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Passeggiata storica
per San José

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Passeggiata storica per San José

"Nel cuore di un paese che si proietta al mondo come regno di pace e democrazia, santuario di ricchezze naturali e polo di sviluppo tecnologico, si trova San José, una città punto di partenza per spostarsi ai diversi punti d’interesse, offrendo anche molte alternative a chi invece vuole rimanerci."

Il popolamento della zona che oggi corrisponde a San José è iniziato verso la metà del secolo XVI. Questa zona è conosciuta come la Valle di Aserrì e originalmente comprendeva un’estesa savana di praterie naturali con un’altitudine che oscilla tra i 1100 e i 1250 metri sul livello del mare. Il territorio è bagnato dai fiumi Tiribi, Torres, Maria Aguilar e Ocloro.

E’ la costruzione di un eremita nel 1737, a partire dal posto conosciuto come la Boca del Monte che ne ha determinato la posteriore consolidazione. Nel 1738 è stata benedetta e dedicata al Patriarca Signor San Giuseppe –San José.

Nel 1776 è stata costruita una chiesa di mattoni in argilla, che con il passare del tempo è diventata una cattedrale metropolitana nel 1783. Secondo il censimento che è stato effettuato, la Boca del Monte aveva 4.869 abitanti tra cui 577 spagnoli, 3.664 meticci e 628 mulatti stanziatisi nel centro, nei quartieri vicini.

La coltivazione del tabacco è iniziata nelle zone circostanti a San José verso la seconda metà del secolo XVIII, e ha contribuito a generare un certo capitale che ha permesso un maggior sviluppo economico ed ha rafforzato il ruolo político di San José, rispetto al resto della provincia. Nel 1813 il presbitero Florencio de Castillo, dinanzi alle Corti di Cadiz, fece in modo che San José ottenesse il titolo di città.

Il 15 settembre del 1821 il Costa Rica si rese indipendente dalla Spagna, e nel paese si generò una lotta tra le quattro principali città della Valle Centrale: San José, Alajuela, Heredia e Cartago in quanto tutte volevano diventare la capitale. Questa situazione portò a due scontri armati: la Guerra de Ochomogo nel 1823 e la Guerra della Liga del 1835. Alla fine fu San José ad ottenere la designazione di Capitale dello Stato.

Il momento di apice dal punto di vista delle costruzioni si è visto beneficiare della partecipazione di rinnomati architetti stranieri, come Franz Kurtze, Ludwing von Shamier e Franz Rohrmoser, che hanno diretto i lavori di costruzione dei più rilevanti edifici dell’epoca.

Situato nell’Avenida Centrale 1, Calli 17 e 19.

Nel 1879, l’Ordine delle Religiose di Sion, è arrivato al paese con il Generale Tomas Guardia, per dedicarsi all’istruzione nella città di Alajuela. Nel 1880, l’Ordine si è traferito a San José e tra il 1883 e il 1887 ha diretto la costruzione di un liceo per sole signorine e il convento di suore della congregazione. L’insieme degli edifici possiede uno stile d’influenza neoclassica che oggigiorno ha perso molto della sua lettura storica originale.

I padiglioni delle aule e il convento sono stati edificati in mattoni su uno zoccolo di pietra. La cappella è di cemento armato. Tutti i lavori sono stati realizzati durante l’incarico di Pedro Albertazzi. Questo centro educativo ha giocato un importante ruolo nell’educazione femminile dell’epoca. Nel 1960, il Liceo di Sion è stato trasferito nel cantone di Moravia e nel 1969 lo Stato ha acquistato la proprietà, installandovi diversi uffici pubblici tra i quali attualmente l’Assemblea Legislativa.

2- Castello Azzurro

Situato in Avenida Central, Calle 17.

Questa magica residenza, d’influenza neoclassica, è stata costruita nel 1908 dall’avvocato e rinnomato politico Máximo Fernández. Nel 1914, l’abitazione fu affittata allo Stato per l’installazione della casa presidenziale durante il lasso di tempo compreso tra il 1914 e 1923 e fu abitata dai presidenti Alfredo González Flores, Federico Tinoco Granados, Francisca Aguilar Barquero e Julio Acosta García. Nel 1923 fu venduta al governo degli Stati Uniti per alloggiare Legazione Nordamericana. Nel 1954 fu acquistato dal Dottor Carlos Manuel Gutiérrez Cañas e nel 1989 è passato nelle mani dell’Assemblea Legislativa, convertendosi nella sede del Direttorio Legislativo.

Il Castello Azzurro è stato costruito in cemento armato, risalta per le sue rifiniture, il buon gusto e la qualità dei materiali. I piani e i dettagli tecnici sono stati realizzati dalla Casa Hennebique di Parigi e i lavori sono stati diretti dal contrattista Alfredo Andreoli. Sull’origine del nome Castello Azzurro esistono due versioni: la prima secondo cui la bandiera del partito politico di Máximo Fernández era di quel colore; la seconda si basa sul fatto che la residenza aveva una cupola di vetri di tonalità azzurra, distrutta nel 1932 con l’insurrezione conosciuta come “El Bellavistazo”.

Tel: 2243-2545 Uffici delle Relazioni Pubbliche. Web: www.asamblea.go.cr

3- Assemblea Legislativa

Situata tra le Avenide Centrale e 1, calle 15.

Nel decennio del 1920, Cristina Castro, vedova di Kieth, aveva donato questa proprietà alle Temporalità della Chiesa Cattolica affinché in questo posto si costruisse un tempio. Tuttavia, nel 1927 il Presidente Ricardo Jimenez non ne autorizzò la costruzione per la vicinanza della Caserma Bellavista. Nel 1939, il Presidente Leon Cortes Castro comprò il terreno alla curia con l’obiettivo di costruire lì la casa presidenziale. Quell’anno iniziarono le opere, con un disegno neocoloniale dell’architetto José Maria Barrantes. L’edificazione in cemento con il tetto in ferro ha subìto severi ritardi nella costruzione a causa della mancanza del cemento e di altri materiali durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1957 si è conclusa la sua costruzione, ed è stata occupata dall’Assemblea Legislativa al posto della casa presidenziale.

Tel: 2243-2000 Web: www.asamblea.go.cr

4- Museo Nazionale del Costa Rica

Situato in: Avenida Centrale 2, Calles 15 e 17.

Nel 1870, il naturalista tedesco Alexander Von Frantzius costruì la sua casa in un luogo conosciuto come Buenavista (buonavista) per il panorama che mostrava della città di San José. Nel 1876 è stata acquistata da Mauro Fernandez. La casa è rimasta vuota dal 1910 al 1914, anno in cui fu comprata dal governo di Alfredo González Flores per essere convertita in una caserma. I lavori riniziarono nel 1917 grazie a Federico Tinoco.

Tra il 1928 e il 1932 si convertì in una caserma militare, ma la Caserma Bellavista è sparita come istituzione con l’abolizione dell’esercito per precetto costituzionale nel 1949 destinando e divenne la sede del Museo Nazionale.

Il museo espone parte delle sue collezioni in due sale, una di storia precolombiana e l’altra di storia del Costa Rica.

Orario: Dal martedì alla domenica dalle 8:30 alle 16:30. Il lunedì è chiuso.
Tel.: (506) 2257-1433 Web: www.museocostarica.go.cr

5- Piazza della Democrazia (Plaza de la Democracia)

Situata nelle Avenida Centrale 2, Calles 13 bis e 15.

Fu inaugurata il 7 novembre del 1989 con la presenza dei Presidenti d’America. Il motivo della celebrazione è stato il centenario dei successi politici del 1889, data in cui il paese impose di rispettare l’elezione di Jose Joaquin Rodriguez come Presidente della Repubblica, ecco perché si considera questa data come “Il centenario della Democrazia”.

Il disegno della piazza è opera dell’architetto Edwin Villalta. Uno degli obiettivi della sua costruzione era quello di dare una migliore prospettiva visuale alla facciata ovest del Museo Nazionale, ma il progetto ha generato delle polemiche perché implicò che si provvedesse per la demolizione di alcune residenze di valore patrimoniale.

6- Tempio Metodista

Situato in Avenida Central, Calle 9 e 11.

Il 26 aprile del 1917 la Giunta delle Missioni della Chiesa Metodista Episcopale, con sede in Messico, ha deciso di iniziare la sua opera missionaria in Costa Rica. Per far ciò è venuto nel nostro paese il reverendo Miller, acquistando nel 1919 una proprietà ai piedi di Cuesta de Moras, appartenente al Club Catalano. Lì funzionò per un periodo il Tempio Bautista Il Redentore, fino a quando si costruì la nuova chiesa nel 1940 fatta di mattoni con intonaco in cemento.

Tel. 2236-2171

7- Chiesa Nostra Signora della Solitudine (Nuestra Señora de la Soledad)

Situata en Calle 9, Ave 4 e 6.

La Chiesa di Nostra Signora della Solitudine è stata costruita verso la metà del secolo XIX, portando ad aumentare la popolazione nel sudest della città. Si tratta di un edificio eccezionale costruito in mattoni e pietra con influenza di stile barocco e costituisce uno dei pochi immobili rappresentativi della città del XIX secolo che si conservino ancora.

8- Statua del Dottor Rafael Ángel Calderón Guardia.

Ubicata nella Piazza delle Garanzie Sociali, Calle 5, Avenida 4 e 6.

Questo medico fu deputato del Congresso ed eletto Presidente della Repubblica nel 1940. Ha promosso alcune delle riforme sociali importanti della sua epoca. Per elezioni provocò un conflitto armato che lo trattenne in esilio per 14 anni. Nel 1974 fu dichiarato Benemerito della Patria.

9- Liceo Superiore delle Signorine (Colegio Superior de Señoritas)

Ubicato in Calle 3 Avenida 4 e 6.

Il Liceo Superiore delle Signorine, fondato nell’anno 1888, è nato con l’idea di creare un programma di istruzione superiore. Questo liceo fece sì che la donna costaricense cominciasse ad avere un’istruzione, raggiungendo pienamente l’obiettivo iniziale della sua creazione. In tanti anni di lavoro formò intellettuali di grande valore, convertendosi così, in epoche posteriori, in un modello d’istruzione. Si tratta di un edificio di grande valore architettonico e possiede uno stile che ha marcato tutta l’epoca della fine del secolo XIX nella costruzione costaricense. La sua facciata è di ordine dorico, con un ordine sovrapposto corinzio eseguito in pietra, la cui facciata è perfettamente bilanciata, tanto nei suoi assi verticali quanto in quelli orizzontali, i quali sono elementi classici del Rinascimento.

10- Chiesa Anglicana Il Buon Pastore (El Buen Pastor)

Ubicata in Avenida 4, calles 3 e 5.

Durante il secolo XIX, e inizi del secolo XX, l’Inghilterra ha esercitato un’influenza economica molto forte nella regione, essendo il principale creditore di denaro per i paesi centroamericani. Di conseguenza, molti mercanti inglesi arrivarono in America Centrale, vari cappellani si stabilirono per servire la vita spirituale degli imprenditori e dei diplomatici. Nel 1867 la Chiesta di Cristo si stabilì in Guatemala, nel consolato britannico, con un cappellano che faceva ancora parte del personale diplomatico. Un trattato tra il governo e l’Inghilterra permise la giurisdizione dei cappellanati in Honduras, in Guatemala e nel Salvador affinché questi venissero trasferiti dalla Chiesa d’Inghilterra alla Chiesa Episcopale degli Stati Uniti. In questa maniera, nel 1957 nacque il Distretto Missionario della Chiesa Episcopale dell’America Centrale, creato con le Chiese del Guatemala, Honduras, Nicaragua e Costa Rica. David E. Richards ne fu il primo vescovo. Attualmente, la Chiesa conta tre province: San José, Heredia e Limón dove si trova la maggioranza delle chiese.

11- Piazza della Cultura e dei Musei della Banca Centrale (Plaza de la Cultura y Museos del Banco Central)

Situati in Avenida Centrale 2, Calles 3 e 5.

