Attrazioni Turistiche
In Sud Pacifico

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Attrazioni Turistiche In Sud Pacifico

San Isidro, situata a 702 metri di altitudine è la città principale d’accesso alla zona sud del paese, ha un buon sviluppo di servizi, commerciali e turistici, così come quelli della salute e giustizia. Ha diverse imprese turistiche che offrono i loro servizi di alloggio, alimentazione, e tour. E’ il punto di partenza per raggiungere i posti di grande interesse turistico come San Gerardo de Rivas e Dominical.

Il posto dove si trovano le terme è veramente bello, infatti è in un’area di montagna di grande bellezza scenica circondata da una gradevole vegetazione e un ambiente che invita a rilassarsi. Ci sono tre vasche per beneficiarsi di queste acque.

In qusto posto archeologico si trova rivas, a 8 chilometri da San Isidro di el General. E’ un petroglifico, vestigio archeologico che mostra una “cartina sulla roccia” che dettaglia la Cordigliera di Talamanca con i suoi diversi incidenti geografici, è stato dichiarato patrimonio storico.

Nasce nella laguna San Juan che si trova nel Parco Nazionale Chirripò e sbocca nel Pacifico, con il nome del fiume Grande di Terraba, che è il più lungo (196 km) e uno dei più importanti della Costa Rica. Per quest’ultima circostanza, si offrono viaggi in balsa alle rapide di alcuni settori come quello di Las Juntas di Pacuar al Brujo.

Queste belle cascate anche conosciute come “del Santo Cristo o Don Lulo”, si trovano a circa 12 chilometri da Dominical, strada a San Isidro del General. Per arrivarci, si realizza una cavalcata e già sul posto si apprezzano quei bei salti d’acqua circondati dalla vegetazione e che invita il turista a nuotare nel suo ampio e sicuro stagno.

E’ una spiaggia di onde forti, ideale per la pratica del surf. E’ anche molto frequentata da chi fa camping, dato che offre questa facilità. Da Dominical si possono realizzare escursioni (e tour) in posti vicini di grande bellezza scenica come le cascate di Nauyaca, così come sulle lome vicine, da dove si vede un paesaggio spettacolare di tutto questo settore costiero. Ha molti servizi turistici e commerciali.

E’ una spiaggia di onde moderate idonea per fare il bagno e altre attività acquatiche. Verso il suo estremo sud si trova Punta Dominical che possiede un frondoso bosco tropicale umido. Queste caratteristiche, insieme all’esuberante paesaggio marino circostante è un plus di grande valore per quelli che vogliono godersi la natura.

Dai suoi bei vedere, situati su una loma rocciosa coperta di vegetazione si possono osservare dominicalito, l’isoletta, conosciuta come Roca Arbol, e il bel paesaggio Montano e marino che si prolunga verso sud.

Questa spiaggia e la sua vicina Uvita si uniscono ai loro estremi sud e nord, rispettivamente, formando una linguetta sabbiosa (tombolo) in forma di ancora, che può essere percorsa durante la marea bassa e in questo modo, è possibile osservare diverse specie di granchi, pesci, molluschi e alghe. Da questo posto si osservano entrambe le spiagge e le belle montagne della Fila Costeña.

Questa è una delle spiagge più belle della costa del Pacifico Sud. Le sue onde sono moderate e sicure per fare il bagno. Possiede estuari e mangrovie, specialmente al suo estremo nord. Verso sud dall’estuario del canyon Quebrada Villegas si presenta una bella fila di alberi di cocco. Vicino al suo estremo sud si trova il canyon Quebrada Colonia. E’ una spiaggia ideale per fare passeggiate e cavalcate, così come per osservare la vita marina che esiste nella zona che circonda la punta (tombolo) Uvita.

Questa linguetta (tombolo) è molto ricca di fauna marina, ha scogli che la difendono da pericolose correnti e da onde forti. E’ ideale per nuotare e rinfrescarsi nelle sue acque, le quali sono molto frequentate da chi fa immersione.

Situata dietro Punta Uvita, la mangrovia è ricca della flora tipica del litorale e possiede varie specie di uccelli marini come l’airone azzurro, l’ibis bianco e lo sparviero pescatore.

Per arrivare ad essa dovrete prendere una barca o un gommone che vi porterà sull’isola, è una zona straordinaria dove si può praticare l’immersione e osservare la varietà di specie marine.

