per questo motivo ha fatto un ambulatorio medico, in una parte della casa. La casa è stata ereditata da sua figlia Marta Ovares Salazar e da suo marito Fernando Guzman Mata (che è stato vicepresidente della Repubblica durante il periodo 1974-1978). Infine ha avuto diversi usi commerciali; tra questi gli uffici del movimento Cooperativo e per quasi vent’anni l’Ostello Petit Victoria. Attualmente funziona come ostallo.

12- Casa Famiglia Jiménez Montealegre

Situata in Avenida 0, Calle 28.

La casa è stata costruita tra il 1952 e il 1953 dalla famiglia formata da Adolfo Jiménez de la Guardia e Luz Montealegre Gutierrez. E’ stata disegnata in cemento armato dall’ingegner Federico Jiménez Montealegre. Nel 1994 è stata ereditata da Ileana Jiménez Montealegre. Nel 2006 la casa è stata affittata agli uffici dell’UNESCO nel nostro paese. La residenza è stata costruita con dei molto buoni materiali dove inoltre risaltano internamente le rifiniture dei suoi legni. Sui soffitti si apprezzano le vighe in legno e le modanature artisticamente policromate, le porte d’ingresso sono doppie, intagliate a mano e sono dentro un portone in granito. Si mettono in evidenza nel vestibolo e sulle scalinate i lavori elaborati da Louis Ferón in forgia di ferro. Ferón è stato un abile orefice francese che è arrivato in Costa Rica verso la metà del 1930. Nel 1939 ha avuto l’incarico di disegnare e di eseguire il murale in stucco e gesso che copre le pareti del Salone Dorato dell’antico Aeroporto Internazionale di La Sabana oggi Museo d’Arte Costaricense.

13- Casa Valori Commerciali S.A.

Situata in Avenida 0, Calle 26.

Agli inizi del secolo XX è arrivato in Costa Rica Rica David Stewart (conosciuto come George Wilson), che era nativo della Nuova Zelanda. Nel nostro paese ha contratto matrimonio con Orfilia Bonilla originaria di Alajuela. La famiglia ha costruito la casa in legno durante il decennio del 1920, in un momento nel quale a Strada della Sabana (poi Paseo Colón) cominciava a popolarsi di lussuose residenze. Con il tempo la casa è passata nelle mani di suo figlio Donaldo Stewart Bonilla e di sua moglie Rosa Clachar. Patricia Stewart Clachar è stata proprietaria della casa da parte di questa famiglia. Al venderla ha avuto un uso commerciale di diversi tipi. E’ stata la sede della banca di cooperative e in fine VALCO.

14- Hotel Rosa del Paseo

Situata In Avenida 0, Calle 28 e 30.

Nel 1910 si è costruita la residenza in muro di canna e fango francese, con uno stile d’influenza vittoriana e secondo il disegno dell’architetto Luis Llach Llagostera di origine catalano (Spagna). La casa che apparteneva a Cecilia Montealegre è rappresentativa dell’architettura che la classe alta ha edificato in Paseo Colón durante la prima metà del secolo XX. Possiede una profusa decorazione nelle cornici e le porte e finestre che danno sul corridoio esterno, nel miglior stile dell’Art Noveau. Ha un tetto abbastanza pronunciato con un attico. I finestroni sono di tipo Bay Window californiano. Nel 1992 la casa è stata acquistata dalla famiglia formata da Fernando del Risco Zaldívar e Pala Gallegos, entrambi di origine peruviano. Nel 1993 hanno sottoposto l’immobile ad un processo di ristrutturazione e ampliazione con la finalità di convertirla nell’Hotel Rosa del Paseo.

15- Cacique Garabito (Capo Garabito)

Situato in Avenida 4 calle 36.