Il progetto di una Piazza della Cultura è sorto durante l’amministrazione di Daniel Oduber Quirós. Il suo obiettivo era quello di creare un centro adatto per le attività artistiche, letterarie e scientifiche. Nel 1976 iniziarono i lavori con la demolizione degli edifici annessi al Teatro Nazionale. Il disegno e l’osservazione dei lavori fu gestita dagli architetti Edgar Vargas, Jorge Bertheau, Jorge Borbón e dell’ingegner Samuel Rovinsky.Il complesso culturale fu  inaugurato il 26 febbraio del 1982 durante l’amministrazione di Rodrigo Carazo. La proposta originale subì dei cambiamenti sostanziali e così si ricavò una piazza con tre livelli sotterranei, ubicati ad una profondità di 12 metri. I principali spazi sono stati occupati da Musei: c’è quello dell’oro precolombiano e quello di numismatica della Banca Centrale, una biblioteca, un auditorio, delle aree aperte per esposizioni temporali e adibite ad altri usi.

Orario: Dal lunedì alla domenica dalle 9:15 alle 17:00. I mercoledì l’ingresso è gratis per i nazionali e residenti.

Tel.: (506) 2243-4202 Web: www.museosdelbancocentral.org

12- Teatro Variedades

Situato in Calle 5, Avenida Centrale 1.

Nel 1890, l’imprenditore del teatro spagnolo, Tomás García, insieme ad altri investitori decise di costruire il Teatro Variedades. Nel 1891 fu inaugurato con l’Operetta La Mascote e nel 1904 la Compagnia Greco diede inizio alle prime proiezioni cinematografiche nel paese, causando un grande scalpore e l’ammirazione tra gli abitanti di San José. Nel 1906, ci fu il debutto in questa sala del tenore nazionale Manuel (Melico) Salazar, nell’opera Boheme. Verso il 1913 il teatro fu venduto a Nicolás Chavarría Mora, Alberto Echandi, José Zeledón e José Rafael Chacón, ai quali si devono gli ornamenti della facciata attuale. Nel 1920, il teatro fu comprato da Mario Urbini, che lo convertì esclusivamente in una sala cinematografica. Spettò al cinema Variedades l’onore di proiettare nel 1930 il primo film realizzato e girato in Costa Rica, intitolato “Il Ritorno”, che ricrea una serie di estereotipi sulle abitudini creole. La facciata del Variedades fu costruita in mattoni e i suoi ornamenti riflettono uno stile eclettico, in cui risaltano colonne con rifiniture di volti umani, ghirlande di fiori e rami dalle grandi foglie; allo stesso modo risaltano due figure femminili di corpo intero con un’arpa nel centro.

Tel. 2222-6108

13- Teatro Nazionale

Situato in Avenida 2, Calles 3 e 5.

Fu costruito tra il 1890 e il 1897 grazie al finanziamento di fondi pubblici. I piani furono realizzati dagli ingegneri Luis Matamoros, Nicolás Chavarría, Guillermo Reitz; a seguitare i lavori di costruzione fu Antonio Varela. Edificato in mattoni, con zoccoli di pietra, rivestimenti in granito e marmi, è il risultato di un’idea dell’oligarchia del caffè, della fine del secolo XIX. Nella parte esterna risaltano le allegorie della Danza, Musica e la Fama (attualmente quelle visibili sono delle repliche). Così come opere scultoriche dei famosi artisti italiani Pietro Bulgarelli, Adriatico Froli e Pietro Capurro. All’interno si possono osservare le opere di valore di artisti come Paolo Serra, Luigi Vignani, Roberto Fontana, José Villa e Tomás Povedano.

Orario: Dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 16:00. La domenica è chiuso.
Il martedì: Teatro a mezzogiorno. Tour dalle 9:00 alle 16:00. Escluso mezzogiorno.
Tel. (506) 2221-3756. Web: www.teatronacional.go.cr

14- Statua del maestro Juan Mora Fernández

Situato in Avenida 2, Calle 1 e 3.

Maestro, giudice e politico dell’epoca independentista e primo Capo di Stato.

1824-1833. Fu dichiarato benemerito della patria nel 1848.

15- Gran Hotel Costa Rica

Situato in Avenida 2, Calle 3.

Costruito tra il 1928 e il 1930, di influenza neoclassica, l’edificio è in mattoni e cemento. Continuò i lavori l’ingegner Victor Lorenz. Il suo primo proprietario fu il dottor Luis Paulino Jiménez Ortiz. Originalmente era di quattro piani dotato di una torretta; posteriormente fu aggiunto un quinto piano. Durante molti anni fu l’hotel più rinnomato della città di San José, per questo le personalità straniere più importanti che hanno visitato sinora il paese hanno alloggiato lì.

16- Le Arcate (Las Arcadas)

Situato in Avenida 2, Calle 3.

Dichiarato Monumento Architettonico il 22 aprile del 1975, ubicate su uno dei lati dell’Hotel Costa Rica e di fronte al Teatro Nazionale, furono costruite verso la fine del secolo XIX e gli inizi del XX per aggiungersi al paesaggio degli edifici antichi. Accanto si trovava quello che veniva chiamato il Passaggio Dent, un centro commerciale dell’epoca.

17- Antica Banca Anglo (Edificio delle Accademie) (Antiguo Banco Anglo (Edificio Las Academias)

Situata in Avenida Central, Calles 1 e 3.

Construito il primo decennio del secolo XX. Il disegno architettonico d’influenza neoclassica è dell’architetto Jaime Carranza. A piano terra si evidenziano i pilastri doppi di stile corinzio; al primo piano ci sono balconi con balaustre. All’interno si conserva il pavimento in marmo del vestibolo del corridoio principale e degli uffici laterali, mentre il resto dell’immobile è stato trasformato al suo interno. Questo edificio è stato una delle prime sedi dell’estinto Banco Anglo Costaricense; ed è stato anche occupato da diverse dipendenze pubbliche come il Ministero dell’Economia, Industria e Commercio. Attualmente si sta preparando per convertirsi nella sede di diverse accademie costaricensi.

Qui potete anche trovare un ufficio dell’Istituto Costarricense di Turismo che vi può fornire informazioni turistiche.

Tel: 2010-7400. Web: www.patrimonio.go.cr

18- Libreria Lehmann

Situata in Avenida Central, Calles 1 e 3.

Nel 1895 il tedesco Antonio Lehmann Merz emigrò in Costa Rica e fondò la Libreria Cattolica. Nel 1896 nacque la Libreria Lehmann in società con Friedrich Sauter e Carlos Ferderspiel, i quali successivamente si separarono per dedicarsi a imprese proprie.

Dagli inizi del secolo XX questa libreria divenne una delle più importanti del paese. L’edificio costruito nel 1914 è d’influenza neoclassica, opera dell’architetto Gerardo Rovira. Di mattoni e fatto con struttura metallica, presenta sulla sua facciata principale otto colonne rifinite con capitelli d’influenza corinzia e tra ogni colonna risalta una guirlanda di fiori come elemento creativo. Questo edificio insieme ad altri valiosi immobili di Knöhr e l’antico Ministero dell’Economia formano un rilevante insieme architettonico che permette di ricordare la San José degli inizi del secolo XX.

19- Edificio Knöhr

Situato en Avenida Central e Calle 1.

Construito tra il 1912 e il 1914 come Magazzino Juan Knöhr e Figli. D’influenza neoclassica è di cemento armato, la struttura in ferro la cui costruzione fu incaricata a Humboldt Werkg a Colonia, in Germania. L’impresa Purdy Engineering Co., (ingegneri e costruttori) costruì l’immobile. In esso si vede un parte frontale curva, pilastri, medaglioni e ghirlande. Attualmente vi sono diversi commerci.

20- Edificio Steinvorth

Situato in Calle 1, Avenida Centrale 1.

Alla fine del secolo XIX arrivò nel paese l’immigrante Otto Seinvorth e nel 1907 riuscì a concludere la costruzione dell’imponente edificio commerciale. Il grande magazzino -Almacen Steinvorth, dedicato alla vendita di diversi articoli fu uno dei più grandi nel suo genere a San José, durante la prima metà del secolo XX. Negli anni del 1940 il grande magazzino chiuse le sue porte e agli inizi del decennio degli anni 60 Samuel Grinspan comprò la metà dell’immobile, procedendo alla sua demolizione.

Attualmente si conserva soltanto una sezione dell’immobile, che è comunque molto alterata a causa degli usi non adeguati che se ne sono fatti e per le ristrutturazioni aggressive alle quali è stato sottoposto. Il disegno architettonico seguiva la corrente dell’Art Nouveau francese, opera dell’architetto Francisco Tenca. Caratterizzato da due livelli fatti in mattoni su zoccoli di pietra e una struttura metallica, le facciate erano profusamente decorate con motivi di animali (cammelli e tacchini), e piante in bassorilievo.

21- La Cattedrale

Ubicata in Calle Centrale, Avenida 2 e 4.

Alla fine del secolo XVIII, la cappella di San José della Boca del Monte – così si chiamava la capitale – è stata trasferita dove oggi c’è la Cattedrale. Di mattoni di argilla e tetto di paglia all’inizio, è passata ad essere una chiesa di pietra e con colonne salomoniche.

Dopo aver subito danni causati dalle scosse e terremoti, è stata rimodellata e convertita nella Cattedrale Metropolitana di oggigiorno; oggi sulla fiancata nord c’è la cappella Il Sagrario e sul lato sud c’è la Curia Metropolitana.

Tel.: (506) 2258-1015 / 2221-3820.

22- Statua di Giovanni Paolo II

Situata inn Avenida. 2, Calle Centrale.

Opera in marmo di Carrara (Italia), fatta da Jorge Jiménez Deredia. L’autore volle mettere in risalto l’aspetto umano e la vicinanza che ebbe Papa Giovanni Paolo II con le persone. Si trova sul lato nord della Cattedrale Metropolitana, dal 30 settembre del 2006.

23- Parco Centrale

Ubicato in Avenida. 2 e 4, Calle Centrale 1.

Nel 1868, si è inaugurato il sistema di acquedotti di San José, installando nella sua principale piazza una fontana, protetta da sbarre portate dall’Inghilterra. Nel 1885, la piazza si convertì nel Parco Centrale, per poi essere rimodellata con l’idea di migliorare il paesaggio urbano della capitale. Il parco è il cuore della città dove obbligatoriamente confluiscono strade del paese e transitano giornalmente migliaia di persone per dirigersi verso le loro diverse destinazioni.

24- I Spazzino

Ubicato in Avenida. 2, calle Centrale e 1.

E’ dello scultore Edgar Zúñiga ed è stata collocata nel Parco Centrale nell’anno 2003. Fa onore agli operatori ecologici del Municipio di San José che giornalmente si osservano mentre puliscono i parchi e le strade della città.

25- Teatro Popolare Melico Salazar

Ubicato in Avenida 2, calle Centrale 1.

La sua costruzione si concluse nel 1928, sulla base del disegno di Jose Fabio Garnier. Originariamente era conosciuto come Teatro Raventós, il cui nome derivava dal cognome del proprietario, e gli spettacoli proposti erano principalmente di tipo cinematografico. Durante gli anni ottanta cambiò il proprio nome per rendere omaggio a Manuel “Melico” Salazar, uno dei più importanti rappresentanti dell’opera costaricense. Inoltre, con l’intento di dare spazio a forme artistiche più popolari, cambiò anche il tipo di spettacolo offerto.

Visita guidata previo appuntamento.
Funzioni: secondo la locandina.

Tel.: (506) 2221-4952 / 2233-5424

26- La Casona (La Casettona)

Situato in Calle Centrale, Avenida Centrale 1.

Nel 1877, il colombiano Miguel Macaya Artuz si insediò in Costa Rica e costruì la ferramenta Macaya, la più antica del paese, la quale successivamente, nel 1908, venne trasferita in un edificio più ampio e moderno. La ferramenta diventò il punto di riferimento di tutte le attività commerciali e, dalla fine del XIX  secolo, cercò di attirare, in comode strutture, una maggiore quantità di clientela perchè acquistasse la merce in sezioni classificate. Il negozio chiuse le sue porte nel 1965 e, dieci anni dopo, Ricardo Baltodano Chamberlain lo affittò per trasformarlo in un mercato di artigianato chiamato La Casona. L’immobile si incornicia nell’influenza neoclassica, con un disegno dell’architetto Jaime Carranza. Fu edificato in mattoni, su zoccoli di pietra, con una struttura di acciaio importata dal Belgio. I pavimenti del pian terreno son in pietra squadrata, simili agli antichi marciapiedi della città capitale.