E’ una spiaggia con poche onde e con sabbia fine. E’ di grande bellezza scenica per il paesaggio costiero, che comprende inoltre l’isola Ballena che si trova di fronte alla sua costa, a meno di 3 chilometri. Spiaggia Ballena, così come l’isola con lo stesso nome e le rocce Tres Hermanas (tre sorelle) formano parte del Parco Nazionale Marino Ballena, che si estende da Punta Uvia fino a punta Piñuela. Le acque di questo parco sono frequentate dalle balene gobbe nei mesi da agosto ad ottobre e da dicembre ad aprile di ogni anno.

E’ una piccola e bella insenatura, di onde moderate, molto adatta per fare il bagno, specialmente al suo estremo sud. Possiede una parte posteriore alla sua costa che è uno scarpato Montano. Ha una vegetazione litorale. Verso l’estremo nord la spiaggia forma una piccola sporgenza, vicino alla quale scarica la Quebrada Piñuela. Da lì si vede l’Isola Ballena.

E’ una spiaggia piccola, ma molto gradevole per il paesaggio circostante. Si chiama Ventanas, dovuto a che al suo estremo nord c’è un promontorio roccioso che presenta aperture attraverso le quali entra il mare e che possono essere percorse durante la marea bassa.

Si trova a sud di Boca Brava. Anche se non è adatta per fare il bagno, le sue onde sono molto buone per la pratica del surf professionale.

Sierpe è una piccola comunità a una distanza di 15 km da Plamar Nord e Sud, si trova alle soglie del fiume con lo stesso nome, ha diversi servizi commerciali, così come imprese d’alloggio, di trasporto acquatico che ne agevolano l’uscita a mar aperto per visitare l’Isola del Caño o fare pesca o immersione nelle sue vicinanze. Una quantità molto rappresentativa di turisti entra nel Parco Nazionale di Corcovado usando la via del fiume Sierpe e nel percorso osserva molte specie di uccelli, mammiferi e rettili.

E’ una spiaggia formata da settori rocciosi e cale di grande bellezza scenica. Dovuto alle frequenti precipitazioni possiede un bosco tropicale molto umido di grande interesse per la sua ricca biodiversità. Da Drake partono numerosi tour di pesca sportiva e di immersione all’Isola del Caño, così come anche al Parco Nazionale di Corcovado. Si possono fare passeggiate e cavalcate in posti vicini, di grande attrazione. Tutti gli anni, nel mese di febbraio si commemora con celebrazioni ufficiali e locali l’arrivo del pirata Drake in questo posto.

All’estremo sud della Penisola di Osa si trova la punta conosciuta come Cabo Matapalo e vicino a questo, ci sono diverse insenature e spiagge di grande bellezza naturale, dovuto alla zona circostante che si caratterizza per avere delle zone boscose molto umide, dove abitano diverse specie di uccelli, scimmie e altri animali. Esistono cascate e altre risorse ideali per l’osservazione di questa ricca biodiversità. Spiagge come Matapalo, “Backwash” e Pan Dulce sono le preferite da chi fa surf, infatti presentano eccellenti condizioni per questo sport.

Si trova a sud di Puerto Jimenez, strada a Matapalo. E’ un’estesa spiaggia a forma di mezzaluna, con un litorale roccioso verso sud. Nella sua parte intermedia sbocca al Fiume Tamales. Presenta onde da lievi a moderate, dipendendo dal punto in cui si va. Ha una vegetazione litorale dove è possibile osservare gli uccelli.

Si trova a 2 metri d’altitudine, è la comunità che permette un miglior accesso al Parco Nazionale di Corcovado, ha un buon sviluppo di servizi commerciali e turistici di riposo, avventura e pesca sportiva. Si arriva a Jimenez dalla strada interamericana nel posto conosciuto come Chacarita o da Golfito se si utilizza il servizio giornaliero offerto dalle barche.

E’ una spiaggia molto ampia e gradevole, ha una vegetazione litorale, mangrovie e lo sbocco sul fiume Platanares. E’ un posto eccellente per prendere il sole e godersi il mare. Per queste ragioni, questa spiaggia che si estende verso sud dal settore conosciuto come Punta Arenitas è molto visitata dai residenti di Puerto Jimenez e per i turisti che arrivano a questa popolazione, per poi muoversi a Corcovado in altri posti della Penisola di Osa.

Si trova a 2 chilometri dall’abitato di La Palma. E’ una spiaggia di onde moderate. E’ molto frequentata dai residenti di La Palma. E’ un posto tranquillo di grande bellezza scenica, infatti si trova nel Golfo Dulce che è circondato da montagne con boschi sempreverdi.