Nel 1524 gli spagnoli hanno fondato la Villa de Bruselas (Villa di Bruxelles) nelle vicinanze del Golfo di Nicoya. Ha avuto un’effimera esistenza a causa delle sommosse degli indigeni delle falde della Serra di Tilaran. Uno dei caciques (capi) che ha creato la maggior resistenza è stato Garabito, che ha dominato un vasto territorio che comprendeva dalla Valle El Guarco, a Cartago fino al Golfo di Nicoya e parte delle Pianure del Nord. Un indomabile guerriero che i conquistatori hanno fatto molta fatica a sottomettere. Il nome con il quale si conosce proviene dal capitano spagnolo Andrés de Garabito. Il busto in pietra artificiale di 90 centimetri d’altezza è stato elaborato dall’artista Oscar Bákit e inaugurato nel 1970.

16- Casa Capris Medica

Situata in Avenida 2, Calle 40.

La casa è stata costruita per Antonio Escarré nel 1942, come la casa di Cruxen. E’ stata disegnata allo stile neocoloniale dall’architetto José María Barrantes Monge. Questo professionista ha usato molto lo stile neocoloniale per disegnare case nei quartieri della classe alta capitalina. Escarré è stato il primo Direttore Generale dello Sport dal 1953 al 1964 e il suo nome è stato messo allo Stadio di Baseball che si trova nel quartiere di San Cayetano. Con il tempo la casa è passata nelle mani della famiglia Pérez Soto che ha aperto lì il Ristorante La Masía. Nel 1994 è stata comprata da Capris Médica e un anno dopo l’architetto Carlos Ossenbach Sauter l’ha sottomessa ad un processo di ristrutturazione che ha implicato il recupero dei lavori fini delle porte di mogamo intagliati a mano, dei balconi, scalinate e la cancellata in ferro forgiato.

17- Gimnacio Nacional (Palestra Nazionale)

Situata in Avenida 10, Calle 42.

Dai primi decenni del secolo XX la pallacanestro è cominciata a praticarsi nel nostro paese, quando sono sorte delle palestre improvvisate. Tra queste il Frontón Jai a Lai, situato sul fianco sud dell’attuale Piazza delle Garanzie Sociali e il Mendoza, localizzato a sud della Clinica Biblica, nelle vicinanze dell’attuale Fabbrica Nazionale dei Trofei. Alla fine del decennio del 1950 si è deciso di costruire una Palestra Nazionale all’estremo sudest della parte pianeggiata di La Sabana. Il 19 febbraio nella cornice del VII Campionato Centroamericano e dei Caraibi di Pallacanestro, il Presidente della Repubblica Mario Echandi Jiménez (1958-1962) ha inaugurato la Palestra Nazionale, con la presenza di Antonio Escarré, Direttore Generale degli Sport, e delle delegazioni sportive partecipanti e del pubblico che ha presenziato l’avvenimento. La palestra esibisce un disegno ellissoidale in block di cemento e coperto da lamine metalliche. Ha una la capienza per 4.000 persone. Sebbene la vocazione della Palestra Nazionale è eminentemente per la pratica di eventi sportivi di svariati generi è anche servita attraverso la sua storia per svolgere importanti avvenimenti religiosi, politici e culturali.

18- Museo di Arte Costaricense

Situato in Calle 42

Possiede circa 6400 opere plastiche, maggiormente di artisti nazionali, dal secolo XIX fino all’attualità. Oltre alle mostre serve anche da stimolo per il pensiero critico intorno alla plastica nazionale in un contesto internazionale. Gli spazi di esibizione si situano nell’edificio dell’antico Aeroporto Internazionale costruito nel 1940. Ha spazi come il “Giardino delle Sculture” e “Il Salone Dorato” dove si realizzano attività culturali e si aprono segmenti della storia del paese in un murale in bassorilievo. Il MAC completa le sue attività mediante un programma didattico aperto al pubblico in generale.

Orario: Dal martedì al Venerdì dalle 9:00 alle 17:00, Il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 16:00.
Tel.: (506) 2222-7155 Web: www.musarco.go.cr

19- Monumento al Dottor León Cortés Castro.