Aperto dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 18:30.

27- Antica Residenza di Ángel Miguel Velásquez

Situata in Calle Centrale, Avenidas 1 e 3.

L’edificio fu costruito nel 1897, con l’idea di Ángel Miguel Velasquez di farci la propria residenza e usarla anche a scopo commerciale. Nella parte alta è possibile osservare ornamenti di valore composti da un mosaico con motivi floreali di influenza pompeiana e un balcone con reminiscenze dell’Art Nouveau francese. Il disegno dell’immobile è stato realizzato dall’architetto Francisco Tenca. A pian terreno è presente “El Iris”, uno dei bazar più esclusivi della prima metà del secolo XX. L’immobile oggi appartiene a Iza Colombari e dell’antica costruzione si conserva solo la facciata in quanto l’interno ha subito una ristrutturazione totale.

28- La Chiesa Nostra Signora del Carmen (Iglesia Nuestra Señora Del Carmen)

Situata in Avenida 3, Calle Centrale.

Nel 1830, le sorelle Jerónima e María Concepción Quirós e Castro, fedeli devote alla Vergine del Carmen, donarono il terreno per la costruzione della Chiesa. Nel 1845, venne realizzata una cappella in adobe (mattoni in argilla) e nel 1874 fu benedetto l’attuale tempio, edificato in pietra e mattoni. È d’influenza neoclassica e nel tempo ha subito diverse rimodellazioni della facciata principale. All’interno si trova l’immagine del Dolce Nome di Gesù, una delle più antiche che ancora oggi la chiesa conserva e che possiede un alto valore storico religioso. Questa devozione nacque nel 1856 e venne associata al miracolo che pose fine al colera.

Tel. 2222-1435

29- Banca di Costa Rica (Antico Magazzino Luis Ollé)

Situato in Avenida 3, Calle Centrale.

L’edificio fu costruito, agli inizi del XX secolo, in mattoni e con una cupola in cemento. Il disegno architettonico venne realizzato dall’architetto Daniel Dominguez Parraga, che lo incorniciò nella tendenza neoclassica allo scopo di farne un uso commerciale.

L’immobile venne usato dalla Ferramenta Espriella e Compagnia, dal Magazzino Luis Ollé e dalla Banca BIESA. Nel 1988 fu comprato dalla Banca di Costa Rica. Sebbene le sue facciate si mantengano quasi inalterate, internamente subì diversi cambiamenti; la sua cupola originale, infatti, dopo essersi distrutta a causa di un incidente, venne sostituita da una cupola in metallo.

30- Edificio Herdocia

Situato in Avenida 3, Calle 2.

Verso la metà del XIX secolo fu di proprietà di Jesús Castro e Ana de Alvarado. Nel 1866, la loro figlia Toribia Castro lo vendette a Pedro Quirós Jiménez. Altri proprietari furono: José María Acosta Rojas, Jaime Güel I Ferrer e Julia Alvarez Cañas. Nel 1934 Carmen Herdoncia Rojas lo comprò e nel 1945 chiese all’architetto Luis Llach di costruire l’edificio in cemento armato e mattoni. L’immobile presenta uno stile che denota la transizione dal Neoclassicismo al Modernismo, con elementi di stile Barocco alle finestre. La vocazione dell’edificio è sempre stata di tipo commerciale e per uso uffici. Il suo disegno attira l’attenzione per le pergole in cemento del terrazzo e il torrione centrale. E’ stato, inoltre, dichiarato patrimonio storico architettonico il 12 febbraio del 2000.

 

31- Edificio delle Poste di Costa Rica

Ubicato in calle 2, Avenida 1 e 3.

In cemento armato, dallo stile eclettico e con marcata influenza francese, l’edificio delle Poste e Telegrafi fu costruito tra il 1914 e 1917, a partire dal disegno dell’architetto Luis Llach. Si tratta di un’opera monumentale ed elegante con le sue belle torri ad angolo e il suo ingresso principale con una cupola stretta. Attualmente, oltre agli uffici postali, è presente il Museo Filatelico che permette ai turisti di conoscere la storia dello sviluppo postale costaricense.

Orario: Dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 18:00.
Il sabato dalle 6:30 alle 12:00.
Tel.: (506) 2223-1969 Fax: (506) 2233-5182

32- Museo Filatelico e delle Poste di Costa Rica

Ubicato nell’edificio delle Poste.

Il Museo Filatelico è stato creato per la divulgazione e l’esposizione dei beni patrimoniali della Posta, mettendo in risalto la traiettoia dei diversi sistemi di comunicazione e la storia filatelica nazionale ed internazionale. È un posto molto visitato da una gran quantità di pubblico straniero e nazionale, specialmente da gruppi di studenti di tutte le età.

Visite: Si effettuano attività di proiezione tali come lo scambio filatelico, le esibizioni e le esposizioni filateliche, corsi e consulenza filatelica, oltre al sostegno educativo.

Tel.: (506) 2223-6918 / 2223-9766 Interni numero 204-205
Orario: Dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 17:00

33- Monumento a Juan Rafael Mora Porras (1814-1860)

Ubicato in calle 2, Avenida 1 e 3.

Fu proprietario di piantagioni di caffè e venne eletto Presidente della Repubblica (1849-1859) quando il Costa Rica ottenne l’indipendenza dalla Spagna. Condusse la battaglia contro i filibustieri nella Campagna Nazionale del 1856-57 e, nel 1858, riuscì a stabilire il limite della frontiera con il Nicaragua. Benemerito della Patria nel 1850. Il Monumento rappresenta sul lato nord i compiti dei lavoratori, in quello a sud è raffigurata la Campagna del ‘56. Sono presenti altre 2 figure: sul lato est una donna che simboleggia la scienza e ad ovest un uomo che simboleggia la libertà.

34- La Chola (Rappresentazione della donna del Guanacaste)

Ubicata in Avenida Central, calles 2/4

E’ una statua in bronzo realizzata dall’artista Manuel Vargas ed è parte di un progetto chiamato “Arte negli Spazi Pubblici” che promuove il Municipio di San José dall’anno 200. “La Chola” è stata collocata nel 2004.

35- Monumento a los Presentes (Monumento ai Presenti)

Ubicato in Calle 4, Avenida Central e 1.

Opera realizzata dallo scultore Fernando Calvo, che punta sulla ricerca dell’uomo della nostra terra, il costruttore di questo paese, l’instancabile lavoratore che è sempre presente, il contadino della Valle Centrale. Ha ricevuto il premio “Aquileo Echeverría” rilasciato dal Ministero della Cultura, Gioventù e Sport, nel 1982.

36- Mercato Centrale

Ubicato in Calle 6, Avenida Central e 1.

Dopo la trasformazione della Piazza Principale nel Parco Centrale, si è deciso di fare il mercato di San José in un posto conosciuto come la “Piazza Nuova”. L’immobile ha subito molte trasformazioni ma non ha perso il senso più importante: essere crogiolo delle culture della società costaricense e rappresentazione quotidiana del patrimonio culturale, che giorno dopo giorno si costruisce a partire dalla combinazione di ciò che è tradizionale e ciò che è moderno.

Orario: Da lunedì a sabato, dalle 8:00 alle 17:00.
Tel.: (506) 2295-6104

Barrio Amón (Quartiere Amón)

Nel 1848 durante l’amministrazione di José María Castro Madriz, venne stabilita la divisione territoriale della città di San José, la quale diede origine all’attuale Distretto El Carmen.

La costruzione, nel 1845, di una cappella dedicata alla Vergine di El Carmen, fu un grande incentivo per gli abitanti del posto. Già verso il 1870, nel settore nordest della città di San José, si consolidarono altri poli di sviluppo oltre alla chiesa, come la Stazione delle Ferrovie dell’Atlantico e una serie di diverse tipologie di industrie (laterizi, torrefazioni, mulini e di liquori).

La crescita urbanistica del Distretto El Carmen ebbe la sua maggior spinta dopo gli anni novanta del XIX secolo, quando settori provenienti dell’élite della città, decisero di trasferire le loro residenze in queste nuove estensioni di terreno urbano, trasformandolo in un posto quasi esclusivo per la borghesia. Il processo di urbanizzazione non eliminò soltanto gli appezzamenti di terreno e le coltivazioni, anche molte industrie che si erano già stabilite nella zona si trovarono costrette a chiudere.

I tre quartieri sorti in seguito furono: Barrio Amón dal 1892, Barrio Aranjuez dal 1894 e Barrio Otoya, dopo il 1906. Insieme al consolidamento di abitazioni del distretto, ci fu anche la decisione governativa di costruire nel settore una serie di edifici per diverse istituzioni e la trasformazione di antichi spazi aperti e piazze, nei parchi Morazán (1887), Nacional (1895), España (1920) e Simón Bolívar (1921); quest’ultimo divenuto successivamente uno zoo (1924). Tutti questi cambiamenti hanno contribuito ad elevare il costo della terra e a dargli lo status e categoria di Distretto.

1- Museo Rafael Ángel Calderón Guardia

Situata in Avenida 9, calle 25.

Il suo incarico è quello di preservare, recuperare e divulgare l’eredità della riforma sociale ottenuta nel periodo tra il 1940 e il 1944 dal benemerito della Patria Dottor Calderón Guardia. Ha quattro sale storiche in cui è possibile ripercorrere la vita e le opere dell’ex presidente, e una galleria d’arte con esposizioni temporanee.

Orario: Dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 17:00
Tel.: 506) 2221-1239
www.mcjdcr.go.cr/patrimonio/museo_Calderón_guardia.html

2- Chiesa di Santa Teresita

Situata in Calle 23, Avenida 9.

Nel 1920 il Governo donò il terreno per la costruzione della Chiesa, iniziata nel 1921 e conclusa nel 1940 e innalzata al rango di parrocchia nel gennaio del 1941, da Monsignor Victor Manuel Sanabria Martinez. D’influenza neoclassica, con struttura metallica ed edificata in cemento armato, il suo disegno finale venne realizzato dall’architetto José Maria Barrantes Monge. L’artista Luis Feron realizzò i quattro evangelisti situati nella cupola interna. Nel tempio si conservano due vetrate colorate originali dell’antica cappella del Liceo di Sion, importate dalla Francia.

3- Antica Dogana Principale (Antigua Aduana Principal)

Situata tra Calle 23 e 25, Avenida 7 e 9.

Costruita tra il 1889 e 1891, su commissione di Minor Keith, con l’intento di essere utilizzata come magazzino della stazione della Ferrovia dell’Atlantico, l’Antica Dogana Principale si estende su un’area di più di 4.000 metri quadrati.

D’influenza neoclassica, per la sua costruzione sono stati utilizzati mattoni, le pavimentazioni sono in pietra squadrata e il tetto presenta una struttura in metallo di caratteristiche industriali, coperta di lamine di ferro zincato.

Tra gli elementi ornamentali e di illuminazione, risaltano i rosoni sulle sue facciate. Nel 1931 il governo stipulò un contratto con la signora Adela Gargollo de Jiménez, affinché venisse ampliato il magazzino in cemento armato e costruita la parte amministrativa. Verso il 1976 l’edificio venne abbandonato.

Tra il 1979 al 1990 si è cercato di trasformarla in un centro di belle arti, ma l’idea era soltanto un mero progetto in quanto mancavano i finanziamenti. Dal 1990 fino al 2003 è stato occupato da un’impresa privata che ha organizzato diverse fiere ed esposizioni. È attualmente in corso un progetto che intende farla diventare un centro culturale.

4- Teatro de la Aduana (Teatro della Dogana)

Situato in Calle 25, Avenida 3 e 9.

Originariamente era un magazzino di una dogana a Carrillo, sulle rive del fiume Sucio, cantone di Guacimo in provincia di Limón. Verso la fine degli anni novanta del XIX secolo, fu spostato a lato dell’Antica Dogana Principale, con l’obiettivo di essere usato prima come magazzino annesso alla dogana e poi come Casa della Zecca, per coniare le monete fino al 1949. Edificato con una struttura di ferro a forma di arco e coperto nella sua totalità con lamine di ferro zincato, venne rimodellato nel 1987 dalla Compagnia Nazionale di Teatro del Ministero della Cultura per diventare il Teatro della Dogana.