Golfito è l’unica città del paese che si trova in mezzo ad un’Area Protetta. In una piccola insenatura del Golfo Dulce, si insedia la città in una lunga striscia dove spicca lo stile architettonico delle case della Compagnia Bananiera, che per molti anni ha gestito tutto ciò che è relativo alla produzione della banana. E’ un paese dotato di servizi commerciali e turistici, ha un ospedale, aerodromo, molo e altri servizi governamentali.

Diverse imprese turistiche offrono servizi di alloggio, alimentazione e tour tra altri, tra le principali attrazioni spicca il Deposito Libero Commerciale di Golfito nel quale si possono acquistare diversi prodotti esonerati da imposta. E’ il posto ideale di partenza per visitare altre comunità costiere come Porto Jimenez e Zancudo ma anche per fare dei percorsi turistici lungo il Golfo, il fiume Colorado, Drake, la spiaggia Cacao ed altri.

Si trova a 2 chilometri da Golfito, anche se la forma più conveniente per arrivarci è col gommone. E’ una spiaggia con pochissime onde, che la rende sicura per fare il bagno. Ha una frondosa vegetazione e si possono fare delle passeggiate nei posti vicini, dove si può osservare la sua flora e fauna. Da questa spiaggia si apprezza la città di Golfito.

E’ una spiaggia estesa con sabbie fini e con onde moderate. Ha un bell’estuario e molti alberi di cocco e vegetaizone tropicale. E’ molto adatta per prendere il sole e fare passeggiate, così come per molte altre attività ricreative e sportive. Si offrono tour di pesca sportiva e l’osservazione delle balene e delfini.

Si trova in un settore roccioso di grande bellezza scenica per la presenza di una frondosa vegetazione e per le piccole baie ideali per godersi il mare. Pavones si trova in un’insenatura e la sua maggior attrazione sono le sue onde aperte, che formano la mondialmente famosa onda lunga sinistra, la quale porta molti surfisti a visitare questo recondido bel posto. Verso sud si possono realizzare cavalcate e lunge passeggiate nel settore costiero meno esplorato della Costa Rica.

Questi pezzi architettonici si trovano in questa regione del paese e sono unici al mondo. Si sono trovate queste sfere principalmente nei terreni chiamati bananeras (piantagioni di banana) di Palmar Sud principalmente nell’appezzamento di terra 6 e all’Isola del Caño. La grandezza varia da pochi centimetri fino a 2.5 metri di diametro e alcune presentano figure umane o di animali della zona.

E’ formato dai fiumi General e Coto, che a loro volta possiedono affluenti secondari che nascono sulla Cordigliera di Talamanca, ha 160 chilometri di longitudine e forma la conca idrografica più grande del paese con 2171 km2. Nei suoi molteplici sbocchi e con foci a delta si trova la zona umida più importante del Centroamerica. Si considera il fiume più importante della zona sud, dovuto al fatto che permette lo sviluppo di una serie di attività socioeconomiche.

Nel Pacifico Sud abitano diversi gruppi di indigeni Cabécares, Guaymies e Borucas. Sebbene sia vero che si possono fare delle visite nelle seguenti riserve: Ujarrás, Salitre, Cabagra, Boruca, Térraba, Limoncito de Coto Brus, Abrojos Montezuma, Conte Burica e Penisola di Osa, c’è da dire che sono pochi quelli che mantengono molte delle loro tradizioni.

Il gruppo Indigeno Térraba. Si trova nel cantone di Buenos Aires, provincia di Puntarenas, a Térraba e in altri centri abitati della Riserva Boruca-Térraba. Questi indigeni usano utensili agricoli e domestici, si vestono come i contandini della zona e acquistano ciò che gli serve nel commercio locale. Attualmente, le case sono di legno segato e tetto di zinco. Questo gruppo è molto ridotto e ha quasi perso del tutto la sua lingua, è noto in genere agli anziani.

Tra l’artigianato di questo gruppo spicca la confezione delle maschere di legno di balsa o di cedro. Costruiscono grandi e belle canaste, chiamate javas, che si caratterizzano per avere il fondo triangolare e la parte superiore rotonda, sono fatte con la liana conosciuta come uomo grande. Inoltre, costruiscono strumenti musicali come tamburi, marache e flauti. A Boruca e Rey Curré si possono acquistare pezzi d’artigianato elaborati con le tecniche tradizionali e si possono apprezzare le tradizionali Danze dei Diablitos e dei Negritos.