Situato in Avenida 0, Calle 42.

León Cortés Castro (1882-1946), avvocato di professione, ha iniziato una meteorica carriera política che l’ha portato ad occupare in Alajuela, la sua città natale, i posti di Reggitore, Presidente Municipale, Governatore e Comandante di Piazza. E’ anche stato diputato in diverse occasioni, Segretario di Stato e Presidente della Repubblica (1936-1940). Il suo governo è noto per le sue opere pubbliche, infatti ha dotato in lungo e in largo diverse comunità del paese di edificazioni scolari e palazzi municipali. La sua scultura in bronzo di 1.15 metri d’altezza, è stata fatta dall’artista Leoni Tommasi e inaugurata nel 1952.

20- Parco Metropolitano La Sabana

Situato in avenida 3 e 10, Calle 42.

Il terreno dove oggigiorno c’è il parco, è parte della donazione fatta nel 1783 dal Presbitero Chapuì di Torres, come eredità per tutti quelli che volessero vivere intorno alla nascente città di San José. Verso il 1830, il nostro prirmo Capo di Stato Juan Mora Fernandez (1824-1833) e il municipio della città, hanno deciso di preservarlo ad ogni costo e hanno legiferato a tale fine. A quell’epoca non esisteva in Costa Rica il concetto di “parco” ma lo spazio ha cominciato a inerbarsi e a coprirsi di alcuni alberi. Per quello, i viaggiatori stranieri che visitavano il paese verso la metà del secolo XIX, lo consideravano come una bella prateria ben curata, che somigliava ai parchi europei. Agli albori del secolo XX si è cominciato a giocare a calcio, baseball e polo e si è anche installato l’ipodromo. Nel 1915, in una frazione a sud della pianura è sorto il Bosco dei Bambini, con un lago. Nel decennio del 1930 lo sviluppo come parco ricreativo e sportivo si è visto troncato con l’arrivo dell’aviazione e l’inaugurazione nel 1940 dell’Aeroporto Internazionale di La Sabana. Tuttavia, dopo migliaia di battaglie si è recuperato e nel 1976 è iniziata la sua definitiva trasformazione in parco, grazie alla gestione e all’impegno dell’allora Ministro della Cultura, Gioventù e Sport, Guido Sáenz González. Il disegno del parco di 68 ettari, è stato fatto dall’architetto paesaggista José Antonio Quesada García. La proposta stabiliva estese zone per la pratica sportiva, un lago e ampie aree verdi e boscose. E’ stato dichiarato Patrimonio Storico Architettonico il 23 febbraio del 2001.

21- Museo Storico e Tecnologico dell’ICE

Ubicato a 400 isolati a nord dell’edifico centrale dell’ICE Sabana.

Il Museo Storico e Tecnologico del Gruppo ICE ha come missione far conoscere la storia e l’evoluzione dei servizi dell’elettricità e telecomuniczioni, mettendo in risalto l’apporto del Gruppo ICE nello sviluppo tecnológico e socioeconomico del paese.

Tel.: (506) 2220-7656 / 2220-6387
Fax: 2290-4896 Web: www.grupoice.com
Orario: Dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 16:00

22- Museo di Scienze Naturali La Salle

Si trova nelle istallazioni del Ministero dell’Agricoltura e del Bestiame, a Sabana Sud.

Il Museo di Scienze Naturali La Salle ha numerose mostre di grande valore storico e scientifico. Ha più di 70.000 campioni in esibizione, con sezioni di Paleontologia, Geologia, Malacologia (circa 14.000 esemplari), invertebrati (interessante collezione di farfalle di 8.400 esemplari), pesci e rettili, uccelli e mammiferi. Percorrere questo museo è un’esperienza che vale la pena godersi.

Orario: Dal lunedì al sabato dalle 8:00 alle 16:00

La domenica dalle 9:00 alle 17:00
Tel.: 2232-1306

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