Tel. 2257-8305

5- Antigua Estación del Ferrocarril al Atlántico (Antica Stazione della Ferrovia all’Atlantico)

Situata in Avenida 3, Calle 17 e 19.

Verso la fine del XIX  secolo, La Ferrovia dell’Atlantico permise al Paese di progredire. L’edificio venne costruito in mattoni nel 1908, sotto influenza vittoriana, sulla base del disegno dell’architetto Jaime Carranza. La facciata principale conserva un’aria barocca, con rifiniture floreali e una polena affiancata da figure mitologiche di Mercurio e Venere.

La copertura è metallica e di tipo mansarda. All’estremo est dei suoi giardini si trovano:

6- Macchina a Vapore N°59

Arrivò nel 1939 in nave al Porto di Limón proveniente dall’Inghilterra e importata dalla Northen Railway Company. Il suo acquisto è stato parte di una consegna di sette macchine. Questa locomotiva funzionò fino all’anno 1956, quando venne sostituita da altre più moderne, alimentate a diesel.

7- Monumento al Generale Tomás Guardia Gutiérrez (1832-1882)

Questo militare fu presidente del Costa Rica negli anni 1870-1876 e 1877-1882. A lui si deve l’inizio della costruzione della Ferrovia dell’Atlantico, la promulgazione della Costituzione del 1871 e l’abolizione della pena di morte nel 1882. Il busto in bronzo è opera dello scultore Miguel Ortuño Sobrado, inaugurato il 26 aprile del 1982.

8- Parco Nazionale

Situato in Avenida 1 e 3, Calle 15 e 19.

Nel 1873 il governo decise di aprire uno spazio pubblico nelle vicinanze della stazione della Ferrovia all’Atlantico. Questa decisione determinò l’espropriazione dei terreni necessari per la formazione della Piazza della Stazione. Il posto acquistò grande importanza nel 1895 quando fu scelto per la costruzione del Monumento Nazionale commemorativo alla Campagna Nazionale del 1856-1857. A partire da quel momento diventò il Parco Nazionale e con il passare del tempo furono costruite lì le seguenti sculture:

9- Monumento Nazionale

Fu inaugurato il 15 settembre del 1895 per commemorare i trionfi di Santa Rosa, Rivas e il Fiume San Juan durante la Campagna Nazionale del 1856-1857, contro i filibustieri. L’insieme della scultura è un’allegoria nella quale ci sono cinque donne dove ciascuna rappresenta una delle nazioni centroamericane ( Costa Rica è la più grande e sventola la bandiera che sostiene il Nicaragua); l’uomo che fugge rappresenta William Walker e il soldato morto rappresenta la sconfitta degli invasori e il trionfo della difesa della sovranità nazionale. E’ una scultura in bronzo, opera dello scultore Louis Carrier Belicuse, fusa a Parigi nel 1891.

10- Monumento a José Martí (1853-1895)

Poeta, scrittore, avvocato e politico cubano. Fu considerato il leader più importante dell’indipendenza di Cuba. Sbarcato con le truppe a Playitas e ferito mortalmente nella battaglia di Dos Rios. Come scrittore fu uno dei precursori del Modernismo. Tra le sue produzioni si ricordano: Ismaelillo, Versos Libres, Versos Sencillos, Cartas a mi Madre y Amistad Funesta (Ismaelillo, versi Liberi, Versi Semplici, Lettere a mia Madre e Amicizia Funesta). Il monumento è una sfinge di bronzo, opera dello scultore Tony López. Fu inaugurato nel 1953, per il centenario della nascita di Martí.

11- Monumento a Miguel Hidalgo e Costilla (1753-1811)

Sacerdote e patriota messicano, considerato il padre dell’indipendenza del suo paese. Iniziò la Rivoluzione nel 1810 con il Grido di Dolores, a Guanajuato. Il suo esercito era composto maggiormente da indigeni e lottò per la redenzione di questo settore sociale. Dopo aver ottenuto risonanti trionfi fu tradito, fatto prigioniere e fucilato a Chihuahua. Il busto, uno di quelli con più valore del paese, è di bronzo ed è stato collocato su un pedistallo di marmo. L’opera dello scultore Juan Fernando Olaguibel (1965) venne inaugurata nel 1966, quando ci fu la visita del Presidente del Messico Gustavo Díaz Ordaz.

12- Monumento a Andrés Bello (1781-1865)

Scrittore, filologo, poeta, giurisperito e politico venezuelano. Bello svolse incarichi importanti in Cile come Rettore dell’Università e redattore del Codice Civile Cileno. Tra le sue pubblicazioni: Grammatica Castigliana (una delle migliori) e poesie ispirate ai temi americani. Il busto è di bronzo e appare firmato da L. González G. (1938). Si è istallato nel 1981, in occasione del bicentenario della nascita del poeta, grazie alla donazione del dottor Luis Herrera Campins, Presidente del Venezuela.

13- Biblioteca Nazionale

Situata in Avenida 3, Calle 15 e 17.

Edificio construito tra il 1969 e il 1971, di struttura in cemento armato, di stile funzionale e a cinque piani. Il disegno è principalmente dell’architetto Jorge Borbón Zellerde dell’Ufficio di Pianificazione Nazionale. Fu costruito dall’Impresa CARREZ Ltda. L’edificio ha il nome di Miguel Obregón Lizano e come istituzione fu fondata nel 1888. L’onda sismica che colpì il nostro paese agli inizi degli anni novanta causò danni strutturali all’immobile e rimase chiuso per quasi due anni. A pian terreno, nel ovest, funziona la Galleria Nazionale di Arte Contemporaneo, la quale realizza esposizioni temporali, programmate dal Museo di Arte Costaricense.

14- Tribunale Supremo delle Elezioni.

Situato in Avenida 1, Calle 15.

Durante l’amministrazione di Daniel Oduber Quirós (1974-1978), si è proceduto con la demolizione di una serie di edifici per costruire la nuova casa presidenziale. L’opera rimase inconclusa dal momento che il governo di Rodrigo Carazo Odio (1978-1982) decise di non proseguire i lavori. Il progetto venne ripreso dal governo di Rafael Ángel Calderón Fournier (1990-1994), il cui obiettivo era quello di renderlo la sede del Tribunale Supremo delle Elezioni. Fu inaugurato nel 1995, durante il governo di José María Figueres (1994-1998). Il disegno dell’edificio originale è dell’architetto Jorge Bertheau e il progetto finale è dell’architetto Percy Zamora.

15- Museo d’Arte e Disegno Contemporaneo

Situato in Avenida 3, Calle 15.

Questo museo inaugurato nel 1994, è ubicato all’interno dei locali dell’antica Fabbrica Nazionale dei Liquori e si dedica all’esposizione delle ultime tendenze dell’arte moderna. La sala principale delle esposizioni occupa una vecchia cantina di invecchiamento del rum, costruita tra il 1853 e il 1856 in pietra Pavas, con pareti di uno spessore di quasi un metro.

16- Centro Nazionale di Cultura (CENAC)

Antica Fabbrica Nazionale dei Liquori

Situati in Avenidas 3 e 7, Calles 11 e 15.

La Fabbrica di Aguardiente (una specie di grappa) è stata creata come un monopolio statale, in difesa della salute pubblica e a beneficio della Tesoreria Nazionale. I primi edifici dell’antica fabbrica furono costruiti tra il 1853 e il 1856 (amministrazione Juan Rafael Mora Porras), in pietra Pavas con travi e traverse in pachira e tetti in tegole. Nell’insieme architettonico attuale si nota una diversità di epoche costruttive o varietà di materiali che includono: pietra squadrata, mattoni, cemento armato, legno, blocchi di cemento e strutture metalliche. Dell’antica Fabbrica di Liquori ciò che spicca è il portone all’entrata nella parte sudest, in pietra intagliata, costruito insieme all’Orologio del Sole nel 1941. Nel 1981 la fabbrica fu trasferita a Grecia, in Alajuela, e furono lasciati a San José solo la sezione di imbottigliamento e i depositi di alcool. Nel 1992 l’edificio fu consegnato al Ministero della Cultura, Gioventù e Sport, il quale avviò dei lavori di ristrutturazione necessari per costruire il Centro Nazionale della Cultura, inaugurato nel febbraio del 1994.

17- Antigua Segunda Comisaría (Antico Secondo Commissariato)

Situata in Avenida 3, Calle 11 e 15

Construito verso la fine degli anni 20, in cemento armato e mattoni. Possiede elementi ornamentali di influenza neoclassica. L’Union Motor Company lo usò per la vendita di automobili. Il disegno dell’edificio presenta tre livelli: il primo sull’Avenida de las Damas, usato per uffici e sale di esposizione; il secondo era destinato ad essere un magazzino di ricambi e il terzo, con un’uscita sull’Avenida 1, serviva come laboratorio e garage. A partire dagli anni 50, questo edificio ha ospitato il Secondo Commissariato del Ministero della Sicurezza Pubblica.

18- Edifici di Appartamenti Interamericani

Situato in Avenida 7, Calle 15.

Questo edificio venne costruito in mattoni, a partire dal 1880. In esso venne aperta la prima centrale elettrica di San José, che apparteneva a Luis Batres e Manuel Dengo. Nel 1930, l’ingegnere Francisco Jiménez Ortiz la acquistò per aprire una torrefazione di caffè e anni dopo, una fabbrica di vetro e porcellane. All’inizio degli anni 40 fu ristrutturato, ampliato, e gli appartamenti vennero affittati a un’équipe di ingegneri che diresse i lavori di costruzione della Strada Interamericana Sud. L’edificio presenta alcune decorazioni sulle facciate e vi è un cortile centrale con giardino.
Attualmente appartiene alla Società Caleiro S.A.

 

19- Ambasciata del Messico

Situata in Avenida 7, Calle 11 e 15.

Nel 1928 il Governo del Costa Rica donò al Messico il terreno per la realizzazione della Missione Diplomatica di quel paese. L’opera di costruzione, in blocchi di cemento, venne realizzata tra i mesi di aprile e novembre di quell’anno, dalla Compagnia Costruttrice della signora Adela Gargollo Vedova di Jiménez. Il disegno di stile neocoloniale è dell’architetto José Francisco Salazar. Fu inaugurata nel dicembre di quello stesso anno dal Presidente Cleto González Viquez e l’Ambasciatore Antonio Mediz Bolio. Nell’aprile del 1948, proprio in quell’edificio, si verificò un evento molto importante della storia nazionale; venne firmato il documento chiamato “Patto dell’Ambasciata del Messico”, sottoscritto da Benjamin Núñez per conto di José Figueres Ferrer e Manuel Mora Valverde, il cui obiettivo era quello di porre fine al conflitto armato conosciuto come “Rivoluzione del 48”.

20- Edificio degli Appartamenti Piazza Spagna

Situato in Avenida 7, Calle 11.

L’edificio di stile neocoloniale fu progettato dal celebre pittore e architetto Teodorico Quirós e costruito in cemento armato, tra il 1939 e il 1940, dal suo proprietario, l’ingegnere Francisco Jimenéz Ortiz. Questo elegante edificio a tre piani dispone di colonne tortili, balcone e finestre con vetri concavi importati dall’Inghilterra. L’immobile appartiene alla società Mita de San José S.A.

21- Casa Gialla Casa Amarilla (Cancelleria)

Situata in Avenida 3, Calle 15-17

Nel 1912, il filantropo nordamericano Andrew Camagie donò 100 mila dollari per costruire la Corte di Giustizia Centroamericana a San José. La English Construction Company Limited, si incaricò della costruzione e concluse i lavori nel 1916. Il disegno è ispirato all’architettura spagnola e l’opera è dell’architetto Henry D. Witfield.

Nel 1919, la Corte si sciolse e l’edificio passò nelle mani dello Stato costaricense, diventando inizialmente Casa Presidenziale, successivamente Congresso Nazionale e poi Ministero degli Affari Esteri. Nella “Casa Amarilla”, risalta l’architrave piuttosto ornamentata, dalle caratteristiche barocche. Il nome con il quale si conosce la sede della Cancelleria deriva dal colore con il quale storicamente venne pitturata.