La festa dei Diablitos: rappresenta la lotta a morte contro la cultura spagnola che invade il territorio indigeno, questo manifesta lo sforzo per mantenere le loro tradizioni, costumi e credenze. Questa tradizione rimonta ai tempi coloniali e si è venuta trasmettendo in forma verbale, da generazione in generazione. Appaiono in questa festa due personaggi centrali, il toro che rappresenta lo spagnolo, e i diavoli che rappresentano gli indigeni. I diavoli hanno la loro propria organizzazione gerarchica. Esistono i diavoli più grandi e i diavoli minori (uomini vestiti da donne). Partecipano nell’accompagnamento un pitero (flautista), un cajero (un musicista del tamburo), un chitarrista, un violinista e chi suona la fisarmonica. I diavoli maggiori sono i responsabili dell’ordine e della disciplina. I vestiti usati nella danza sono semplici, si usano sacchi di iuta in maniera di vestaglie e una maschera di legno di balsa o di cedro.

Generalmene, i diavoli sono quelli che fabbricano le maschere da usare, alcuni le adornano con tinte naturali e si mettono baffi o barbe. Il toro ha la testa intagliata in legno di cedro, con occhi di vetro e corna reali del toro. La festa dei diavoletti dura tre giorni, tuttavia, i preparativi iniziano il 28 dicembre a Boruca. La festa di per sè comincia il 30 dicembre e finalizza il 2 gennaio, con l’uccisione di un toro nel centro del paese. Posteriormente si mette in vendita la carne dell’animale, per quelle persone che vogliono mangiarla.

La festa dei negritos: è un’altra delle attività importanti che si realizzano tra il 6 e l’8 dicembre. I preparativi di quest’attività sono simili a quelli della festa dei diablitos. Gli indigeni si dipingono la faccia con tizne (carbone) e non usano altri abiti speciali. Esiste un diavolo più grande che dirige l’attività. A Boruca giocano con un toro e un cavallino intagliati in legno invece a Terraba con una vacca e una giumenta.

Gruppo Indigeno Guaymí. Questo grupo indigeno si è caratterizzato fino a pochi anni fa per essere seminomade. Le principali località dove si trovano sono: a Villa Palacio de Brusmalis a Coto Brus, ai margini del fiume Limoncito, all’Alto Conte, nella Penisola Burica, nel Bajo de los Reyes, adAbrojo e a San Miguel di Ciudad Neily.

L’area dell’abitazione si compone generalmente di due strutture, una con tetto di paglia che generalmente si usa per cucinare e l’altra con tetto di zinco, pareti di chonta (palma bactris gasipaes) o bambù, che è dove vive la famiglia e si svolgono le attività quotidiane. Questi usano piattaforme per dormire che sono attaccate alle pareti della capanna.

Tutti i Guaymies usano le loro borse che sono conosciute con il nome di chacaras, le tessono di tutte le misure con materiali di nylon, sisal e corteccia. Queste fibbre naturali sono pitturate con tinte non artificiali. Tra ciò che fabbricano ci sono le collane che fanno gingilli di plastica color rosso, bianco, azzurro, giallo e nero, a questi li si chiama “nuñunga”. Sono anche molto abili nella fabbricazione dei tamburi, maracas e flauti. I tamburi hanno doppia pelle di “pecaro o armadillo” e i principali legni per la loro costruzione sono la balsa e il cedro.

L’edificio, riscatta la capanna tipica usata dai borucas come casa tradizionale, delle quali ne rimangono ben poche nella zona.E’ il posto di riunione per la commissione degli artigiani e si usa anche come atelier artigianale per abilitare e recuperare l’attività caratteristica della comunità. Si esibiscono le tecniche naturali usate dagli artigiani e le tinte che usavano i borucas che rappresentano un’importante attività e tradizione indigena.

Questo Museo forma parte del complesso della Cultura di Terraba, integrata dalla Casa della Salute Indigena, il Gazebo culturale, il coltivo delle Piante Medicinali e il Museo comunitario Indigeno. E’ il posto dove si esibisce un focolare e letto antico, archi, frecce, e altri utensili che sono parte della storia della comunità indigena di Terraba.

San Vito è il capoluogo di Coto Brus, uno dei cantoni più giovani del paese, nel 1951 la Società Italiana di Colonizzazione Agricola (SICA), ha stabilito un accordo con il governo della Costa Rica attraverso il quale si sarebbe fondata una colonia italiana per lo sviluppo della zona, il processo è stato così veloce che attualmente San Vito è una città attiva con diversi servizi commerciali, di salute e turistici. Ha due comunità interessanti come Sabalito (frontiera con il Panama) e Agua Buena, il caffè è il prodotto per eccellenza della zona.


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