Orario: Dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 16:00.
Tel. 2223-7555 Web: www.rree.go.cr

22- Monumento alla Famiglia

Situato in Avenida 3, Calle 15

Si trova all’ingresso dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni. Creato dallo scultore costaricense Francisco Zúñiga, sotto richiesta del Presidente Esecutivo dell’Istituzione. Rappresenta una famiglia attiva, lavoratrice e umile. Monumento inaugurato in aprile del 1978.

23- Museo di Giada

Situato in Avenida 3, Calle 15

Situato a pian terreno dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni. Il Museo di Giada espone la maggior collezione di giada precolombiana d’America. Attualmente, ha una moderna distribuzione delle sale di esibizione che facilita l’accesso ai visitatori nazionali e stranieri, ha inoltre una grande quantità di reperti archeologici che custodisce, protegge e che espone in questo museo. La collezione include anche oggetti elaborati in ceramica, pietra, osso, conchiglia, legno e altri materiali, tanto nella sua esposizione permanente quanto nelle esposizioni tematiche temporanee.

Tel: (506) 2287-6034 / Fax: (506) 2255-3456 / www.portal.ins-cr.com
Orario:
Dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 15:30
Il sabato dalle 9:00 alle 13:00

24- Parque España (Parco Spagna)

Questo spazio pubblico nacque nel 1862 come una piazza al servizio delle attività legate alla Fabbrica dei Liquori. Esso divenne il luogo dove riposavano i mandriani (boyeros) con le loro carrette che arrivavano da diverse parti della Valle Centrale, trasportando panele che servivano come materia prima nei processi produttivi di alcool e liquori. In questa piazza, inoltre, venivano montati circhi,  si organizzavano feste di capodanno con corride di tori; si giocavano partite di calcio i fine settimana e, una volta aperto l’Edificio Metallico, esso veniva utilizzato dagli studenti per praticare attività fisica. Nel 1917, divenne Parco della Concordia e nel 1920 fu ribattezzato come Parco Spagna. Durante gli anni 40 Mario González Feo, Amministratore della Fabbrica dei Liquori, decise di apportare dei cambiamenti a questo parco, come la costruzione di un baracchino per il guardiano decorato con mosaici e coperto di tegole o l’aggiunta di piante e panchine. L’ ultima ristrutturazione risale al 1994, anno in cui venne eretto il monumento alla Regina Isabella Cattolica. Nel parco sono presenti i seguenti monumenti:

25- Monumento al Presbitero Cecilio Umaña (1794-1871)

Questo sacerdote, il 6 novembre del 1824, prestò giuramento ai deputati del primo Congresso Costituente dello Stato Libero del Costa Rica e lavorò come Cappellano dell’Esercito del Costa Rica, durante la Campagna Nazionale del 1856-1857. Quando morì, donò la sua fortuna ad associazioni benefiche, tra cui l’Ospedale San Juan de Dios, e donò inoltre per la costruzione dei bagni pubblici situati nel quartiere di Barrio Amón. Nel 1918 fu inaugurato il suo busto in bronzo, opera dello scultore Juan Ramón Bonilla.

26- Monumento a Rafael Barroeta Baca (1813-1880)

Nato a Cartago, figlio di Rafael Barroeta (membro della Prima Giunta Superiore Governativa del 1822). Barroeta Baca ricoprì diversi incarichi pubblici: Consigliere di Stato nel 1870, Ministro durante il regime di Tomás Guardia e Presidente pro tempore della Repubblica nel 1874. E’ stato considerato un benefattore sociale. La scultura in bronzo, inaugurata nel 1918, è una replica di quella che esiste nel Cimitero Generale. L’opera è dell’artista Juan Ramón Bonilla.

27- Monumento a Andrew Carnagie (1835-1919)

Filantropo e industriale nordamericano che diede la sua immensa fortuna per istituire associazioni caritatevoli che promuovessero la ricerca scientifica. Decise di finanziare la costruzione dell’edificio della Corte di Giustizia Centroamericana a Cartago (distrutta dal terremoto del 1910). Diede il suo contributo affinché venisse ricostruita la nuova Corte; tuttavia, essa fu spostata nella città di San José (oggi giorno la Casa Gialla /Casa Amarilla). Il busto in bronzo, del 1918, è opera di Juan Ramón Bonilla.

28- Monumento a Tomás Soley Güel (1875-1943)

Condirettore del giornale El Imparcial, deputato al Congresso dal 1920 a 1922 e Segretario di Stato del Ministero delle Finanze e Commercio dal 1923 al 1928. Fu uno dei creatori dell’Istituto Nazionale delle Assicurazioni. Nel 1974, pe il cinquantesimo anno del monopolio delle assicurazioni, fu posta una sua sfinge fatta in bronzo, opera dello scultore Olger Villegas Cruz.

29- Monumento a Juan Vázquez de Coronado (1523-1565)

Conquistatore spagnolo, sindaco Maggiore dell’Honduras e di San Salvador e fondatore della città di Cartago. Attraversò il nostro territorio riuscì a pacificare molte tribù indigene. Fu nominato Governatore e Giudice Supremo del Costa Rica dal re Filippo II. In un viaggio di ritorno dalla Spagna morì affogato in un naufragio. La statua in bronzo di tre metri di altezza fu scolpita dallo spagnolo José Antonio Márquez e fu donata dall’Istituto di Cultura Ispanica di Madrid, il 12 ottobre del 1977.

30- Monumento a Isabella La Cattolica (1451-1504)

Isabella La Cattolica fu Regina di Castiglia. Grazie al suo matrimonio con Fernando di Aragona venne sancita l’unione tra i due principali regni di Spagna e ordinata l’espulsione dei mori dalla Penisola Iberica. Lottò per l’unità politica, giuridica, territoriale, religiosa e linguistica della Spagna. A partire dal 1492, il suo appoggio fu determinante per la scoperta dell’America, impresa iniziata da Cristoforo Colombo. Il busto in bronzo, fuso a Madrid da I. A. Gonzales, fu scolpito da José Plañez.

31- Escuelas Graduadas (Scuole di specializzazione) (Edificio Metallico)

Situato in Avenida 5, Calle 9.

Nel 1890, la breve amministrazione di Carlos Duran Cartin stipulò un contratto con la società di forgiatura di Aiseau del Belgio per costruire un edificio in metallo il cui disegno di tendenza neoclassica fu realizzato dall’architetto Charles Thirion. Lo scopo era quello di ospitare le scuole affinché i bambini di San José si potessero diplomare. Verso la fine del 1892, approdò in Costa Rica l’imbarcazione con le parti dell’immobile che sarebbe stato inaugurato nel 1896. Nel 1917, la sezione femminile della scuola prese il nome di Julia Lang e la parte maschile fu nominata Buenaventura Corrales. La supervisione della costruzione dell’edificio fu a carico dell’ingegnere Henry Invemisio. Questa scuola è un esempio di architettura in metallo che si diffuse a partire dall’Esposizione Internazionale di Parigi del 1889, dove fu inaugurata la famosa Torre Eiffel, disegnata dall’ingegnere Gustavo Eiffel.

32- Parco Morazán

Situato in Avenida 3, Calle 5 e 9.

Parte della zona di quello che oggi è il Parco Morazán, era all’epoca una laguna dalla quale si estraeva fango, usato per fabbricare mattoni in argilla. Nel 1878 si iniziò il processo di essiccazione, per consolidarlo come spazio aperto, sotto il nome di Piazza della Laguna. Il 15 settembre del 1887, si decise, con un Decreto, di costruire un parco e battezzarlo con il nome del Generale Francisco Morazán. Colui che si incaricò di questo progetto fu l’ingegnere Juan de Yongh e il parco fu inaugurato nel 1890. Con il passare del tempo subì molte trasformazioni, tra cui la realizzazione di un piccolo parco giapponese durante gli anni 50. La ristrutturazione attuale fu realizzata nel 1991 con l’intento di ricreare l’ambientazione degli inizi del XX secolo. Nel Parco Morazán si trovano le seguenti sculture:

33- Monumento al Maestro Marcelino García Flamenco (1888-1919)

Nacque a San Esteban, Dipartimento di San Vicente, El Salvador. Nel 1915, si trasferì in Costa Rica, paese nel quale si fece conoscere per il suo lavoro come docente. Dinanzi agli abusi della dittatura di Federico Tinoco prese le armi e combattè al lato dei rivoluzionari. Fu imprigionato e fucilato il 19 luglio del 1919, vicino a La Cruz, Guanacaste. In sua memoria, nel 1926 lo scultore Juan Ramón Bonilla realizzò una acquasantiera in pietra battezzata come “Fonte del Camminante” che possiede sulla parte superiore un mezzo rilievo in bronzo.

34- Monumento a Simón Bolívar (1783-1830)

Generale, statista venezuelano, proclamato liberatore “Libertador” ed eroe sudamericano. Nel 1813 iniziò la Rivoluzione Indipendentista, che si è caratterizzata per essere stata lunga e sanguinaria. Consolidata l’emancipazione della Grande Colombia (Venezuela, Colombia ed Ecuador), diresse l’insurrezione in Perù. Eccellente oratore e scrittore, lottò per l’unità latinoamericana. Alla sua magnifica penna dobbiamo la Carta di Giamaica, nella quale plasmò il suo ideale politico. Uno dei suoi principali scritti fu il saggio “Mi Delirio sobre el Chimborazo”. La scultura in bronzo fu inaugurata nel 1921 e si attribuisce all’artista Tennerani . Altre repliche di questo monumento si trovano a Caracas, Venezuela; Bogotà, Colombia e Amburgo, in Germania.

35- Monumento a Bernardo O’Híggins (1776-1842)

Generale e statista cileno, lottò contro le truppe realiste spagnole e, dopo la sconfitta di Rancagua, andò  in Argentina dove collaborò con il Generale San Martín per organizzare l’esercito liberatore. Con la vittoria militare di Maipù si rafforzò l’indipendenza del Cile. Il busto in bronzo, inaugurato nel 1983 è opera dello scultore Luis Umaña Ruiz.

36- Monumento a Mauro Fernández Acuña (1843-1905)

Intellettuale e politico costaricense, si laureò in giurisprudenza nel 1869. Fu co-giudice fiscale della Corte Suprema di Giustizia e docente di Diritto all’Università di Santo Tomás. Svolse anche l’incarico di Segretario di Stato presso il Ministero delle Finanze e Commercio e presso il Ministero dell’Istruzione Pubblica, durante il govero di Bernardo Soto. Attuò un’importante riforma scolastica (la Riforma Educativa nel 1884), la quale implicò un cambiamento profondo nelle scuole elementari e nei licei. Il busto in bronzo è opera dello scultore Juan Portuguez Fucigna. Venne fuso nelle Officine della Ferrovia al Pacifico e inaugurato il 19 dicembre del 1943.

37- Monumento a Julio Acosta García (1872-1954)

Svolse diversi carichi pubblici e successivamente diresse il movimiento rivoluzionario chiamato Sapoá (1919), contro la dittatura dei fratelli Tinoco. Durante il suo mandato come Presidente del Costa Rica (1920-1924) venne istituito l’Ufficio di Controllo, oggi Corte dei Conti Generale della Repubblica e lottò nel conflitto al confine con il Panama, il quale causò la Guerra di Coto. Fu dichiarato Benemerito della Patria. La scultura in bronzo, inaugurata nel 1963, è dell’artista italiano Leoni Tommasi.

 

38- Monumento a Francisco Morazán (1792-1842)

Patriota e statista, nato in Honduras, è la figura più di spicco dell’ideale federalista centroamericano della prima metà del XIX secolo. Lottò per l’unione dei paesi che formano l’antica Federazione Centroamericana, dovendo affrontare la persecuzione e le ambizioni dei caudillos (capi) locali. Nel 1842 arrivò in Costa Rica e sostenne la caduta di Braulio Carrillo, ma il suo governo riuscì a consolidarsi e dopo poco tempo, il 15 settembre del 1842, fu imprigionato e fucilato nel Parco Centrale di San José. Nel 1887 il governo ha deciso di creare il Parco Morazán, nelle vicinanze della Fabbrica dei Liquori, e nel 1993 venne posta un’effigie sua in bronzo, scolpita da Fernando Calvo.

39- Monumento a Domingo Faustino Sarmiento (1811-1888)

Politico, scrittore e pedagogo argentino: lavorò come giornalista per un breve periodo per il giornale El Mercurio di Cile. Nel 1868 sostituì Bartolomé Mitre alla Presidenza della Repubblica d’Argentina. Tra i suoi scritti ci sono: Viaggi, Ricordi di Provincia, In mia Difesa, Campagna nell’Esercito Grande, Conflitto e Armonia delle Razze in America. Il busto in bronzo è opera dello scultore argentino Luigi Perlotti ed è stato collocato nel parco durante gli anni 50.

40- Tempio della Musica

Nel 1920 la Commissione dei Festeggiamenti di fine anno decise di costruire un chiosco in cemento armato nel Parco Morazán. Il disegno fu incaricato all’architetto José Francisco (Cisco) Salazar e gli vennero date tre settimane di tempo per la sua costruzione, ragion per cui le giornate lavorative erano di 18 ore. Lo stile del chiosco è ispirato al Tempio di Amore e della Musica di Versailles, in Francia (da lì il suo nome). Fu inaugurato il 25 dicembre di quell’anno, in occasione delle feste civiche di San José. Questo monumento patrimoniale è considerato, data la sua alta qualità acustica, il luogo per eccellenza dove realizzare concerti.

41- Residenza Las Acacias (Le Robinie)

Situata in Avenida 3, Calle 9.

Questa residenza fu costruita nel primo decennio del XX secolo ed è d’influenza vittoriana. I materiali usati per la sua costruzione furono pietra, mattoni e legno sottile. Presenta tre soffitti e una mansarda, coronata con una merlatura metallica e altri elementi ornamentali. Sulla facciata principale risalta un bel vetro colorato collocato su un finestrone ampio, stile “bay window”, simile a quelli usati a San Francisco, in California. La residenza appartiene a Salvador Gurdián Morales.

42- Antica Residenza di Cecil Vernor Lindo (Bar Key Largo)

Situata in Avenida 3, Calle 7.

Questa residenza fu costruita alla fine del XIX secolo dalla famiglia Herran, suoceri dell’ex presidente Cleto González Viquez. Negli anni 20 fu acquistata dal ricco commerciante Cecil Vernor Lindo, il quale fu anche un alto funzionario della United Fruit Company. Anni dopo, fu la sede del Conservatorio di Musica dell’Università di Costa Rica. A metà degli anni 70 venne aperto il bar Key Largo. L’immobile è di stile vittoriano. Il pian terreno è realizzato in mattoni mentre il primo piano è fatto di canne e fango in stile francese (tela metallica ricoperta di cemento). Appartiene a Maximiliano Gurdián.

 

43- Edificio della Famiglia Anderson

Situato in Calle 5, Avenida Centrale e 1.

Construito agli inizi del XX secolo, in mattone, zoccolo di pietra e pareti interne di canna e fango, stile francese (tela metallica ricoperta in cemento), oggi si conserva esclusivamente la facciata e vi è situato il Ristorante Rosti Pollos.

E’ un edificio d’influenza neoclassica, di due piani, caratteristico degli immobili commerciali dell’epoca. Appartiene alla Famiglia Anderson Saenz. Il suo valore patrimoniale è integrato dal sostegno che fornisce al Teatro Variedades.

44- Edificio Maroy S.A.

Situato in Avenida 1 e Calle 5.

L’edificio di tre piani fu costruito nel 1923 in cemento armato, e fu realizzato dall’architetto Gerardo Rovira. L’edificio era div proprietà dell’avvocato ed imprenditore Manuel Francisco Jiménez Ortiz. Col passare del tempo venne adibito anche a fini commerciali. Negli anni 40 fu affittato dalla Compagnia della Ferrovia del Costa Rica. Rappresenta pienamente la corrente neoclassica e, tra gli elementi di spicco risaltano: una cupola come coronamento del vestibolo, balconi con lavori in fucina, colonne doppie con motivi floreali e delle mansarde sul tetto.

45- Antica Residenza della Famiglia Jiménez de la Guardia

Situata in Calle 5, Avenidas 1 e 3.

Questa signorile residenza fu costruita con il sistema misto agli inizi del XX secolo. La si può inquadrare all’interno del movimento modernista dell’Art Nouveau, secondo il disegno dell’architetto Francisco Tenca. Sulla facciata principale è possibile notare diversi motivi ornamentali propri di questo stile, tra essi: un mezzorilievo che ricrea Adamo ed Eva nel Paradiso; volti femminili, mensole e cornici decorate con elementi vegetali stilizzati.

46- Casa dell’Alleanza Francese

Situata in Avenida 5, Calle 7.

Nel 1893, Amán Fasileau Duplantier vendette a Manuel Sandoval Jiménez, commerciante di Alajuela, il terreno per la costruzione della casa. Due anni dopo, Sandoval, realizzò la sua residenza su due piani, in mattoni, legno sottile e struttura metallica importata dal Belgio. Questa è una delle prime case costruite a Barrio Amón. Nel 1965 diventò la sede dell’Alleanza Franco Costaricense.

47- Antica Residenza di Ofelia María Coto Cubero.

Situata in Avenida 9, Calle 5.

Questa casa fu costruita nel 1924 da Aniceto Esquivel Carranza, il quale utilizzò tavolette di legno podocarpus. Date le sue caratteristiche costruttive, la sua tipologia e il suo volume spicca tra le grandi residenze della zona. Possiede uno zoccolo fatto in mattoni, una distribuzione simmetrica e grandi finestroni a ghigliottina con disegni a rombi come ornamento.

48- Antica Residenza Mariano Álvarez Melgar

Situata in Avenida 9, Calle 3 bis. Fu la casa del Dottor Mariano Álvarez Melgar e fu costruita nel 1910, in mattoni. Alvarez Melgar fu Console della Spagna in Costa Rica. L’edificio presenta sulla sua facciata degli ornamenti di stile mudéjar (arabi), con ricche decorazioni sui supporti e sulle cornici delle porte e finestre. L’entrata principale ha un corridoio con archi in ferro di cavallo, sostenuti da colonnelle a coppia e rifinite con piccole piastrelle.

49- Antica Residenza di Alejo Aguilar

Situata in Avenida 9, Calle 3.

Questa monumentale residenza fu costruita durante gli anni 20 come casa di Alejo Aguilar. Nel suo eccleticismo architettonico si combinano gli elementi neocoloniali del torrione, archi di mezzo punto e tegole, con finestre classiche, mensole lavorate con legni pregiati, balaustre e bugnati ai vertici delle sue facciate.

50- Antica Residenza di Joaquín Tinoco Granados

Situato in Avenida 9, Calle 3.

La residenza fu costruita alla fine del XIX secolo, in mattoni. Fu abitata dal Generale Joaquin Tinoco, fratello del dittatore Federico Tinoco, fino alla sua morte. La costruzione è d’influenza vittoriana e presenta una facciata simmetrica, corridoi con balaustre di legno, un finestrone di tipo “Bay Windows” californiano e un giardino frontale. Sul tetto risalta il frontespizio riccamente lavorato in legno intagliato e con dettagli in filigrana. Inoltre, Joaquin Tinoco, in quanto membro di un governo di fatto, ebbe molti nemici.

51- Uffici di FODESAF - (Fondo di Sviluppo e Assegni Familiari)

Situato in Avenida 11, Calle 3.

L’edificio fu costruito nel 1910, in mattoni, come residenza di Cipriano Herrero del Peral, commerciante e propietario del Negozio “La Fama”. Fu disegnata dall’architetto Jaime Carranza Aguilar, il quale seguì l’influenza neoclassica. È strutturato su due piani, con ampi corridoi provvisti di balaustre e colonne doppie. Col passare del tempo, la casa finì nelle mani delle famiglie Rohrmoser e Lahmann e assunse una funzione commerciale, prima come ristorante e Club Le Chambort e in seguito Hotel Britannia. Attualmente ci sono gli uffici di FODESAF.

52- Antica Residenza di Luis Ollé

Situata in Avenida 11, Calle 3.

La casa fu costruita nel 1923 da un ricco commerciante Luis Ollé, fondatore del magazzino con lo stesso nome. Ha un’ambientazione neoclassica e la sua distribuzione è simmetrica. Tra gli elementi architettonici troviamo: bugnato sulle facciate, portico d’ingresso affiancato da colonne doriche, scale doppie per l’ingresso principale provviste di balaustra e un giardino.

53- Castello del Moro

Situato in Avenida 13, Calle 3.

Questa costruzione è la più enigmatica e l’unica che presenta questo stile originale a Barrio Amón. Fu costruito verso la metà degli anni 20 come residenza del commerciante spagnolo Anastasio Herrero del Peral. Il disegno è una concezione architettonica mora dell’architetto Gerardo Rovira. Presenta una grande ricchezza di dettagli costruttivi ed ornamentali, tra i quali risaltano: il torrione e la cupola ricoperta di lamelle in lega di rame, varie terrazze merlate su più piani, finestre tipo ogivale con vetri colorati, un cortile interno con fontana, muri esterni e una grande varietà di elementi decorativi con rivestimenti in ferzi anche sulle pareti e soffitti interni. Nella seconda metà del secolo XX è stata acquistata dall’archivescovo Carlos Humberto Rodríguez Quirós, che l’ha abitata per molti anni. Attualmente funziona come ristorante.

54- Museo dei Bambini

Ubicato in calle 4, Ave 9.

Centro Costaricense di Scienze e Cultura: “Fondazione aiutateci per aiutare”. Il visitatore si imbatte in un impressionante edificio di architettura risalente agli inizi del XX secolo, il quale in passato era il Carcere Centrale. Fu inaugurato nel 1994 ed è comunemente noto come il Museo dei Bambini. E’ il primo museo interattivo del Centroamerica e le esposizioni presenti al suo interno sono relative alla scienza, alla storia, alla tecnologia e alle arti. Infine, oltre alla grande varietà di attività proposte dall’Auditorio Nazionale, è possibile visitare la Galleria Nazionale dell’Arte, a fianco del Museo, e il Complesso Giovanile della Conoscenza.

Orario: Dal martedì al venerdì dalle 8:00 alle16:30
Il sabato e la domenica dalle 9:30 alle 17:00
Tel: (506) 2258-4929. Web: www.museocr.com

Negli anni 40, dopo che le antiche piantagioni di caffè diventarono zone residenziali e dopo che venne inaugurato l’Aeroporto Internazionale di La Sabana, ebbe inizio l’urbanizzazione della zona di Paseo Colón. La principale causa che portò all’eliminazione delle piantagioni di caffè e la conseguente espansione urbana fu la crisi del prezzo internazionale del caffè a seguito della seconda Guerra Mondiale, il che causò la chiusura del nostro mercato tradizionale in Germania. La situazione portò i proprietari di queste piantagioni a sradicarle dalla zona ovest della città, dissodarono i terreni, li lottizzarono e approfittarono inoltre dei prezzi redditizi di quelli in prossimità dell’aeroporto. Nacquero così gli eleganti quartieri delimitati ad ovest dalla calle 42, a sud dall’avenida 10, ad est dalla calle 20 e a nord dall’avenida 3.

Il Paseo Colón, durante gli anni 50, presentava una strada asfaltata e illuminata dai lampioni, senza le rotaie del tram. Secondo le ricerche condotte da Jacobo Schifter e Lowell Gudmundson, tra il 1951 al 1955 nella zona di Paseo Colón (soprattutto quella dei Quartieri Pitahaya e San Bosco) si trasferì una grande quantità di famiglie di origine ebrea; pertanto, furono costruiti il centro Israeliano e la Sinagoga. Questa migrazione si verificò dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando gli ebrei decisero di partire dall’Europa in cerca di paesi più pacifici.

Nella zona sud del Paseo Colón si stabilì un gruppo rispettabile di cittadini di origine libanese che per molti anni convissero con gli ebrei e i costaricani. L’architettura presente nella zona del Paseo Colón rispecchia i ceti medi e alti della società, infatti la zona è sorta con il chiaro intento di essere un centro abitato; tuttavia, attualmente, l’espansione dell’area ha portato ad acaparrarsi una buona parte della zona dove oggi si verifica un processo di demolizione indiscriminata.

1- Antico Istituto Nazionale delle Assicurazioni

Situato in Avenida O e 2 Calle 10.

Nel 1924, durante il governo di Ricardo Jiménez Oreamuno (1924-1928) fu fondato l’Istituto Nazionale delle Assicurazioni. Nel 1932 venne costruito, a lato della Chiesa della Merced, un edificio per la Caserma dei Pompieri di San José. Va ricordato che, da allora, il Corpo dei Pompieri di Costa Rica è iscritto all’Istituto Nazionale delle Assicurazioni. L’edificio di quattro piani fu costruito in cemento armato sotto l’influsso dello stile Art Decò e con un disegno dell’architetto Fernando Gabriele. Nel 1943 nel lato Nord della caserma fu alzato un nuovo edificio per gli uffici dell’ente assicuratore, in cemento armato e con lo stile dell’Art Decò. Il disegno è dell’architetto Jose Maria Barrantes Monge. In entrambi gli edifici si nota un marcato uso simmetrico sulle facciate, invece nella sua composizione volumetrica si enfatizza la linea verticale. È possibile osservare anche degli angoli arrotondati da volumi semicilindrici. Nel 1976 l’istituzione assicuratrice trasferì i suoi uffici nel Distretto del Carmen e cambiò la sua antica sede nella Succursale Merced. E’ stato dichiarato patrimonio storico architettonico il 30 novembre del 2004.

2- Chiesa La Merced

Situata in Avenida 2 e 4, Calles 10 e 12.

Nel 1815 il prete Encarnación Fernández ottenne il permesso per innalzare una cappella di adobe (mattoni in argilla) nel luogo in cui oggi si trova la Banca Centrale. Nel 1822 un movimento sismico la danneggiò e il terremoto del 1841 portò alla sua demolizione. Nel 1848 fu ricostruita in mattoni ma, a causa di un ulteriore terremoto, avvenuto nel 1888, la chiesa crollò. A seguito delle trattative con il governo, la nuova chiesa fu costruita di fronte alla piazza dell’ospedale (Oggi Parco Braulio Carrillo). La costruzione iniziò nel 1894, quando c’era il prete Santiago Zúñiga. Il disegno, con influenza neogotica, venne realizzato dall’ingegner Lesmes Jiménez Bonnefil e dell’architetto Jaime Carranza Aguilar. Nel 1907 fu ultimata la costruzione fatta in armatura metallica di acciaio, con pareti in mattone e zoccolo di pietra squadrata. Possiede un’unica torre con finestre ogivali, rosoni, contrafforti e tre navi. Nel 1920 l’italiano Adriano Ariè dipinse le colonne interne. La nave centrale è alta quindici metri, la base delle pareti interne possiede un rivestimento in marmo, i pavimenti sono dei mosaici della fabbrica della Signora Adela Jiménez. Spiccano, inoltre, al suo interno, il Cristo Agonizzante curato da Manuel Zúñiga e le vetrate colorate. È possibile accedere dall’esterno attraverso una scalinata affiancata da una balaustra, entrambe costruite in mola. Il 12 settembre del 1969 fu consacrata dall’arcivescovo Carlos Humberto Rodriguez Quirós e nel 2002 iniziò un lungo processo di restaurazione. Nel 2010 venne posta nei suoi giardini una scultura di 3.5 metri d’altezza in agglomerato di pietra, dedicata a Cristo del Cammino e realizzata dall’artista di origine argentina Josefina Genovese. L’11 giugno del 1996 fu dichiarata patrimonio storico e architettonico.

Tel. 2248-0065 www.tesorosdelamerced.com

3- Parco Braulio Carrillo

Situato in Avenidas 2 e 4 Calles 12 e 14.

Nella prima metà del XIX secolo, nel luogo in cui oggi si trova la chiesa della Merced vi era una piazza in cui la gente si recava per riposare, nel lato ovest (dove oggi si trova il Parco Braulio Carrillo) c’era un enorme casolare, costruito nel 1820 in adobe (mattoni in argilla) e bahareque (sistema di costruzione che prevede l’uso di canne e fango). Era noto come il Mesón de Mora (il casolare di Mora) e ci abitavano famiglie molto povere. Nel 1851 rappresentava il punto limite in cui iniziava la zona ovest della città. Questa zona però, alla fine del XIX secolo, era ritenuta piuttosto pericolosa a causa della delinquenza e il casolare diventò un tugurio. Per tale motivo, nel 1902, il Segretario del Ministero delle Finanze Cleto González Víquez ne dispose la sua demolizione con lo scopo di costruirci una piazza pubblica e pertanto migliorare l’angolo di visione della Chiesa della Merced, la quale in quel momento si trovava in costruzione, insieme all’Ospedale San Juan de Dios. Il Congresso della Repubblica decise di trasformarla in un parco e battezzarlo con il nome di Braulio Carrillo. Nel 1908, il nuovo parco era un parco alberato con un muro fatto in mattoni alto 1,5 m.

4- Statua del Dottor Braulio Carrillo Colina (1800-1845)

Situato in Avenida 2, Calle 12 e 14.

Braulio Carrillo (1800-1845) nacque a San Rafael de Oreamuno di Cartago. Studiò presso l’Università di León e si laureò in giurisprudenza. Nel nostro paese fu Presidente della Corte di Giustizia e deputato al Congresso Federale Centroamericano. Fu Capo del Costa Rica dal 1835 al 1837 e dal 1838 al 1842. Tra i suoi più grandi meriti spiccano in particolar modo: l’aver promosso la coltivazione di caffè, l’abolizione della Legge dell’Ambulanza e l’aver fatto in modo che la capitale venisse stabilita definitivamente a San José (1835). Promosse anche la costruzione di strade e ponti e insistì affinché si pavimentassero le principali strade di San José. Il 15 novembre del 1838 separò definitivamente il Costa Rica dalla Federazione Centroamericana e nel 1841 promulgò il codice Civile,  quello Penale e delle Procedure. Nel 1841 è stato sconfitto da Francisco Morazán e obbligato ad esiliarsi nel Salvador, dov’è stato assassinato nel 1845. E’ stato considerato come l’Architetto dello Stato Costaricense”. Nel 1971 gli è stato rilasciato il titolo di Benemerito della Patria. Una statua in bronzo di 1.60 metri d’altezza, è stata elaborata da AbilioValverde e inaugurata agli inizi del decennio del 1990 nel Parco Braulio Carrillo, situato di fronte alla Chiesa della Merced.

5- Ospedale San Juan de Dios

Situato in Avenida O Calle 14.

Nel 1845 fu emessa una legge che stabiliva l’urgenza di creare una casa per la cura dei malati, soprattutto dei ceti più popolari. Il primo edificio fu inaugurato nel 1852; tuttavia, la costruzione dei padiglioni continuò fino al 1855. I materiali impiegati furono basicamente l’adobe (mattoni in argilla), la canna e il fango; ciò fa supporre uno stile architettonico coloniale con cortili interni. Per più di un secolo la gestione del nosocomio fu a carico dell’ordine religioso delle Sorelle della Carità, il quale ha anche amministrò diversi ospedali di uguale denominazione in altri paesi dell’America Latina. Nel 1895 iniziò un processo di ampliamento e costruzione di nuovi padiglioni con alcuni elementi in stile neogotico: gli ornamenti della facciata, finestroni ogivali e piccoli rosoni che coronavano i finestroni del secondo piano. All’epoca l’ospedale era un esteso edificio in mattoni, a due piani e a forma di “elle”. Durante gli anni 20 l’edificio e le sue facciate subirono un totale cambiamento, e il sobrio disegno che presentavano lo conservano ancora oggi. Attualmente il complesso ospedaliero è il risultato di una serie di cambiamenti verificatisi nel tempo ed è possibile distinguere alcuni elementi del neoclassico e dell’Art Decò, realizzati da professionisti famosi dell’architettura come León Tessier, Augusto Fla-Chebba e José María Barrantes Monge. Nel 1934 fu costruita in Art Decò la Pensione Echandi per le visite esterne, disegnata dall’architetto José Francisco Salazar. Fu dichiarato patrimonio storico architettonico il 25 ottobre del 1994.

6- Antica Cappella Chapuí

Situata in Avenida 0, Calles 16 e 20.

Nel 1883 fu costruito un edificio per curare gli ammalati mentali, conosciuto come L’ospedale Nazionale dei Matti o Asilo Chapuí. Tra il 1886 e il 1890 furono costruiti i padiglioni e la cappella. I padiglioni, d’influenza neoclassica, furono disegnati dall’ingegner Jaime Carranza, invece la cappella, d’influenza neogotica, fu progettata  dall’ingegner Bertoglio e il Signor Manuel Quirós. L’ospedale disponeva di ampi giardini e fu inaugurato dal Presidente Carlos Durán Cartin (1889-1890).

7- Casa Famiglia Pozuelo Azuola

Situata in Avenida 0, Calle 20 e 22.

La casa fu costruita nel 1941, in cemento armato e mattoni, dalla famiglia di Alejandro Pozuelo Apestegui e Flora Azuola Salazar. Fu disegnata in stile neocoloniale dall’architetto José Maria Barrantes Monge. Tra il 1930 e il 1940, questo tipo di residenza, dati il materiale e lo stile architettonico, fu molto apprezzato dall’alta società che si stabilì nel Paseo Colón. La casa possiede pareti bianche, tetto in tegole, veranda con arcata, dettagli in legno e ampi giardini. Il pavimento con decorazioni geometriche è della fabbrica della signora Adela di Jiménez. Possiede un cortile centrale con mosaici di Talavera, importati dal Messico. La casa appartiene attualmente ai fratelli José Miguel Fernando Alejandro Pozuelo Azuola. Durante gli anni 70 subì alcune modifiche, la facciata fu allargata verso le fiancate, venne costruito un bagno al secondo piano e furono poste delle grate di sicurezza sui muri del giardino esterno.

8- Casa Famiglia Pozuelo Pages

Situata in Avenida 0, Calle 22.

La residenza fu costruita nel 1946 dalla famiglia di José Pozuelo Apestegui e Flora Pagés Estrada. Il padre di José Pozuelo era Felipe Pozuelo Rivera, un emigrante spagnolo che aprì nel nostro paese la Fabbrica di Biscotti Pozuelo. Fu disegnata dall’architetto Daniel Domínguez e venne costruita in mattoni. La casa possiede ampi giardini esterni dove è presente un enorme albero di Taxodium mucronatum cipresso messicano (famiglia dei salici),  importato dal Guatemala e piantato al momento della costruzione. Fino al 1989 fu abitata da Elena Pozuel Pagés e da allora smise di essere la residenza familiare in quanto fu messa in affitto a fini commerciali. Per un periodo fu la sede dell’ambasciata della Repubblica del Brasile e successivamente fu sede del Partito Unità Sociale Cristiana e dell’Accademia Europea di Lingue.


9- Scuola Juan Rafael Mora Porras

Situata in Avenida 1 e 3, Calles 22 e 24.

Nel 1914 iniziarono i lavori della Scuola Juan Rafael Mora  presso la Caserma Principale (spazio che occupa attualmente il Teatro Melico Salazar). Nel 1924 un forte sisma danneggiò la struttura irreparabilmente, pertanto, nel 1928, fu costruito un nuovo edificio per ospitare il centro educativo, trasferendolo così a Paseo Colón, in uno spazio che apparteneva alla Giunta dell’Educazione della città di San José. Nel 1934 fu inaugurato durante l’amministrazione di Ricardo Jiménez Oreamuno (1932-1936), basato sul disegno dell’architetto José Maria Barrantes e sotto la supervisione dell’ingegner Lucas Fernandez. La costruzione fu a carico dell’impresa di Enrique Cappella. L’immobile in cemento armato è di stile neoclassico, ha ornamenti eclettici, diciotto aule e due cortili Centrali. Nel momento in cui aprì le sue porte, era circondato da recinti di animali che arrivavano fino alle vicinanze del quartiere chiamato Barrio Mexico. La Scuola nel 1950 era divisa in due, la parte femminle chiamata Repubblica del Brasile e Juan Rafael Mora, quella maschile. Nel 1975 si unirono mantenendo il nome della parte maschile.

10- Culinary Trainer School

Situato in Avenida 2, Calle 26 e 28.

Casa costruita nel 1941, disegnata in stile neocoloniale dall’architetto José Maria Barrantes Monge, per essere utilizzata dalla famiglia di Manuel Emilio Clare. Questo stile, all’epoca, era molto diffuso nei quartieri dell’alta società della capitale, cioè a Paseo Colón, Escalante e González Lahman. Nel 1951 fu acquistata dalla famiglia di Hortensia Sotillo Jiménez e Oscar Herrera Mata il quale, a seguito alla morte della moglie, si sposò nuovamente con Hermelinda Rojas Gamboa. La casa è in mattoni e possiede legni di Platymiscium dimorphandrum in una sala da pranzo e in due stanze. Nel 1965 l’immobile subì alcune modifiche e fu ampliato il secondo piano. Nel 2010 fu acquistata da Carolina Coronado per aprire una scuola di cucina.

11- Ostello Aldea

Situato in Avenida 2, Calle 28.

Nel 1938 la famiglia di Humberto Barahona Briones e Lia Strever Muñoz fece costruire un edificio interamente in legno, di influenza vittoriana, dall’imprenditore Nicolás Montero. Nel 1939 durante il governo di Leon Cortés (1936-1940), Humberto Barahona, di origine nicaraguense, fu espulso dal paese per essersi opposto alla visita del dittatore Anastasio Somoza Garcia. La sua famiglia rimase nel paese e, per motivi economici, persero la casa e furono costretti a emigrare in Messico. Nel 1946 l’edificio fu acquistato dalla famiglia di Julio Cesar Ovares e Maria Salazar Alvarado. A quell’epoca, Julio Cesar Ovares era un medico dell’Ospedale San Juan de Dios e, per tale motivo, fece adibire ad ambulatorio medico una parte della casa. Quest’ultima fu ereditata dalla figlia Marta Ovares Salazar e da suo marito Fernando Guzman Mata (vicepresidente della Repubblica durante il periodo 1974-1978). Inoltre, fu utilizzata per fini commerciali; ci furono gli uffici del movimento Cooperativo e per quasi vent’anni l’Ostello Petit Victoria. Attualmente funziona come ostello.

12- Casa Famiglia Jiménez Montealegre

Situata in Avenida 0, Calle 28.

La casa fu costruita tra il 1952 e il 1953 dalla famiglia di  Adolfo Jiménez de la Guardia e Luz Montealegre Gutierrez. Fu progettata in cemento armato dall’ingegner Federico Jiménez Montealegre e nel 1994 venne ereditata da Ileana Jiménez Montealegre. Nel 2006 la casa fu affittata agli uffici dell’UNESCO nel nostro paese. La residenza fu costruita con dei materiali di ottima qualità dove spiccano le rifiniture dei legni, sui soffitti è possibile osservare le travi in legno e le rifiniture artisticamente policromate; le porte d’entrata sono doppie, in granito e intagliate a mano. Sulle scalinate e all’ingresso, inoltre, risaltano i lavori di Louis Ferón in ferro forgiato. Ferón fu un abile orefice francese che arrivò in Costa Rica verso la metà degli anni 30. Nel 1939 gli venne assegnato l’incarico di disegnare e di eseguire il murale in stucco e gesso che copre le pareti del Salone Dorato dell’antico Aeroporto Internazionale di La Sabana, oggi Museo d’Arte Costaricana.

13- Casa Valori Commerciali S.A.

Situata in Avenida 0, Calle 26.

Agli inizi del XX secolo David Stewart, nativo della Nuova Zelanda, conosciuto come George Wilson, approdò in Costa Rica. Nel nostro paese si sposò con Orfilia Bonilla, originaria di Alajuela. La famiglia costruì la casa in legno durante gli anni 20, nel periodo in cui la Strada della Sabana (poi Paseo Colón) cominciava a popolarsi di lussuose residenze. Successivamente, la casa passò nelle mani di suo figlio Donaldo Stewart Bonilla e di sua moglie Rosa Clachar. Patricia Stewart Clachar fu proprietaria della casa che, dopo essere stata messa in vendita, venne adibita ad uso commerciale. Fu, inoltre, sede della banca cooperativa e di VALCO.

14- Hotel Rosa del Paseo

Situata In Avenida 0, Calle 28 e 30.

Nel 1910 fu costruita la residenza con muri in canna e fango francese, dallo stile vittoriano e sulla base del disegno dell’architetto Luis Llach Llagostera, di origine catalana (Spagna). La casa che apparteneva a Cecilia Montealegre rappresenta lo stile architettura prediletto dall’alta società che si trasferì presso Paseo Colón durante la prima metà del XX secolo. I telai  delle porte e le finestre che danno sul corridoio esterno possiedono ricche decorazioni in pieno stile Art Nouveau. I finestroni sono di tipo Bay Window californiano. Nel 1992 la casa fu acquistata dalla famiglia di Fernando del Risco Zaldívar e Pala Gallegos, entrambi di origine peruviana. Nel 1993 l’immobile fu ampliato e ristrutturato con l’intento di farlo diventare il nuovo Hotel Rosa del Paseo.

15- Cacique Garabito (Capo Garabito)

Situato in Avenida 4 calle 36.

Nel 1524 gli spagnoli fondarono la Villa de Bruselas (Villa di Bruxelles) nei pressi del Golfo di Nicoya. Ebbe un’effimera esistenza a causa delle sommosse degli indigeni delle falde della Serra di Tilaran. Uno dei caciques (capi) che creò la maggior resistenza fu Garabito, il quale dominò un vasto territorio che comprendeva dalla Valle El Guarco, a Cartago fino al Golfo di Nicoya e parte delle Pianure del Nord. Un indomabile guerriero che i conquistatori hanno fatto molta fatica a sottomettere. Il nome con il quale lo si conosce proviene dal capitano spagnolo Andrés de Garabito. Il busto in pietra artificiale di 90 centimetri d’altezza fu realizzato dall’artista Oscar Bákit e inaugurato nel 1970.

16- Casa Capris Medica

Situata in Avenida 2, Calle 40.

La casa, come quella di Cruixen, fu costruita per Antonio Escarré nel 1942. Fu progettata in stile neocoloniale dall’architetto José María Barrantes Monge. Escarré fu il primo Direttore Generale dello Sport dal 1953 al 1964 e lo Stadio di Baseball, nel quartiere di San Cayetano, venne intitolato a lui. Successivamente, la casa passò nelle mani della famiglia Pérez Soto che aprì lì il Ristorante La Masía. Nel 1994 Capris Médica la acquistò e un anno dopo l’architetto Carlos Ossenbach Sauter la ristrutturò lavorando anche alle porte di mogamo intagliate a mano, ai balconi, alle scalinate e alle inferriate in ferro forgiato.

17- Gimnacio Nacional (Palestra Nazionale)

Situata in Avenida 10, Calle 42.

A partire dai primi decenni del XX secolo, dopo che nacquero diverse plaestre immprovisate, nel nostro Paese si iniziò a praticare il basket. Ricordiamo lo sferisterio Jai aLai, situato a sud dell’attuale Piazza delle Garanzie Sociali, e il Mendoza, localizzato a sud della Clinica Biblica, nei pressi dell’attuale Fabbrica Nazionale dei Trofei. Verso la fine degli anni 50 si decise di costruire una Palestra Nazionale nella zona sud della parte pianeggiante di La Sabana. Il 19 febbraio durante il VII Campionato Centroamericano e dei Caraibi di Pallacanestro, il Presidente della Repubblica Mario Echandi Jiménez (1958-1962) inaugurò la Palestra Nazionale, con la presenza di Antonio Escarré, Direttore Generale degli Sport, delle delegazioni sportive e del pubblico che presenziò all’evento. La palestra presenta una forma ellittica, costruita in cemento e ricoperta da lamine metalliche. Ha una capienza per 4.000 persone. Sebbene la Palestra Nazionale sia stata costruita principalmente per eventi sportivi, nel corso degli anni ospitò anche avvenimenti di carattere religioso, politico o culturale.

18- Museo di Arte Costaricana

Situato in Calle 42

Possiede circa 6400 opere plastiche, maggiormente di artisti nazionali dal XIX secolo ad oggi. Esso serve anche come stimolo del pensiero critico riguardo la plastica nazionale in un contesto internazionale. Gli spazi per le mostre si trovano all’interno dell’antico Aeroporto Internazionale costruito nel 1940. Presenta spazi come il “Giardino delle Sculture” e “Il Salone Dorato” dove si svolgevano attività culturali e in cui è possibile osservare pezzi di storia del paese in un murale in bassorilievo. Il MAC completa le sue attività mediante un programma didattico aperto al pubblico in generale.

Orario: Dal martedì al Venerdì dalle 9:00 alle 17:00, Il sabato e la domenica dalle 10:00 alle 16:00.
Tel.: (506) 2222-7155 Web: www.musarco.go.cr

19- Monumento al Dottor León Cortés Castro.

Situato in Avenida 0, Calle 42.

León Cortés Castro (1882-1946), avvocato di professione, intraprese una carriera politica che lo portò a rivestire ruoli ad Alajuela, sua città natale, come consigliere, sindaco e comandante. Fu deputato in diverse occasioni, Segretario di Stato e Presidente della Repubblica (1936-1940). Il suo governo è noto per le sue opere pubbliche, infatti donò scuole e palazzi a diverse comunità del Paese. La sua scultura in bronzo, di 1.15 metri d’altezza, fu realizzata dall’artista Leoni Tommasi e inaugurata nel 1952.

20- Parco Metropolitano La Sabana

Situato in avenida 3 e 10, Calle 42.

Il terreno dove si trova attualmente il parco è parte dell’eredità che, nel 1783, donò il Presbitero Chapuì di Torres a tutti coloro i quali volessero vivere intorno alla nascente città di San José. Verso il 1830, il nostro primo Capo di Stato Juan Mora Fernandez (1824-1833) e il municipio della città, decisero di preservarlo ad ogni costo e promulgarono delle leggi a tale fine. A quell’epoca, non esisteva in Costa Rica il concetto di “parco” anche se all’interno di questo spazio iniziarono a crescere diversi alberi. Per tale motivo, i viaggiatori stranieri che visitavano il paese, verso la metà del XIX secolo, lo consideravano una bella prateria ben curata, che somigliava ai parchi europei. Agli albori del XX secolo, il calcio, il baseball e il polo furono gli sport più praticati al suo interno; successivamente, venne collocato anche un ippodromo. Nel 1915, in una frazione a sud della pianura nacque il Bosco dei Bambini, con un lago. L’inaugurazione nel 1940 dell’Aeroporto Internazionale di La Sabana pose fine allo sviluppo del parco. Tuttavia, dopo migliaia di battaglie, nel 1976 divenne a tutti gli effetti un parco grazie alla gestione e all’impegno dell’allora Ministro della Cultura, Gioventù e Sport, Guido Sáenz González. Il progetto del parco di 68 ettari fu realizzato dall’architetto paesaggista José Antonio Quesada García. La proposta stabiliva estese zone per praticare sport, un lago e ampie aree verdi e boscose. Fu dichiarato Patrimonio Storico Architettonico il 23 febbraio del 2001.

21- Museo Storico e Tecnologico dell’ICE

Ubicato a 400 isolati a nord dell’edifico centrale dell’ICE Sabana.

Il Museo Storico e Tecnologico del Gruppo ICE ha come missione far conoscere la storia e l’evoluzione dei servizi dell’elettricità e telecomunicazioni, mettendo in risalto l’apporto del Gruppo ICE allo sviluppo tecnologico e socioeconomico del paese.

Tel.: (506) 2220-7656 / 2220-6387
Fax: 2290-4896 Web: www.grupoice.com
Orario: Dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 16:00

22- Museo di Scienze Naturali La Salle

Si trova all’interno delle strutture del Ministero dell’Agricoltura e del Bestiame, a Sabana Sud.

Il Museo di Scienze Naturali La Salle ha numerose esposizioni di grande valore storico e scientifico. Ha più di 70.000 campioni in esibizione, con sezioni di Paleontologia, Geologia, Malacologia (circa 14.000 esemplari), invertebrati (interessante collezione di farfalle di 8.400 esemplari), pesci e rettili, uccelli e mammiferi. Percorrere questo museo è un’esperienza che vale la pena provare.

Orario: Dal lunedì al sabato dalle 8:00 alle 16:00

La domenica dalle 9:00 alle 17:00
Tel.: 2232-1306



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